AMBIENTE MARINO
Testi di Emanuele Zara & Lucia Notarangelo.
| Corrente | Fondale | Luna | Mangianza | Maree |
| Onde | Secche | Termoclino | Venti | |
| Articoli Pesca Sub
scritti da Emanuele Zara |
L' Ambiente invernale |
CALENDARIO
VENATORIO
I mesi si susseguono veloci, non sempre uguali anno dopo anno, e ognuno di essi riserva al pescatore subacqueo delle novità.
Abbandoniamo l’estate, ricca di sole e di caldo, di dentici e ricciole, e senza accorgercene quasi giungiamo all’autunno, prodigo di giornate tiepide alternate a capricciose perturbazioni atmosferiche, ma fertili sotto la superficie del mare.
Poi arriva il freddo inverno e mentre la tramontana sferza i litorali le grosse spigole fanno capolino nel bagnasciuga svegliando immediatamente i sub più pigri dal torpore sportivo in cui si può facilmente cadere.
Il corpo temprato alle variazioni di
temperatura stagionali, alle sollecitazioni della risacca, alle manovre di
compensazione, è pronto alla natura che sta per “esplodere”: siamo in vista
dei mesi estivi e un crescendo di vita, di mangianza, di luminosità consentono
finalmente gli atleti di esprimersi con la massima efficacia strategica.
Questa rapidissima sequenza di immagini accompagna l’excursus di coloro che amano la pesca sub e come un ipotetico annuario si snoda tra mesi prodighi di belle pescate e momenti meno favorevoli, attimi di esaltazione e lampi di tristezza.
Il denominatore comune resta la passione che circumnavigando perturbazioni atmosferiche e solleoni africani, tramontana e scirocco, pioggia e siccità, ci fa vivere sempre emozioni grandissime.
Gennaio
Il freddo di gennaio è proverbiale e anche in prossimità dei litorali mediterranei, dove notoriamente il clima è mitigato dalla presenza del mare, bisogna stringere i denti.
Venti glaciali scendono a valle e s’insinuano dappertutto.
La vestizione all’aperto è un’impresa al limite della bronco polmonite assicurata e anche i pescatori più determinati trovano “lungo”.
Ma con qualche precauzione termica legata all’ingresso e alla fuoriuscita dall’acqua si riescono a superare i momenti più critici.
C’è chi si cambia in macchina e chi in casa; chi sceglie l’androne di un palazzo e chi una cabina telefonica: l’inventiva personale non conosce limiti.
I percorsi di caccia si rivolgono prevalentemente ai fondali bassi, dove la fauna si concentra maggiormente e quindi state attenti a reperire un punto ridossato per immergersi. Zavorrati e coibentati al punto giusto tentiamo di insidiare la specie regina del mese: la spigola.
Si spinge sotto riva per riprodursi e la fame la costringe ad essere molto attiva. Ci sono atleti che ne vanno letteralmente pazzi e che in tutti i momenti liberi cercano di insidiarla.
Gli esemplari che hanno il ventre colmo di uova si riconoscono per le dimensioni abnormi del ventre che appare tozzo e rigonfio. Il pescatore subacqueo si astiene nel premere il grilletto sulle femmine gravide (possiede il “potere” ecologico di scelta prima del prelievo finale) mentre attende fiducioso i grossi maschi.
Febbraio
La sapienza dei nostri vecchi non si smentisce: guardando le cime delle montagne imbiancate di neve si provano i brividi prima ancora di estrarre l’equipaggiamento.
Se gennaio faceva battere i denti questo mese non è da meno, anzi! Il gommone è parcheggiato al riparo ed è veramente arduo il pensiero di poterlo alare in qualche week end felice!
Dappertutto si festeggia il Carnevale e tra carri allegorici e coriandoli c’è soltanto qualche sub coraggioso che si azzarda a programmare un’immersione. Magari nello zainetto ha infilato i dolcetti tipici della nonna che nel post caccia ritemprano con una botta di calorie il fisico provato da tre, quattro ore di mare.
Battendo le aree di grotto, le franate, le massicciate di qualche diga foranea potete imbattervi in raggruppamenti di saraghi che si stanno preparando alla frega. Si tratta di esemplari generalmente corpulenti e basta fiocinarne un paio per garantirsi una cena coi fiocchi.
