Drangocello
Altri pesci del Mediterraneo muniti di spine pericolose sono i piccolissimi Callionimi che hanno alla base dell’opercolo tre spine disposte a tridente che si dice siano anch’esse collegate con ghiandole velenose, ma la loro scarsità e la loro piccolezza rendono molto lontana la possibilità di ricevere ferite o punture per lo più per chi pesca con la canna.
I Callionimidi sono strani pesci dalla forma molto allungata, larga e depressa all’innanzi, appuntita all’indietro, e dalla livrea variopinta ; la loro pelle è priva di squame, e le pinne sono di solito assai sviluppate, talvolta simili ad ali appuntite. Vi è in essi un accentuato dimorfismo sessuale, sia per le dimensioni delle pinne dorsali, maggiori nei maschi, sia per l’intensità delle tinte, che nei maschi raggiungono toni molto vivaci ; per lungo tempo, maschi e femmine furono considerati come appartenenti a specie diverse.
I Callionimidi sono propri dei mari caldi e temperati, ove vivono a varie profondità, di preferenza sui fondali fangosi.
Durante il periodo degli amori i Callionimi si portano verso la superficie ; i maschi, rivestono una smagliante livrea di colore arancione sul dorso, con macchie lilla orlate di azzurro ; i medesimi colori si trovano sulle dorsali, di cui il primo raggio è straordinariamente sviluppato ; nelle femmine il colore è giallastro, macchiato di lilla e di azzurro. Caso insolito in pesci che depongono uova galleggianti, maschi e femmine compiono una sorta di danza nuziale, finché le coppie non si arrestano rimanendo immobili e verticali, ventre a ventre, per la fecondazione
Non presenta problemi per noi cacciatori in quanto questo pesce non è una preda che ci interessa.
Terapia: Il dolore della puntura prodotta dai callionimi non è così violento e drammatico come quello delle ferite delle tracine e in generale dura al massimo qualche ora e il veleno non porta conseguenze serie. Comunque far sempre uscire il sangue e disinfettare con il mercuro-cromo, usare pomate antistaminiche, ma non l’ammoniaca.
Le prime cure che possiamo portare alla parte ferita si basano anzitutto sulla suzione nel tentativo di diminuire la quantità di veleno destinata ad entrare in circolo. Ciò non sarà possibile se la parte offesa si trova su uno degli arti inferiori o in un tratto del corpo che non possiamo raggiungere con la bocca, in questo caso comunque conviene fare il possibile per favorire l’uscita del sangue allargando la ferita ed esercitando pressione con le mani, quindi lavandola con acqua di mare. Subito dopo cerchiamo di raffreddare l’epidermide con del ghiaccio o, se non ci è possibile reperirlo, utilizzando un panno bagnato oppure immergere la parte colpita nell’acqua più calda che possiamo sopportare lasciandola immersa anche per un’ora sciogliendoci dentro solfato di magnesio. Se siamo sensibili alle punture in genere dobbiamo aspettarci un certo rialzo della temperatura. Provare anche a fare uscire il sangue, lavare con acqua di mare e bruciare la ferita con una sigaretta.
Nel Mediterraneo sono presenti:
il Dragoncello; il Dragoncello turchese; il Dragoncello minore; il Dragoncello rosa; il Dragoncello macchiato.
Dragoncello
(Callionymus
lyra)
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Callionymus lyra |
DRAGONCELLO |
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Classe:
Teleotemi |
Sottoclasse: Actinopterigi |
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Ordine:
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Sottordine: |
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Famiglia:
Callionimidi |
Genere: |
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Descrizione: corpo allungato piuttosto appiattito, ricoperto
di pelle priva di squame. La famiglia presenta un notevole dimorfismo
sessuale, che si manifesta nella colorazione e nelle dimensioni. Nel
periodo della riproduzione compie caratteristiche danze nuziali vicino
alla superficie. Abitudini: vive su fondi sabbiosi o fangosi, lasciando
uscire dalla sabbia solo gli occhi, avvicinandosi molto alla riva nel
periodo della riproduzione, potendo
anche |
risalire corsi d’acqua
dolce. Pesce carnivoro, si nutre di molluschi, vermi e crostacei. Si
pesca con reti a strascico. Dimensioni: circa
30 centimetri di lunghezza. Distribuzione:
raro
ovunque nel Mediterraneo, assente in Adriatico. Nomi
dialettali: testuggine (Livorno), pisci diavulu, cuccuma stizzita
(Catania). |
Dragoncello macchiato (Callionymus maculatus)
Capo molto affusolato e slanciato. Dorso a profilo rotondeggiante e ventre leggermente appiattito. Nella parte della testa c’è una notevole compressione dorso-ventrale. Gli occhi sono situati molto in alto e ravvicinati, quasi a toccarsi. Sono molto grandi e leggermente ellittici. La bocca è posta in basso ed ha la mandibola più pronunciata e sporgente della mascella. Nella zona preopercolare esistono 4 spine, 3 rivolte in alto ed una in avanti, capaci di causare dolorose ferite.
