PESCI DI PRIMAVERA  

Aprile: ultime battute di pesca in un pomeriggio di qualche annetto fa. Dopo una pinneggiata lunghissima arrivo, tutto trafelato, dietro una punta, nella riviera ligure di ponente. Il caldo si sentiva solamente dalla vita in giù poiché i muscoli delle gambe avevano lavorato come degli ossessi. Il pneumatico da 70 con la vecchia fiocina a cinque punte mi teneva compagnia. Il sole era abbastanza tiepido ma l'acqua...indescrivibile, freddissima. Nella mia ardente gioventù questo era il sistema migliore per calmare lo spirito: appena si presentava l'occasione mi precipitavo lungo le scogliere alla ricerca di qualche polpo o delle più difficili seppie che in quella stagione rappresentavano il " piatto" più ambito. Dopo un'eretta di nuoto e una collezione di triste sconsolatezza giungo nei pressi degli scoglietti che reputavo magici. Per intenderci nulla di speciale ma nella mia fantasia quello doveva essere, per forza, il posto migliore della zona e i rari cefali che ogni tanto sorprendevo confermavano le immaginarie supposizioni. Il mare placidamente mi coccolava e moltissimi pesciolini vagavano qua e là, senza un apparente ordine. Tra due massoni affioranti un branco di salpe, probabilmente più intirizzite di me, sbocconcellavano in falsa pigrizia le alghette che ricoprivano abbondanti le pareti. Il "male" ossessivo, il tarlo mi ronza tra le meningi : faccio una posta proprio qui chissà. (Inutile, questa tecnica mi aveva già da qualche tempo stregato e non c'era più nulla da fare...).

In neanche 5 metri d'acqua mi incastro fra i pietroni al limite con la sabbia. Lo sguardo rivolto un pò verso riva e un pò al largo: Così se arriva qualcosa riesco a mirare meglio" pensavo. I secondi passano veloci: dal mare aperto vedo due strane sagome diringersi blandamente verso terra. Assomigliano a strisce di nylon o plastica rossastre; rimango di stucco e, passato lo stupore/ mi rendo conto che dall'acqua opalescente i due esseri vengono verso di me. Sembrano sommergibili in miniatura; li ho a meno di un metro e mezzo ma non ho ancora capito di che pesci si trattino. Inquadro il primo e premo il grilletto: la fiocina raggiunge il bersaglio a metà corpo. La bestia colpita inizia a "pompare" acqua convulsamente in un groviglio di lunghi tentacoli. Afferro l'asta a due mani evenendola strettissima^ mi dirigo come una foca, il pesce fuor d'acqua e con la paura che potesse mordermi o chissà cos'altro, a riva. Ragazzi, avevo appena fiondato una sventola di calamaro da metro! Che belle sorprese può regalare il mare di primavera magari in prede non proprio nobilissime e in numero ridotto ma appaganti. Questa è la stagione dove anche i pescatori meno tecnici si dilettano a profondità non esasperate. Il pesce è molto sparpagliato ed è presente con specie differenti a secondo di come è appena trascorso l'inverno. Le copiose nevicate si sentono adesso in acqua e soprattutto si vedono. La stagione è indietro e per il mare ancora molto freddo parte dei suoi abitanti hanno preferito soggiornare a quote maggiormente calde. Il periodo della riproduzione coincide per alcuni pinnuti proprio con questi mesi. Era spettacolare assistere, con un pò di fortuna, a gennaio e a febbraio agli accoppiamenti delle spigole riunite in branchi di una decina di individui con la femmina gravida nel mezzo e tutti i maschi attorno che la "strusciavano".

Spettacoli che appartengono ad un mondo subacqueo, ormai, sempre più povero. In un tratto di Costa azzurra, in Francia, chiudono l'esercizio della pesca subacquea al branzino agli inizi di novembre e la riaprono a marzo. Ottima soluzione razionale che protegge la fauna consentendole di riprodursi in santa pace. I saraghi all'interno delle calette più riparate con i padelloni da chilo che si infilano, non si sa come, sfuggenti tra i pietroni del fondo nei caroselli amorosi. Ora è tempo di uova o schiusa e^ forse, per innati sensi di protezione se ne stanno tutti dispersi.

   Tornando a noi che cosa possiamo trovare in mare e dove? Il pesce bianco la fa ancora da padrone: presenti le spigole anche di grossa stazza seppure meno facili del solito. L'attesa classica riserva molti cappotti: è preferibile riporre nel ripostiglio di casa lo schienalino che ci accompagnava quando la tramontana sferzava senza sosta e ci dilettavamo nella schiuma e preparare la cintura di zavorra con 6/7 chili. Rimangono buoni i consueti posti ma allarghiamo il raggio d'azione cambiando lievemente le profondità d'esercizio. All'aspetto vengono i soliti cefali onnipresenti con esemplari corpulenti. Per i muggini con la macchia d'oro, i cosidetti dorini, ottimi da mangiare magari fatti alla brace, è ancora presto: quest'anno "entreranno" come minimo a maggio inoltrato. Le salpe metteranno a dura prova la nostra tecnica: sono tanto facili da vedere quanto difficili da insidiare. Le foci dei fiumiciattoli che non scarichino eccessivamente costituiscono un ottimo habitat per la grande quantità di sostanze nutritive trasportate a mare. Oltre ai salponi potranno giungere a tiro pesci più pregiati come orate,lecce e qualche rara trota di mare. I saraghi hanno nascosto i lori congiunti più grossi nei buchetti impossibili e una moltitudine di "medagliette" scintillanti nuotano lungo le dighe foranee e alle basi delle franate. Con certosina pazienza e l'occhio attento da buoni risultati la pesca in tana. Per le condizioni dell'acqua e, per dove il pesce gira, sono abbastanza inutili le immersioni a più di 10/12 metri. Consideriamo inoltre che la muta spessa richiede una piombatura ancora pesante e ogni imprudenza, vista la temperatura glaciale e le correnti improvvise, si può pagare cara. Sorvolando i fondi roccosi con lente planate si possono arpionare vicino alle pietre giuste dei polpi che raggiungono pesi rekord. Per chi fosse un amante di questa pesca invece di sparare ai cefalopodi con il fucile può procurarsi o costruirsi un mini raffio in inox. Lo si aggancia sotto il pallone con un moschettone e, aìl'occorrenza^ è fantastico per stanare esemplari da 5 o 6 chili. Dalla metà di febbraio nel sottocosta hanno fatto la comparsa delle bellissime seppie. Il loro mimetismo è notevole ma se si nuota a contatto del fondo e si controllano le sommità delle rocce scorgerle diviene più facile. 