Talvolta s’intanano in luoghi facili, non impegnativi che spesso non consideriamo neppure. E’ già successo, ad esempio in competizioni invernali, d’individuare pallonate di sparidi all’interno di calette brulle che solitamente non si degnano d’uno sguardo.
Le spigole sono ancora presenti e durante una scaduta di mare conviene dedicarsi alla pesca all’aspetto poiché oltre ai saraghi che volteggiano nella risacca potreste incontrare qualche serranide in caccia.
Marzo
E’ considerato universalmente il mese della variabilità: il gelo è meno pungente e qualche bella giornata di sole alza la temperatura dell’aria e inizia a illuminare efficacemente la flora sottomarina.
Sott’acqua la temperatura raggiunge i valori più terribili. I fiumi e i torrenti scaricano a mare l’acqua proveniente dallo scioglimento dei manti nevosi, dei ghiacciai e il termometro può precipitare sotto la soglia dei 10°!
La muta, i calzari, i guanti saranno piuttosto spessi: è l’unica soluzione possibile per nuotare tranquillamente senza accusare profondo disagio e conseguenti distrazioni.
La nota dolente si riscontra pure nell’osservazione subacquea poiché spesso il paesaggio è desolato, senza molti pesci in movimento: è facile provare un po di delusione.
Eppure anche questo mese all’apparenza sterile e inospitale aiuta a mantenere alta la concentrazione e in un certo senso educa l’atleta a non abbandonare le speranze. C’è sempre la possibilità di sparare agli onnipresenti cefali, a spigole ritardatarie, ai saraghi stanziali, eccetera. A noi è capitato di arpionare diversi pesci San Pietro e qualche corpulento calamaro.
Ma i più contenti sono coloro che hanno la pazienza di esplorare i fondali rocciosi che in questo periodo ospitano molluschi di vario genere.
L’occhio vigile potrà evidenziare dietro un ciuffo di posidonie o dentro un avvallamento le seppie perfettamente mimetizzate o intente a corteggiarsi mentre i polpi di generose dimensioni colonizzano vaste aree e grazie al fatto che non ci sono molti pescatori si trovano in numero abbondante.
Aprile
Sancisce l’arrivo della primavera e le prime uscite divertenti in gommone. Il battello è stato fermo per un po’ di tempo e una controllatina alla pressione dei tubolari, alle condizioni del motore, alle dotazioni di bordo è d’obbligo per non rischiare di restare in panne o di incappare in pesanti sanzioni pecuniarie.
Naturalmente i pallidi raggi di sole, le giornate più lunghe non devono mai fare abbassare la guardia riguardo ai capi protettivi da indossare: i raffreddamenti e le costipazioni sono in agguato visto che improvvisi acquazzoni e venti tesi sono sempre possibili.
Riusciamo a spingersi verso litoranei lontani, verso isolette non raggiungibili da terra e peschiamo in assoluto relax. L’acqua è ancora freddina ma la temperatura esterna permette di riscaldare la muta durante le pause di superficie.
Non ci sono specie animali che prevalgono su altre: il dato che colpisce principalmente il subacqueo è la diffusione di piccoli pesciolini dappertutto. Saraghetti, salpette, acciughette, piccoli muggini nuotano riuniti in branchi e gli unici pericoli sembrano derivare dagli uccelli marini che li rapiscono di tanto in tanto.
L’incontro con pesci predatori è raro mentre le esplorazioni in tana possono far incontrare animali insoliti come gattucci, astici migrati temporaneamente verso terra. Su certe volte di antri riparati si osservano i grappoli di uova deposti dai cefalopodi che attendono di schiudersi.
Maggio
Gli animi fervono perché maggio induce alla gioia con i giorni che si allungano sempre di più, con i periodi soleggiati che in regioni fortunate consentono le prime tintarelle.
L’estate si sta preparando, la natura è rigogliosa. Le piogge si sono diradate e le perturbazioni concedono un po di respiro.
Alcuni sub che non temono il freddo risciacquano per bene gli spessi capi di neoprene da 6.5 o da 7 millimetri e li sistemano negli armadi.
Nelle borse compaiono le pinne lunghe, le mute da 5 millimetri, le maschere a volume interno ridotto e i primi fucili con le aste pesanti. L’acqua del mare si sta progressivamente scaldando e i 17/18 gradi non sono più un miraggio.
