ALIMENTAZIONE E FARMACI

 

 

 

Si sa da tempo che il regime alimentare non è senza conseguenze sull’ attività dei farmaci, anche se è difficile stabilire leggi generali.

Per esempio, numerosi farmaci diminuiscono l’ appetito, oltre alla diminuzione di peso provocata  dalle particolari condizioni morbose ( esempio : malattie febbrili, ipertiroidismo ) concorre anche il diminuito apporto alimentare a rendere precario lo stato di salute. La terapia antibiotica può modificare in alcuni casi la flora batterica intestinale e condurre secondariamente a fenomeni di malassorbimento.

Ci son sostanze studiate appositamente per diminuire il senso dell’ appetito, agendo su particolari formazioni del sistema nervoso.

Questi farmaci sono però degli eccitanti ( anfetamine ), con tutti i pericoli che comportano come nervosismo, insonnia, depressione nervosa.

 

Ci son poi farmaci che stimolano il senso dell’ appetito: il cortisone, il testosterone, gli anabolizzanti ecc. sono terapie indispensabili in molti disturbi  che agiscono però anche su questo parametro.

Aumentano l’ appetito anche gli ansiolitici.

Questo effetto però non è sempre evidente, nell’ anziano ad esempio, i farmaci che diminuiscono lo stato ansioso possono aumentare la sonnolenza e diminuire l’ interesse per l’ ambiente circostante, compreso il desiderio di alimentarsi.

L’ uso indiscriminato e protratto di lassativi può portare a delle perdite di sali di potassio e altri nutrienti, quando poi le perdite superano dei limiti, il paziente lamenta una facile stanchezza, nausea, mancanza di appetito.

 

L’ alcool può provocare numerose reazioni con i farmaci.

Il fenomeno è evidente quando l’ ingestione avviene a stomaco vuoto, dato che l’ alcool tende a diminuire la barriera mucosa, una struttura preposta a difendere lo stomaco dagli agenti aggressivi.

Di conseguenza, se il farmaco assunto è dotato di azione gastrolesiva ( come i farmaci antireumatici e la comune aspirina ) l’ effetto negativo dull’ apparato digerente è più evidente, con possibili piccole emorragie.

Ecco perché conviene ingerire i medicinali con la semplice acqua.

L’ alcool inoltre può potenziare l’ effetto di numerosi farmaci. Questo particolare dovrebbe essere tenuto presente da chi  pratica terapie sedative sul sistema nervoso centrale ( barbiturici, ansiolitici, neurolettici ).

Può insorgere sonnolenza marcata, diminuzione dei riflessi.

L’ alcool riduce anche l’ assorbimento di alcune Vitamine  ( B1 – B12 – Acido folico ) e può alterare l’ effetto degli ipoglicemizzanti orali.

 

Un altro aspetto delle interazioni tra farmaci e alimenti è costituito dalle marcate reazioni che insorgono quando certi farmaci e certi alimenti vengono introdotti insieme e a breve distanza di tempo.

Nei formaggi stagionati o piccanti, nelle aringhe salate, nelle bevande alcoliche, esiste una sostanza ( tiratina ) che in genere non produce nessun effetto rimarchevole.

In alcuni soggetti particolarmente sensibili può essere responsabile della comparsa di emicrania.

Se però un soggetto ingerisce insieme dei farmaci antidepressivi possono verificarsi particolari reazioni tipo: palpitazioni, nausea, mal di testa, rialzi di pressione.

Per quanto riguarda la possibilità di assumere dei farmaci a stomaco vuoto o a stomaco pieno, tutto dipende dalla natura del farmaco. Per diminuire il loro effetto gastrolesivo gli antireumatici vanno sempre ingeriti a stomaco pieno.

Le vitamine invece possono essere ingerite a stomaco vuoto per facilitarne l’ assorbimento.

Durante le cure cortisoniche è preferibile prestare alcune attenzioni alla dieta, in  considerazione del fatto che questo medicamento  può provocare un’ insufficiente eliminazione del sodio e di conseguenza una ritenzione nei tessuti.

Poiché l’ accumulo di sodio facilita la tendenza al ristagno dei liquidi nell’ organismo ( tendenza agli edemi, gonfiori ) è opportuno essere prudenti nel consumo di sale da cucina e nei cibi ricchi di sale ( salumi, olive, verdure in salamoia, formaggi stagionati e piccanti ).

Appare evidente che l’ uso protratto di farmaci ritenuti privi di effetti collaterali può portare a vari disturbi se l’ impiego non è corretto.

Le statistiche dicono che i fenomeni suddetti si evidenziano con l’ autoprescrizione, vale a dire a coloro che intraprendono terapie senza il consiglio del medico.

 

Spesso il pescatore subacqueo, pur essendo idoneo alle visite di medicina dello sport, soffre di problemi gastroenterologici.

Le patologie più frequenti sono l’ esofagite da reflusso. Tali patologie, a volte associate allo stress, potranno migliorare con i consigli sull’ alimentazione, ma talvolta sarà necessario l’ uso di farmaci.

Per le patologie gastriche non saranno controindicati i preparati a base di idrossido di alluminio e di magnesio esempio il Maalox.