Apnea Storica

 

  Haggi Statti Speriamo di fare cosa gradita ai più giovani  e non , di proporre  una galleria di vecchie glorie dell'apnea che ci hanno aperto la strada agli abissi, con articoli ormai introvabili di più di 40 anni fa.
  Ennio Falco - 41 m  1951
  Amerigo Santarelli - 46 m 1960
  Enzo Maiorca  - 49 m  1960

 

I primi tentativi ufficiali di immersione sono stati effettuati nelle condizioni stabilite dal regolamento internazionale di pesca subacquea.

L' atleta usava le pinne, mascherino e fucile, con esclusione di indumenti protettivi. Naturalmente non esistendo per il fucile limite di peso, questo veniva scelto tra i più pesanti del commercio o a volte era artificialmente appesantito, con del piombo e assicurato a una boa mediante una lunga sagola.

Il fucile veniva usato quindi come zavorra che al momento  buono l' arma veniva abbandonata e l' uomo poteva risalire alleggerito.

E' una vecchia tecnica usata dai pescatori di spugne solo che sia i polinesiani che i greci usavano una grossa pietra usata come zavorra mobile per scendere rapidamente sul fondo.

Il famoso pescatore greco Haggi Statti che nel 1913 discese più volte  a 77 metri nella baia di Pegadia in Egeo per recuperare l' ancora della " Regina Margherita " usava appunto una pietra del peso di quasi 15 kg.

L' applicazione di queste zavorre soprattutto se combinate con l' uso di indumenti protettivi si presta a svariate riserve.

Con il tempo si capì che era molto utile indossare delle mute le quali oltre a proteggersi dal freddo avevano una spinta positiva verso l' alto quindi aiutavano l' atleta nella fase di risalita.

Il fenomenale Haggi Statti poteva gettarsi a capofitto col suo pietrone perché gli mancava addirittura un timpano ed aveva l' altro perforato. Gran parte dei pescatori di spugne o di perle presentavano traumi simili.

Con il tempo si decise che i record dovevano essere registrati.

Nel corso dell' effettuazione di un record i dati relativi alla prova dovevano essere riportati in un apposito modulo preparato a cura della FIPS e in calce a questa relazione dovrebbero essere apposte le firme dei testi qualificati presenti del Comitato Federale, del medico e del cronometrista.

Oltre alla profondità raggiunta dovrebbe essere indicato il tempo impiegato nella immersione, la temperatura dell' acqua e le condizioni del mare, i dati relativi alle attrezzature usate i dati risultanti dal controllo medico sul soggetto prima e dopo la prova, fermo restando che il solo risultato essenziale ai fini della prestazione sportiva deve essere quella della quota raggiunta.

L' attuale regolamentazione parla dell' attrezzatura di controllo e cioè fissa alcune caratteristiche  o della catena o del cavo, sorretto  da un galleggiante e tenuto in tensione da un contrappeso: occorre precisare il valore minimo di questo ancoraggio, la forma e il peso.

Sul cavo giuda si dovrà anche accennare  a disposizione e forma dei segnali di profondità ogni 10 m, al segnale del precedente record e si dovranno completare le indicazioni sul controllo in acqua e sui mezzi di soccorso necessari nell' eventualità di un malore.

Nel passato fino ad oggi tutti i primati ufficialmente stabiliti c'è sempre stata nei protagonisti la molla dell' emulazione sportiva , la figura dell' atleta è emersa con la sua volontà, la sua preparazione e il desiderio di superare con i propri mezzi dei limiti ritenuti invalicabili.

Grazie a questi uomini che hanno affrontato prove coraggiose, che nel tempo hanno aperto le porte a nuove tecniche d' immersione, che attirano col fascino delle grandi imprese sportive, nuove schiere di appassionati verso le meravigliose avventure del mondo sommerso