Gli apneisti tornano in attività copiosi e anche coloro che d’inverno sono sempre stati in piscina azzardano le prime uscite vere. I circoli di pesca organizzano frequentemente manifestazioni agonistiche e i carnieri si fanno più pesanti rispetto ai mesi precedenti.
I pesci ricompaiono nei luoghi conosciuti, taluni raggiungono batimetriche medio fonde, e tutti comunque allietano gli occhi dei sub. Le pallonate di mangianza, soprattutto quelle che attorniano le secche e le risalite al largo, non sono più tranquille: i grandi tunnidi si avvicinano ai litorali per la riproduzione e fanno man bassa di migliaia di corpicini.
Si provano i tuffi profondi nella speranza d’incrociare un pelagico su cui collaudare una nuova arma. Gli aspettisti sono eccitati anche dai primi timidi dentici che in certe zone del mediterraneo assommano per la fase riproduttiva. Chi è bravo inizia ad effettuare parecchie catture e affina i sensi per il mese successivo.
Giugno
Per chi è libero da impegni di studio o di lavoro è arrivato il mese d’oro. Una settimana dedicata esclusivamente alla caccia subacquea fa vivere in questo periodo splendide avventure.
Il caldo, le stabili condizioni meteo marine, l’abbondanza ittica rappresentano un richiamo irresistibile per tutti. Il tramonto giunge tardi e le ore per pescare sono tantissime. Il mare raggiunge in superficie la temperatura di 19° e il termoclino tende a scendere e ad assestarsi oltre i 15/16 metri.
I presupposti per attirare sotto costa la fauna ittica ci sono tutti. L’unico neo è rappresentato dalle ordinanze balneari che in molti luoghi di villeggiatura impediscono di svolgere l’attività venatoria.
La data fatidica media capita intorno al 15 del mese; è consigliabile recarsi nelle rispettive capitanerie di porto per conoscere i singoli dettagli legali che possono variare di anno in anno. Attenti anche alle imbarcazioni dei turisti che scorrazzano su e giù senza prestare attenzione alle boe segnasub o alle bandiere regolamentari sistemate sulle barche.
La bellezza dell’ambiente marino è vivacizzato dalle famiglie di corvine che fanno la siesta vicino alle lastre appoggiate sulle distese di posidonie e con qualche pezzo che oltrepassa i due chilogrammi, dai branchi di muggini, dai gruppi di dentici che prendono posizione attorno alle cigliate, dalle ricciole che inseguono le timide aguglie, dalle lecce che braccano le occhiate, dalle cernie che appaiono alle pendici delle scalumate, alle pallonate di saraghi che mangiano in parete, alle tanute che nuotano sulla verticale dei cappelli, eccetera.
Tutti hanno la possibilità di divertirsi e la ressa costituita da torme di bagnanti e villeggianti non si è ancora manifestata appieno.
Luglio
E’ arrivata l’estate e per qualcuno scatta la prima ondata di ferie. Le località di mare incominciano ad accogliere gente e per i pescatori è tempo di guardare l’orologio e agire di conseguenza.
Chi era abituato a partire da riva deve stare molto attento a tutte quelle aree in cui nuotano i bagnanti perché generalmente sono divenute off limits: solerti forze dell’ordine sono prontissimi a redarguirvi e nella peggiore delle ipotesi a multarvi.
Bisogna cercare dei punti sperduti e impervi da cui prendere il largo oppure alzarzi di buon mattino, meglio qualche minuto prima dell’alba, in modo da poter pescare dappertutto senza restrizione alcuna.
La sera è altrettanto buona ma il tempo che intercorre tra la fine del divieto e l’oscurità risulta piuttosto risicato. L’unica consolazione è data dal fatto che il “pienone” turistico non è ancora ai massimi livelli e quindi la soluzione per qualche ora di caccia si trova sempre.
Con un gommone, invece, le possibilità di immergersi e di spostarsi si fanno numerose. Lo stato del mare è spesso calmo e la navigazione si svolge comodamente: si battono capi a picco sul mare, scogliere e franate, secche e isole. E’ un piacere indossare capi di neoprene sottili e piombature leggere perché finalmente si può stare in acqua molte ore e il comfort totale è alto.
Tutta la preparazione psico fisica svolta durante i mesi precedenti viene testata a fondo: la trasparenza del mare, il suo tepore, la presenza di tutto il campionario di fauna ittica invogliano a stare in acqua il più possibile e per intere giornate. Al ritorno ci aspettano gli amici del campeggio e la grigliata si svolge festosa ma senza eccessivi clamori: le roulette e le tende non sono ancora appiccicate l’un l’altra.