La pelle è liscia e con squame minutissime. La pinna dorsale è molto sviluppata nel maschio e consiste di due porzioni, di cui la prima ha i raggi allungati e rivolti all’indietro. Le due parti sono separate tra di loro da un breve spazio. La caudale è ampia, a ventaglio, mentre la ventrale è allungata, ma non molto alta. Pettorali e ventrali sono poco sviluppate.
La colorazione è giallastra con numerose macchie argentee e bruno-scuro, sia sui fianchi che sulle pinne dorsale e caudale. Vive posato sui fondi fangosi in attesa della preda. Si riproduce dall’inverno alla primavera. Le dimensioni raggiungono i 12 cm. nel maschio e i 6-7 nella femmina. Si nutre di vermi, crostacei e piccoli molluschi.
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Callionymus maculatus |
DRAGONCELLO
MACCHIATO |
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Classe:
Teleotemi |
Sottoclasse: Actinopterigi |
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Ordine:
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Sottordine: |
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Famiglia:
Callionimidi |
Genere: |
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Descrizione: corpo
simile a quello delle specie congeneri. Abitudini: vive
semisommerso su fondi sabbiosi o fangosi, a profondità variabili tra i
100 e i 300 metri. Si nutre di vermi, molluschi e crostacei che trova
nel fango e si pesca con reti a strascico. |
Dimensioni: il
maschio può raggiungere i 12 centimetri, la femmina 8 centimetri. Distribuzione:
ovunque
nel Mediterraneo e lungo le nostre coste. Nomi
dialettali: testuggine (Livorno), lucerta (Taranto). |
Dragoncello minore (Callionymus belenus)
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Callionymus belenus |
DRAGONCELLO
MINORE |
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Classe:
Teleotemi |
Sottoclasse: Actinopterigi |
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Ordine:
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Sottordine: |
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Famiglia:
Callionimidi |
Genere: |
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Descrizione: forma
del corpo simile a quella delle specie congeneri, ma molto più piccola
e di colore uniformemente grigiastro, con qualche macchia più chiara. Abitudini: vive
a bassa, semisommerso dalla sabbia, nella quale trova il nutrimento
composto da organismi invertebrati. Si pesca con reti a strascico. |
Dimensioni: non
supera gli 8 centimetri. Distribuzione:
diffuso
in tutto il Mediterraneo, nei nostri mari è più comune in Adriatico. Nomi
dialettali: lodra (Venezia), guatte (Trieste), pisci diavula
(Catania). |
Dragoncello rosa (Callionymus
phaeton)
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Callionymus phaeton |
DRAGONCELLO
ROSA |
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Classe:
Teleotemi |
Sottoclasse: Actinopterigi |
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Ordine:
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Sottordine: |
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Famiglia:
Callionimidi |
Genere: |
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Descrizione : corpo allungato molto simile a quello delle
specie congeneri, privo di squame e di taglia e colore molto variabile a
seconda del sesso e dello sviluppo. Abitudini :
vive
su fondi fangosi, tra i 100 e i 500 metri.
Le ferite
provocate dalle sue
spine opercolari sono |
velenose
e molto
dolorose. Si
nutre di crostacei
e altri
organismi che vivono nel fango. Si pesca con reti a strascico. Dimensioni :
circa
18 centimetri di lunghezza. Distribuzione :
diffuso
ovunque nel Mediterraneo |
Dragoncello turchese (Callionymus
festivus)
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Callionymus festivus |
DRAGONCELLO
TURCHESE |
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Classe:
Teleotemi |
Sottoclasse: Actinopterigi |
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Ordine:
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Sottordine: |
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Famiglia:
Callionimidi |
Genere: |
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Descrizione: corpo
simile a quello delle specie congeneri, da cui differisce per avere la
testa più larga e piatta e una pinna codale lunghissima. Abitudini: vive
semisommerso nella sabbia a bassis-sima
profondità; ha
l’abitudine, in caso di
pericolo, di |
tuffarsi verticalmente e scomparire nella sabbia.
Si pesca con coppi e retini Dimensioni: 14
centimetri i maschi, 10 le femmine. Distribuzione:
pesce
Mediterraneo, poco comune nei nostri mari. |