E' difficile resistere ad un risotto o ad una pasta con il profumatissimo "nero". Nel grotto e sulle distese di posidonia vivono labridi e corvine. Un cocktail tra agguato, aspetto, tana permette di individuare gli esemplari tra le fessure o alla base del manto ondeggiante verdissimo: come le piante sulla terra germogliano e fioriscono così le alghe appaiono rigogliose. Tra un mesetto circa le corvine si riempiranno di uova e proprio qui troveranno rifugio. Nelle tane più buie vivono i gronghi e la loro attività è ridotta fino alla calata delle tenebre: dopo vagheranno alla ricerca di malcapitati polpi o di pesci morti. In certe zone la primavera oltre ai calamari e ai totani prendibili all'aspetto, come visto in precedenza, può regalare catture molto, molto particolari. Un mio amico, da un paio di anni, visita un lastrone col fondo di ghiaia e dall'apertura coperta da uno spesso strato di alghe:   è la seconda volta che cattura uno splendido gattuccio. Io non posso lamentarmi perché in quanto a fortuna... All'aspetto, l'anno passato in pieno marzo, battevo un tratto di litorale caratterizzato da una serie di calette abbastanza riparate da una corrente imponente. Sulle punte solo le solite castagnole ma di saraghi neppure l'ombra. Alterno alle poste un pò d'agguato; terminate le prime due cale affronto la terza propaggine rocciosa: dietro un branco di occhiatine scorgo una "padella" nerastra che si dirige verso il fondo. L'arbalete da 90 scaglia con grande rapidità la taithiana da 6.5; il nylon tira e una serie di rumori particolari mi colpisce. Mi precipito sulla preda e con incredulità mi trovo al cospetto di uno straordinario pesce che emette   tetrissimi vagiti gutturali; pongo fine. con il coltellino alle sue sofferenze e nel silenzio lo ammiro estasiato; era un pesce san pietre di oltre 3 chili. Personalmente in questo momento stagionale, non fruendo di periodi di ferie abbastanza consistenti, non uso il gommone perché non ho il carrello ed essendo vittima di una pigrizia atavica non me la sento di procedere a montaggi e sgonfiaggi in un lasso di tempo per forza ridotto. Se però i miei amici mi offrono un passaggio bè... non riesco a dire di no. I vantaggi sono principalmente quelli di sondare un ampio territorio con poca fatica e quindi di aumentare le possibilità di portare a casa un carniere discreto. C'è anche chi percorre molti tratti di costa a "paperino" ma con la temperatura del mare...si prenotano direttamente i reumatismi.  

 

I FUCILI  

 

 

L'inverno con i suoi giorni corti e bui è stato il fedele compagno con cui abbiamo condiviso un sacco di serate trascorse a escogitare la quintessenza delle elaborazioni sull'attrezzatura. Lime, trapani, cartavetro, vernici, colle, ribattini, alette e chi più ne ha più ne metta. Con la complicità della Filippa riesco a testare le armi modificate e altre diavolerie in una piscina in orar! inenarrabili. E' un'opportunità eccezionale, me ne rendo perfettamente conto, ma in mare poter tirare su un bersaglio animato è tutta un'altra musica. Quindi^ se avete da provare nuove attrezzature non esitate: questo è un ottimo periodo, i fucili impiegabili nei mesi primaverili sono quelli da pesce bianco in genere. Gli arbalete corredati con frecce da 6.5 e 6 mm ed elastici da 16 vanno per la maggiore; per le tane uno molto corto dotato di cinque punte riesce a colpire saraghi e corvine in spazi e crepe "difficili". Se però la frana è veramente incasinata,     con un pneumatico da 50/60 cm non cei^.ScìV8 pe^ nessuno. Al libero con l'acqua torbidina, sia nell' agguato che nell'aspetto, un elastico da 75 rappresenta il compromesso migliore. Con mare pulito il 90 con gomme nervose e asta da 6mm o addirittura un 100 con la 6.5 permettono tiri precisi e silenziosi, l'ideale per cefali, spigole, orate, salpe. Non dimenticatevi di portare con voi un mulinello in cintura o direttamente montato sui "lunghi", perché qualche ìeccione, meno freddoloso degli altri, si potrebbe materializzare all'improvviso dietro una punta... I cannoni teniamoli in caldo: non è ancora il momento di cernie, ricciole, dentici che preferiscono starsene  al sicuro. ma è  questione di pazientare 5olo  un pochino...  

 

Emanuele & Lucia Zara Notarangelo.