Nella giornata di Sabato 17 gennaio, dopo un lungo periodo legato alle incertezze climatiche che hanno caratterizzato la fine di dicembre e le prime settimane di gennaio, nelle quali si sono alternate situazioni meteo contrastanti che hanno reso difficile il crearsi di quelle condizioni base di sicurezza, quanto mai necessarie se, come in questo caso, il luogo dell’immersione in apnea si svolge sotto ghiaccio. Soprattutto quando, solo la settimana prima, il lago era ancora per gran parte scongelato!

 

All’interno del programma di ricerche nella medicina subacquea ed iperbarica che l’associazione “5 Terre Academy” ha incominciato a svolgere assieme al Centro Iperbarico Sassarese, diretto dal Dott. Alfonso Bolognini, il team si è recato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, dove risiede l’associazione, al Parco Nazionale dei Cento Laghi, e precisamente nella frazione di Cerreto Laghi, Comune di Colagna, in provincia di Reggio Emilia, per questa serie di rilevamenti sotto ghiaccio.

In una splendida giornata di sole, anche se con i raggi ancora troppo tiepidi per offrire un po’ di piacevole tepore, ricercatori, volontari e cavia, si sono avvicinati ai due fori naturali nel lago per questo primo rilevamento di elettrocardiogramma “under ice”.

Leonardo D’Imporzano, in questo caso non solo apneista estremo, che già nel 2008 aveva conquistato la miglior prestazione mondiale di apnea senza pinne under ice, ma allo stesso tempo responsabile del rilevamento, ha indossato muta, pinne e rilevatore, e dopo una veloce preparazione, un rapido tuffo nell’acqua cristallina.

Attorno al foro, oltre appunto alla squadra di assistenza, un folto gruppo di sciatori che, tra una pista e l’altra, si sono avvicinati ad osservare qualcosa di veramente inusuale. Per oltre quindici minuti Leonardo ha compiuto prove di apnea statica e di apnea dinamica, raggiungendo alternativamente i due fori, in questo lago già utilizzato precedentemente per i suoi allenamenti.

Nelle intenzioni iniziali, la prova avrebbe dovuto durare qualche manciata di minuti di più, ma un taglio nel guanto, ha fatto si che, fin dai primi minuti, una mano fosse in costante contatto con l’acqua gelida, accelerando i processi di assideramento.

Un rilevamento quanto mai unico, quello realizzato: “In una ricerca su PubMed, punto di riferimento delle pubblicazioni mediche, risulta che questo ECG-holter under ice, sia stato il primo rilevamento mai effettuato”, è ciò che ci dice visibilmente emozionato ed infreddolito Leonardo, che ha aggiunto:

Un gradissimo ringraziamento anche a tutti i volontari del Soccorso piste della stazione sciistica, ai militi del 118 e della Guardia Forestale, che si sono prestati a garantire al sicurezza in questa situazione davvero sui generis”.

 E’ il primo di una lunga serie di rilevamenti” prosegue il dott. Alfonso Bolognini, raggiunto telefonicamente, “con Leonardo e la sua associazione abbiamo appena varato un ambizioso programma di ricerca che ci vedrà indagare, in un progetto che durerà diversi anni, la risposta cardiaca ad intensi stress ipossici in ambienti iperbarici”.

Una bella soddisfazione per l’associazione e per il Centro Iperbarico, la cui collaborazione, iniziata poco più di un anno fa, si è allargata dall’otorinolaringoiatria subacquea alla cardiologia subacquea.

Tra la messa a punto della ricerca, e questa apparecchiatura, è stato necessario un lungo lavoro, incominciato ben 8 mesi prima e che ha visto i tecnici impegnati in una lunga fase di progettazione e di una altrettanto lunga di sperimentazione in piscina, volta alla messa a punto di un sistema così delicato.

Lavoro che non sarebbe mai stato possibile realizzare se non con l’aiuto e la disponibilità dei partner tecnici, che con la loro professionalità ed esperienza, hanno permesso tutto ciò: innanzitutto Mortara Istruments, per l’ECG-Holter, Easydive di Fabio Benvenuti, per aver realizzato l’impossibile scafandratura che richiedeva il nostro ufficio progettazione, ed infine Oceanic Italia, nella persona di Shawne Stanley, per il rilevamento dei profili di immersione grazie ai computer Geo.

  Già programmati una serie di tuffi sempre in sottoghiaccio con altri volontari, e che proseguirà poi con una serie di rilevamenti in acque confinate, per poi trasferirsi, con temperature più elevate, in mare, dove già lavora per un altro incredibile risultato.