Agosto
Tutti in ferie! E’ scattato l’esodo e la confusione tocca i vertici. Lunghe colonne di autoveicoli si accodano in serpentoni infiniti.
Code paurose ai terminal dei traghetti, ai caselli autostradali, ai poli ferroviari. Lo stress del viaggio supera le previsioni dell’anno precedente ma la voglia di mare è incredibile. Hotel, pensioni, alberghi, camping, seconde case, si riempiono di gente stanca, desiderosa di abbandonarsi sulle spiagge e di ritemprare mente e fisico.
Gli arenili sono assiepati di popolazione variopinta e gli spazi da un ombrellone e l’altro si misurano col centimetro. In mezzo a bambini che giocano con il secchiello e la paletta e a genitori che li sorvegliano come gendarmi ci sono dei subacquei che armeggiando con fiocina e retino cercano i polpi: sono i cosiddetti pescatori di Ferragosto.
Al porto o allo scivolo della marina bisogna aspettare il proprio turno perché la fila di carrelli è lunga. Ci sono gommoni fiammanti acquistati per navigare giusto un paio di settimane e altri logori da molte ore di mare; subacquei attrezzati all’ultima moda e pescatori addobbati con consunte mute mimetiche.
Dopo le attese di rito si tocca finalmente il mare e inizia la ricerca di un luogo tranquillo. Dappertutto ci sono imbarcazioni e nei posti buoni per pescare è facile ci siano già un paio di palloni colorati.
L’acqua è quasi tiepida, si scorgono i fondali dalla superficie ma i pesci sono difficili e prontissimi a dileguarsi. Chi non riesce a sfruttare l’alba e il tramonto deve sudare un po di più per procurarsi qualche pinnuto. A volte il pesce s’intana negli abissi e solo i più allenati riescono a far carnieri discreti. Dopo ferragosto assistiamo al grande ritorno e progressivamente il mare ritorna allo stato brado.
Settembre
L’estate si sta avviando al prologo finale senza regalarci prima settimane deliziose. Il mese della vendemmia e del ritorno alle attività lavorative è un periodo eccellente per i pescatori subacquei.
Il tempo è ancora stabile anche se le giornate si stanno accorciando sensibilmente e qualche perturbazione rompe anzitempo l’anticiclone delle Azzorre. L’aria si raffredda al mattino presto e alla sera, e compaiono le foschie. Le bonacce settembrine consentono di prendere il largo in modo celestiale e di esplorare tutti i luoghi che si desiderano.
La mangianza che si nota in mare è abbondantissima e gli incontri con i pelagici sono molto frequenti. Ogni ingresso in mare è un rito carico di aspettative e di belle avventure. Ricciole, lampughe, palamite, tonni si abbandonano a vere e proprie razzie alimentari e rappresentano la meta ambita per molti cacciatori subacquei.
Tutto l’equipaggiamento non ammette debolezze perché settembre è il mese dei grandi incontri, della preda dei sogni e sarebbe assurdo vanificare una cattura prestigiosa a causa di un’attrezzatura inadeguata.
Ci sono manipoli di sub che si organizzano per una breve vacanza, non alterata da code chilometriche e prezzi gonfiati, e che si divertono un mondo. Il pesce è numeroso anche in prossimità dei litorali si fanno delle ottime pescate. I branchi di cefali compaiono dappertutto e anche chi sta imparando a pescare può verificare direttamente il grado di apprendimento raggiunto.
I più bravi potranno dedicarsi alla cattura dei dentici che ritornano numerosi sui cappelli delle secche, all’aspetto profondo ai dotti che offre grande piacere sportivo, alla caduta sui serranidi favorita da uno stato ambientale di quiete.
Ottobre
Siamo entrati nell’autunno e con esso giungono le perturbazioni atlantiche. L’area di alta pressione abbandona il bacino del mediterraneo e lascia che nuvole e piogge affliggano il territorio.
Se il ciclo che sta prendendo piede da qualche anno a questa parte continuerà a verificarsi ci sarà di nuovo il rischio di violenti fenomeni alluvionali. Le precipitazioni ingrossano i fiumi che a loro volta riversano in mare tonnellate di limo e acqua dolce.
Quando gli episodi rientrano nella normalità i pescatori subacquei possono sfruttare a loro favore queste situazioni poiché nelle aree interessate dagli estuari fluviali si concentra un’enorme massa di nutrienti con conseguente afflusso di parecchie specie ittiche.
Ottobre è il mese in cui riaprono le piscine al coperto e che moltissimi apneisti frequentano per mantenersi in forma e per associarsi amichevolmente. I fine settimana sono generalmente dedicati alla frequentazione di un località marina e di conseguente pescata comune.
Durante questo mese la frequenza di belle catture è ancora molto alta e in certi frangenti eccezionale: attaccati alla riva ci sono i drappelli di cefali intenti alle fasi riproduttive, la presenza di orate è diffusa così come quella di saraghi, palamite, lecce e affini, i dentici non si sono ancora eclissati, le cernie tendono ad assommare, eccetera.
La quiete è pressoché totale. L’acqua del mare conserva una temperatura ottimale e le immersioni sono ancora confortevoli con i capi estivi. Solo verso la fine del mese qualcuno sente il bisogno di incrementare lo spessore della giacca.
Novembre
Il mese che ci accompagna all’inverno segna il grande spartiacque tra chi sceglie la pesca subacquea come passatempo prettamente estivo e chi, invece, è determinato a scendere in mare durante l’intero arco dell’anno e tutte le volte che può. Le giornate uggiose si alternano a piovaschi intensi e alle prime nevicate in quota.
E’ tempo di recuperare l’abbigliamento pesante e di usare i riguardi per non ammalarsi. C’è chi non ha più voglia di tuffarsi in mare quando il tempo peggiora, l’acqua inizia a raffreddarsi, fuori imperversano i gelidi venti del nord. E che dire poi dell’imbarcazione che espone i naviganti a urti continui sul mare formato, a correnti subdole, eccetera eccetera.
Il capannone di rimessaggio è la soluzione più appropriata fino all’anno venturo; per uscire basta la macchina… Ma i veri pescatori rinnovano la muta, indossano sottili guanti e calzari e si adattano alle nuove condizioni ambientali fiduciosi di effettuare delle cospicue pescate.
Qualche individuo gagliardo esce ancora in gommone raggiungendo posti che da mesi nessuno frequenta. Se nel mese precedente non si sono verificati dei grossi cataclismi troveremo un mare tutto sommato accogliente, temperato che non limita eccessivamente la permanenza in acqua.
Molte specie ittiche che compaiono in piena estate possono ancora frequentare gli ambiti costieri regalandoci vere e proprie sorprese: è il caso di branchi di ricciole, di tonni solitari, di oratone che vagano in poca acqua.
Possiamo trovare pure i primi branzini anche se difficilmente raggiungono pesi record. Se l’acqua si è raffreddata parecchio può capitare di osservare dei grossi pesci, come ad esempio dentici, che nuotano stranamente in bassofondo, quasi il gelo li avesse sorpresi all’improvviso.
Dicembre
L’inverno sul calendario inizia il 21 ma di fatto il freddo è già calato su tutte le regioni mediterranee.
Le giornate sono effettivamente più corte e verso le cinque del pomeriggio la luce naturale diminuisce sensibilmente fino a scomparire del tutto. Il tempo a disposizione è poco, il tramonto giunge repentino, e chi non vuole perdere l’avventura in mare deve programmare le immersioni nelle prime fasi del giorno o al massimo nelle ore centrali della giornata.
Ci attendono spesso risacca e schiuma e occorre una buona padronanza per destreggiarsi tra un onda e l’altra però in ambienti così agitati anche i pesci sono più vulnerabili.
L’incontro con le spigole diventa una piacevole costanza seguita da cefali, saraghi, salpe. Tra le rocce si scoprono polpi di svariati chili che se ne stanno immobili quasi il freddo li stesse congelando.
C’è chi legge riviste dinanzi al crepitio del caminetto, chi guarda video di pesca in compagnia degli amici di piscina, chi si diletta ad elaborare l’attrezzatura.
I
garage diventano delle vere e proprie officine e su mute, maschere, pinne e
fucili si esprime la fantasia del novello artista. Forse è un modo per
“sentire” il mare anche a molti chilometri di distanza. Poi arrivano le
feste, il Natale, e sotto l’albero scorgete uno scatolone basso e allungato:
sarà un nuovo tipo di pinne o un bel fucile?
Testi di
Emanuele Zara & Lucia Notarangelo.