Polpessa

La polpessa ha sembianze simili a quelle del polpo comune, dal quale si differisce per i tentacoli più snelli e più lunghi e per il corpo a forma di sacco anch’esso più lungo ed appuntito. La pelle è liscia, ma può diventare ancora più verrucosa di quella del polpo comune e il colore è bruno rossastro provvisto di macchie irregolari bianche diffuse su tutto il dorso. La lunghezza massima è di poco inferiore al metro e mezzo e le carni sono meno pregiate di quelle del polpo. La polpessa vive indifferentemente su fondali rocciosi, algosi e sabbiosi, anche se a profondità un poco più impegnative di quelle del polpo. Più che di giorno, è facile incontrarla di notte, quando si avvicina maggiormente alla superficie, pur rimanendo sempre a contatto del fondo, che non abbandona mai.

Le tecniche di pesca sono le stesse che si mettono in pratica per il polpo comune. La polpessa è però più aggressiva e se attaccata, oltre che ad avvilupparsi al braccio del suo carnefice, tenta di morderlo con il suo rostro a forma di becco di pappagallo. Cosa che il polpo invece non fa quasi mai.

Si tratta, in sostanza, di un animale meno socievole dell’Octopus vulgaris: difficilmente, infatti, accetta la vicinanza dell’uomo, anche se questo non è animato da cattive intenzioni e non presenta pericolo.

Per quel che riguarda gli accorgimenti da mettere in atto e le azioni da evitare quando si ha a che fare con quest’animale fare riferimento, approssimativamente, a quanto descritto nella scheda riguardante il polpo.

Terapia: in caso di ferita, la stessa va subito lavata con acqua di mare e sarà opportuno spremerla per farne uscire il sangue ed eventualmente le tossine, quindi disinfettare con mercuro-cromo.

Octopus macropus

 

 

 

 

Octopus macropus

POLPESSA

Classe: Cefalopodi

Sottoclasse: Dibranchiati

Ordine: Ottopodi

Sottordine:

Famiglia: Ottopodidi

Genere: