Astice

 

 

È uno dei più grandi crostacei in assoluto e senza dubbio il più grande che si trovi nel Mediterraneo. Assomiglia, nella morfologia generale, all’aragosta, ma se ne distingue molto facilmente per la presenza di due massicce chele e per la colorazione che è giallastra nella parte inferiore mentre è blu-nerastra maculata di giallo e di arancio (quasi marmorizzata) nella zona superiore. Vive nei fondi rocciosi celato nelle cavità o nelle spaccature. Raggiunge non di rado i 50 cm. di lunghezza ed il peso di, anche, 5 chili.

Fare attenzione alle chele perché possono pizzicare molto forte. Se dovesse succedere aiutarsi con un coltello per aprirle.

 

Terapia: in caso di forti pizzicature massaggiare con Lasonil.

Homarus vulgaris

astice

Classe: Crostacei

Sottoclasse:

Ordine: Decadopodi

Sottordine: Reptanti

Famiglia: Omaridi

Genere: Omaridei

 

Aragosta

Fare attenzione alle chele perché possono pizzicare molto forte. Se dovesse succedere aiutarsi con un coltello per aprirle.

Terapia: in caso di forti pizzicature massaggiare con Lasonil.

 

Palinurus vulgaris

ARAGOSTA

Classe: Crostacei

Ordine: Decapodi

Sottordine: Reptanti

Famiglia: Palinuridi

Genere: Palinuri

Descrizione: l’aragosta comune rapresenta il tipo della famiglia palinuride, caratterizzata dal lungo flagello delle antenne, da due corna frontali tra cui si trova un rostro molto ridotto e da numerosi altri aspetti della regione cefalica. Il carapace è coperto di numerosi tubercoli aguzzi, i più grandi dei quali si trovano nella regione mediana. Il rostro appare come un piccolo dente tra le corna frontali acute, rilevate ed ornate di dentelli nella faccia inferiore. Un altro dente aguzzo si osserva dopo l’occhio. Addome e segmenti lateral-mente aguzzi, ciascun segmento con una fine dentel-latura posteriore. Pezzi della coda con parte terminale molle, inserita su pezzi basali rigidi. Il primo paio di zampe è più corto e robusto delle altre ed ha un aspetto di pinza.  Nell’adulto il colore è bruno-violaceo con macchioline gialle, particolarmente concentrate sull’addome. Le zampe sono rossicce, con bande brune, irregolari. La coda ha una tonalità rosso carne. L’aragosta vive su fondi rocciosi tra i 15 e 100 metri di profondità, tuttavia, nei mesi che vanno da novembre a marzo, si mantiene in acque più profonde. Predilige le pareti verticali, ricche di cavità e spaccature in cui si annida, spesso in gran numero. Si ciba prevalentemente di animali morti. Si riproduce da agosto a dicembre, ma ancora in febbraio si osservano femmine con uova in avanzato stato di sviluppo. La schiusa avviene in marzo-aprile e si può estendere fino a giugno.

Abitudini: conosciuta ed apprezzata fin dall’antichità, l’aragosta è di gran lunga il più ricercato animale marino dei nostri mari. La cattura, che può avvenire con le mani ma sempre guantate, deve essere effettuata sul dorso e facendo attenzione alla preda in quanto i suoi movimenti potrebbero chiuderci la mano in una morsa tra i vari denteli e segmenti appuntiti. La loro unica difesa è cercare di scappare via. Una volta prese chiudono la coda verso la testa cercando di divincolarsi.

Dimensioni: raggiunge i 75 centimetri di lunghezza.

Distribuzione: Atlantico orientale (dall’Irlanda a Capo Barbas); Mediterraneo.