Murena

Anche i Murenidi hanno corpo molto allungato e cilindrico, compresso lateralmente verso l’estremità posteriore, che può spesso superare la lunghezza di due metri. Sono ricoperti di pelle spessa e robusta, ricchissima di ghiandole mucose ma completamente priva di squame : la loro pelle debitamente trattata può essere usata per confezionare borsette e oggetti in pelle. Hanno capo piccolo, con muso conico ; la bocca è grande e armata di forti denti ; le narici sono tubolari ; la fessura branchiale è piccola. Mancano delle pinne pettorali nonché delle vettoriali. Vivono in mare dove prediligono le coste ricche di scogli, al riparo dei quali se ne stanno in agguato della preda, che talora aggrediscono voracemente. Si ciba tuttavia non solo di prede vive ma anche di cadaveri o di residui del pasto di altri predatori. Può vivere qualche tempo fuori dall’acqua senza risentirne danno. Nel campo dei morsi la specialista è la murena, ma anche lei, per quanto abbia sempre avuto una pessima campagna stampa, li distribuisce solo in caso di estrema necessità, vale a dire quando è ferita. Non ci sono stati segnalati gravi attacchi contro l’uomo in quanto la murena attacca quasi sempre per un’azione dell’uomo o il frugare con una mano o un piede intorno alla sua tana. Non ferite o molestate le murene. È rischioso anche accarezzarle od offrire loro del cibo. Evitate di introdurre le mani nelle spaccature della roccia. Prima d’introdursi nelle grotte è prudente esplorarle attentamente con la luce della torcia. La carne della murena diventa commestibile solo dopo la cottura. Esistono circa 20 specie di murene, alcune raggiungono una lunghezza di 3 metri (Evenchelys Macrurus) e pesano sui 60 chili. Molto si è scritto sulla capacità velenosa del suo morso, ma a sproposito; in realtà i suoi denti sono solo infetti e a ciò è dovuto il gonfiore che il morso provoca. Anche se non possiede vere e proprie ghiandole velenifere ne denti scanalati (come i serpenti) la sua mucosa palatina secerne delle biotossine fortemente attive a livello del sistema nervoso e che hanno un effetto di distruzione progressiva dei globuli rossi contenuti nel sangue: attraverso i denti, essa può quindi lasciare nella ferita questo muco velenoso, sicchè la ferita stenta a cicatrizzarsi. Il morso della murena è molto doloroso perché l’animale possiede numerosi denti rivolti sia in avanti sia all’indietro, cosicché difficilmente abbandona la presa senza produrre lacerazioni. Questo fatto, unito al dolore per una ferita in genere abbastanza profonda e lacerata dal movimento con cui cerchiamo di sottrarci alla presa, ha fatto sorgere la leggenda del veleno. La murena (Muraena helena) è la specie più nota della famiglia e la più comune nelle acque italiane. Vive infatti in tutti i nostri mari: rara nell’Adriatico è invece molto frequente nel napoletano ; gli antichi romani erano tanti ghiotti delle sue carni - gustose benché grasse e di difficile digestione - che ne curavano gli allevamenti entro vasche appositamente costruite sulle rive del mare. Oggi, pur essendo ancora usata a scopo alimentare, le carni delle murene non vengono ritenute di gran valore ; vengono tuttavia pescate con nasse, con lenze e con la fiocina durante tutto l’anno, ma particolarmente all’epoca della riproduzione quando si avvicinano alla costa. Fra i pesci passivamente tossici devono essere annoverati quelli che appartengono all’ordine degli anguilliformi: specie di Anguilla, Murena, Conger producono una tossina estremamente attiva che non ha certamente alcuna funzione di difesa o di offesa. La tossina infatti è presente solo nel sangue, ma non costituisce un pericolo per l’uomo perché è termolabile e viene inattivata durante la cottura. Questa ittiotossina infatti è di natura proteica. Data la sua grande attività, si raccomanda però di fare attenzione a non ferirsi quando si maneggiano questi animali. Attenzione quindi a non tagliarsi o a non pungersi quando si sventra una murena o, anche, un’anguilla. La murena, una volta colpita, ci dimostra subito tutta la sua vitalità, rifiutandosi dapprima ostinatamente di uscire dal suo buco e dibattendosi poi in modo frenetico intorno all’asta, nella fase di recupero. Qui facciamo attenzione, è il momento più delicato, quello per intenderci in cui i più pasticcioni si rimediano il famoso morso. Una buona precauzione può essere quella di provvedere, non appena possiamo farlo con una certa tranquillità, a tagliarle i legamenti della bocca, per poi finirla con la punta del coltello. Se un cacciatore dovesse essere morso, è auspicabile che non perda la calma, non tenti di strappare la parte offesa dai denti della murena, ma provveda immediatamente ad abbrancarla con le dita ai due orifizi branchiali, stringendo il più possibile e costringendola, così, ad aprire le fauci. O potrà tenerla ferma, dando modo ad altri d’intervenire con maggior possibilità di successo. In tal caso le ferite prodotte dai denti saranno abbastanza circoscritte ed unite, senza cioè quelle lacerazioni dolorose e facilmente infettabili.

Terapia: la prima preoccupazione deve quindi essere quella di pulire accuratamente la ferita e disinfettarla con mercuro-cromo o tintura di iodio. Evitiamo invece assolutamente l’ammoniaca. Se invece abbiamo avuto delle lacerazioni profonde non rimane altra alternativa che recarsi al più vicino ospedale. Nel Mediterraneo abbiamo due specie di murene che sono: La Murena e la Murena nera.

Murena (Muraena helena)

 

 

Muraena helena

MURENA

Classe: Osteitti

Sottoclasse: Attinotterigi

Ordine: Anguilliformi

Sottordine:

Famiglia: Murenidi

Genere:

Descrizione: come tutti gli anguilliformi è priva di pinne ventrali ed ha il corpo serpentiforme. I Murenidi inoltre si caratterizzano per la mancanza delle pinne pettorali e per i denti acuminati e pugnaliformi. La pelle è nuda e ricoperta di muco viscido.

Abitudini: è una specie costiera che conduce vita sedentaria rimanendo nascosta in anfratti e buchi bui delle rocce. Quando è sorpresa fuori tana, tenta di mimetizzarsi arrotolandosi su se stessa come una ciambella.  

A causa delle piccolissime aperture branchiali sta continuamente a fauci spalancate per pompare acqua e questa caratteristica le fa assumere un aspetto feroce, che ha alimentato molte leggende su questo pesce mite e timido. Si pesca con palangesi e con il fucile subacqueo.

Dimensioni: può raggiungere i due metri.

Distribuzione: comunissima in tutto il Mediterraneo.

Murena nera (Lycodontis unicolor)

 

 

Lycodontis unicolor

MURENA NERA

Classe: Osteitti

Sottoclasse: Attinotterigi

Ordine: Anguilliformi

Sottordine:

Famiglia: Murenidi

Genere:

Descrizione: simile alla murena, se ne distingue, tra l’altro, per la colorazione uniformemente bruno chiaro.

Abitudini: sembra viva in anfratti scogliosi delle isole mediterranee, a maggiori profondità della murena. È stata catturata occasionalmente con ami e fucile subacqueo

Dimensioni: in genere inferiori al metro.

Distribuzione: rara nel Mediterraneo occidentale

Nomi dialettali: murena monaca (Napoli), murena anguiddargia (Cagliari), murena polina (Palermo).