Una classificazione zoologica delle biotossine dei pesci non esiste. L’unico comune denominatore pare che questi pesci si riscontrano prevalentemente nelle regioni calde tropicali. E ciò potrebbe essere una indicazione su eventuali rapporti fra tossicità e ambiente. Però, mentre alcune specie sono sempre tossiche, in altre la tossicità si manifesta o si accentua in certi periodi dell’anno; mentre in molti pesci la tossina è distribuita in tutto il corpo, in altri essa si trova localizzata nelle gonadi o nei visceri o nella pelle o nel sangue.
Da aggiungere infine che i sintomi dell’avvelenamento sono assai diversi, fatto dovuto non solo alla quantità della tossina presente ma alla sua natura chimica e molto probabilmente alla presenza di più di una tossina in una stessa specie.
La nomenclatura in uso per indicare le tossine dei pesci non viene certo in aiuto. Il nome comune a tutte dovrebbe essere quello di ittiotossine. Ma qualcuna è indicata col nome indigeno dato da certe popolazioni e che è rimasto nell’uso, come per esempio la ciguatossina; altre prendono il nome dal gruppo zoologico al quale l’animale appartiene, come per esempio la tetrodotossina dalla famiglia di pesci Tetrodontidae; altre volte al nome ittiotossina è stata aggiunta una particella per indicare la topografia del veleno: ittio-ovotossina se esso è localizzato nell’ovaio, ittio-emotossina se nel sangue, ittio-sarcotossina se nei muscoli, ittio-crinotossina se nelle ghiandole della pelle. Qualche autore si è ispirato perfino ai sintomi dell’avvelenamento.
Così
per esempio per indicare la tossina di certi pesci che causerebbe allucinazioni,
è stato inventato il nome, a dir poco bizzarro, di ittio-alleinotossina!