Il calasole visto da tre campioni

 

Stefano Bellani.

Perché molti pescatori selezionano come momento clou il tramonto?

Al calasole, come all’alba, i predatori sono più attivi per il fatto che c’è meno luce sott’acqua. Nel momento in cui sono a caccia sono più attenti ai movimenti quindi anche quello compiuto dall’apneista che si cela all’aspetto costituisce un motivo per andare a controllare, a verificare se c’è da mangiare o se c’è un altro predatore nei paraggi che sta occupando il proprio territorio.

Quali sono le prede principali al crepuscolo?

Un po tutte. I grandi predatori come dentici e ricciole, le cernie, i dotti, i pesci serra, e i pesci stanziali come saraghi e corvine. Non ho molta esperienza sui branzini ma credo che anch’essi siano in caccia al tramonto. Riguardo ai dentici, ad esempio, non è buona tutta la fase del tramonto ma c’è un breve momento in cui il pesce è maggiormente attivo poi, appena il sole è prossimo a sparire, cessano di presentarsi a tiro.

Che vantaggi comporta il calasole?

Con condizioni di luminosità scarsa ogni pescatore subacqueo è molto avvantaggiato e se per caso cerchi un riparo che proietta un bel cono d’ombra e mantieni il sole alle spalle questa opportunità migliora ancora di più perché ti trovi sempre occultato al massimo. Il pesce non ti vede ma cerca di individuarti esclusivamente tramite la linea laterale.

Mi racconti un episodio riguardo a questo momento di fine giornata?

Un ricordo indelebile lo serbo di qualche anno fa, nel periodo delle crociere con la barca. Ci trovavamo sul banco di Centuri, in Corsica, su un sommo bellissimo che conoscevo e in cui prendevo solitamente dentici. Per il mio lavoro in ristorante non mi era mai capitato di tuffarmi proprio al tramonto perché a sera dovevo essere già in Capraia ma approfittando delle uscite in barca a vela e dei pernottamenti lì sul posto successe, finalmente, di poter farci un tuffo al calasole. Quel giorno famoso visitammo una prima volta il sommo in sette, io e sei allievi, nel pomeriggio, senza però trovare un pesce. Ci ritornammo di sera, per un’altra ora, ma nulla, non si fece nulla. Poi poco prima che il sole tramontasse del tutto decidemmo di riprovarci ancora. Il sole era appena un dito sopra l’orizzonte, il momento migliore, ci buttammo in acqua e sotto… c’era il paradiso! Una nuvola di dentici enorme nuotava attorno al cappello. Facemmo un tuffo per uno e tutti quelli che riuscivano a fare un aspetto ben fatto catturarono un dentice.

 C’è chi prese un dentice, chi addirittura due. Nel giro di dieci minuti ne portammo a paiolo sette, pesci stupendi, dai tre ai sette chili di peso. Dentici bellissimi che continuavano a venire che era una bellezza. Ricordo che solo tre allievi riuscirono a pescare tra i 17 metri del cappello e i 22/23 del gradino, gli altri meno esperti non se la sentivano, quindi smettemmo d’immergerci per non creare la smania di cattura anche nei tre ragazzi che non erano riusciti a pescare così profondo. Finimmo in acqua più bassa, non si prese più niente, e rimase il rammarico di non aver continuato…

 

Riccardo Molteni.  

Perché il calasole è considerato un momento magico?

Bella domanda! Innanzitutto è quel momento della giornata che ispira buoni sentimenti. I colori, l’atmosfera, c’è una componente puramente emotiva. In realtà nei momenti di cambiamento significativo di luce, alba e tramonto, si verifica che tutto il biosistema si metta in grande agitazione. I predoni sfruttando il gioco della luce che cambia accelerano l’attività e di conseguenza, in tutti i punti cospicui come le secche,  i capi, e quant’altro capita di osservarne maggiormente. L’alba, rispetto al tramonto offre una situazione di calma maggiore perché l’ambiente non è disturbato per un certo numero di ore.

Quali sono le prede tipiche in questa fase della giornata?

Ovviamente la presenza di pesce dipende dal posto e dalla località in cui ti trovi. Se facciamo riferimento all’estate o all’inizio dell’autunno, in luoghi tipici come le cadute delle secche, gli orli sopracorrente, le strisce più degradanti, direi che le prede elettive sono tutte quelle normalmente insidiabili all’aspetto sul fondo o a mezz’acqua. Mi riferisco principalmente ai dentici, ai dotti, alle grandi ricciole, ai barracuda (direi sistematicamente presenti soprattutto nel sud del mediterraneo).

 Riguardo a prede che vivono strettamente sul fondo, o nei pressi di questo, bisogna rilevare che proprio per la scarsa visibilità dovuta ai raggi solari sempre più obliqui, all’ombra proiettata dai massi, al fondo che si scurisce diventa arduo individuarne. Sicuramente anche queste specie sono in attività ma resta complicato catturarle. Penso ai pesci con grande mimetismo, alle corvine dotate di una livrea scura che si esalta con bassa luminosità, o alle cernie immobili sul fondo che in condizioni di luce piena già ti capita di passarci sopra senza vederle, di sera tutto si complica ulteriormente.

Mi racconti un’avventura eccezionale accaduta al crepuscolo?

Come immaginerai ne potrei raccontare più d’una ma ricordo un episodio tra quelli veramente difficile da dimenticare, quegli episodi che ti danno sempre un brivido sulla schiena quando li ripensi. Avevo trovato un posto incredibile, tre quattro sassi piatti perduti in mezzo al mare, fondissimi e molto lontano dalla costa. Appena lo individuai scopersi che era abitato da moltissime corvine e cernie molto grosse. Una sera, al termine di una giornata vissuta in panciolle, steso sulla spiaggia a godermi il sole, decisi di fare un’uscita di un’ora, un’ora e mezza di tuffi poiché si era presentata un’esigenza conviviale: dovevo assolutamente prendere un pesce per degli amici. Decisi  per questo posto “sicuro”. Arrivai sulla zona tardi, attorno alle otto. Ci misi ancora un po per individuare il punto perché i segnali con quella luce non erano ben collimabili ma alla fine, proprio nelle ultimi fasi del tramonto, dopo qualche discesa esplorativa mi sembrò di riconoscere finalmente le pietre. Mi preparai, c’era molta acqua, e scesi con un novanta nell’intenzione di prendere una bella cernia all’imboccatura di una di queste pietre, e venir via. A qualche metro dal fondo…rimasi paralizzato dallo stupore! I sassi erano ricoperti da una massa enorme di dentici in movimento di dimensioni ciclopiche! In mezzo a questi nuotavano sei o sette ricciole giganti, pesci oltre i trenta chili e un paio ancora più giganti, probabilmente vicino ai cinquanta! Sotto questa  massa ballonzolante di animali scorsi sopra le lastre quattro, cinque cernioni in candela! Uno spettacolo da paura! Mi poggiai sul fondo e per qualche istanti persi il controllo. Persi il controllo su che cosa dovevo fare! Alla fine di un’apnea lunghissima in cui non riuscivo a mettere a fuoco un pesce senza che se ne presentasse continuamente uno più interessante davanti, sparai al primo dentice vicino. Se non erro presi un bestione di sette o otto chili ma posso assicurare che si trattava di uno degli esemplari più piccoli!

 

Renzo Mazzarri.  

Qual è il motivo che induce molti pescatori tuffarsi al tramonto?

Per il pescatore subacqueo il calasole e l’alba sono i due momenti migliori per la pesca ai grandi predatori. Avere i presupposti per catturare una bella ricciola o un denticione fa gola a tutti.

Cosa succede al crepuscolo?

Durante il buio, la notte, buona parte del mondo subacqueo riposa, sonnecchia, i ritmi non sono certo quelli del giorno, quindi i momenti che precedono, e che chiudono la notte, sono le due opportunità migliori per un buon pasto. Tutti i pesci rivelano, come dire, una frenesia comportamentale: c’è chi deve difendersi, chi deve obbligatoriamente attaccare prede che magari con la luce del giorno non sarebbe mai in grado di raggiungere e di attaccare.

Imposti spesso le tue battute al tramonto?

Se devo essere sincero nel pieno dell’estate personalmente preferisco l’alba, perché durante la buona stagione all’ Elba, come in altri posti turistici, si verifica una situazione ambientale particolare: incrociano molte barche quindi al tramonto i pesci sono stanchi, innervositi di sentire migliaia di eliche sopra le loro teste e difficilissimi da stimolare. All’alba, invece, dopo una notte di “relax” si hanno molte più possibilità di incontrare una preda tranquilla, più abbordabile del solito. In autunno lo scenario cambia e ci si può permettere un tufo al calasole, altrettanto prodigo di catture.  

Quali pesci puoi trovare alla sera, in condizioni di luce scarsa?

Parlando di aspetto profondo: dentici, orate, ricciole, barracuda, ma capita spesso di trovare anche cernie in candela, in cerca di cena, che durante il giorno non vedresti mai, pescando all’attesa, perché rinchiuse nella loro tana.

Quali vantaggi per il pescatore?

Il pescatore subacqueo ha un grande vantaggio in questi momenti perché riesce ad essere meno visibile grazie alla poca luce presente sott’acqua ma soprattutto perché le prede “osano” molto di più.  

Ricordi un episodio singolare sulla pesca al calasole?

Sui banchi di Mezzo Canale Elba-Pianosa c’è un sommo dove l’orlo di posidonia crea una grotta passante lunga circa tre metri, ideale per ospitare la corporatura di un apneista. Tante volte ho provato l’aspetto durante il giorno ma sempre con mediocri risultati. Di sera, invece, è un posto mitico. Ancora oggi mi capita di osservare i pesci che si mantengono costantemente distanti ma alla sera il loro comportamento diviene meno sospettoso e si avvicinano a sfiorare la posidonia. Praticamente qui, al calasole, ad ogni tuffo catturo un dentice.

 

Testo di Emanuele Zara