GLI ARBALETE SENZA TESTATA

 

L’arbalete è un fucile semplicissimo sia dal punto di vista costruttivo sia sotto il profilo del funzionamento. Sin dalle origini il fucile a propulsione elastica era costituito da tre o quattro elementi di base: un bastone di legno prima dritto poi incurvato per essere impugnato con maggior comodità; un sistema di aggancio e sgancio elementare; una lunga freccia di legno con la punta indurita a fiamma poi trasformata in bacchetta metallica; una spartana correggia di caucciù naturale che piano piano è divenuta una gomma di diametro tondo più performante. Col passare degli anni il progresso ha raffinato i singoli componenti, ha creato dei particolari scomponibili, ha cercato di inventarsi nuove soluzioni tecniche per risolvere alcuni problemi ma non è riuscito a stravolgere le intrinseche proprietà dell’arma primitiva che riusciva a raggiungere il bersaglio a qualche metro dalla mano dei primi pescatori in apnea! All’inizio del terzo millennio assistiamo alla ricerca di materiali metallici e compositi in grado di offrire delle caratteristiche meccaniche straordinarie ma anche a un miglioramento delle caratteristiche balistiche e alla massima integrazione uomo/fucile. In questo processo evolutivo c’è un grande ritorno del legno: in America, in Polinesia, in Australia la maggioranza degli arbalete prodotta appartiene a modelli lignei privi di testata mentre in Italia solo pochi imprenditori, per ora, hanno imboccato questa strada.

In questi ultimi anni ho avuto la fortuna di testare decine di attrezzature tra cui alcuni modelli privi di testata che mi hanno fatto provare nuove emozioni durante l’azione di pesca. Il piacere che si prova a inquadrare un pesce con un fucile ad elastico è, secondo il mio soggettivo pensiero, uno degli aspetti più gratificanti dell’uso di questo tipo di arma. E chi va in acqua puntando esclusivamente ad un discorso qualitativo comprenderà ancor meglio il concetto espresso. Per il fatto stesso che l’asta scorre longitudinalmente al fusto, e non coassialmente ad esso come avviene invece nei fucili oleopneumatici, si riesce a mirare e inquadrare perfettamente la preda nell’attimo stesso del tiro; l’occhio segue direttamente la freccia velocissima che vola a trapassare il curioso predone. Immaginatevi, ora, che il gruppo testata, boccole e gomme non ci sia più, o meglio sia parzialmente scomparso a favore di una soluzione che prevede di montare una coppia di gomme singole, o un semplice elastico circolare, attraverso un’apertura trasversale posta sull’estremità dell’affusto. La visuale di puntamento si libera ulteriormente e dona una qualità di mira ancora più eccitante, spaziale. L’asta parte senza attriti, e state sicuri che il nylon non si ingarbuglia, non si imparrucca, ne rischia di tranciarsi pizzicandosi tra testata e gomme. 

Le vibrazioni degli elastici durante gli spostamenti rapidi laterali sono meno avvertibili perché le gomme corrono coperte, per un tratto, a fianco del fusto. Ma le motivazioni d’interesse sugli arbalete privi di testata si spostano su piani ancora più profondi, squisitamente tecnici, e vedono sostenitori scientifici sempre più convinti della bontà del progetto. I fucili lunghi sono quelli che maggiormente beneficiano di tale soluzione perché si nota che la deleteria flessione che affligge la maggioranza dei fusti non crea più grossi problemi: il carico elastico è distribuito sull’asse longitudinale mediale del tubo e non parallelamente sopra di esso. Inoltre il fenomeno del rinculo è meno avvertito su un fucile che monta un circolare o la coppia di gomme nello stesso punto, per via sempre dell’attacco assiale dell’elastico che tende a non far “impennare” la punta dell’arma al momento dello sparo. In commercio esistono fucili senza testata prodotti in serie ma si riscontra anche un mercato parallelo, fatto in proprio, nato nelle cantine e nelle falegnamerie di molti appassionati come testimoniano le armi esibite da vari pescatori subacquei in occasione di campionati provinciali o italiani (esempio Tortorella) oppure presentati da alcuni appassionati in rete (Internet).

 

Totem sub. Fabrizio D’Agnano ha certamente il merito di aver rilanciato commercialmente il fucile ad elastici senza testata nel senso più stretto e genuino del termine. La serie di arbalete prodotta nel laboratorio romano rivela dei bellissimi manufatti realizzati interamente in legno, dei veri capolavori di ebanisteria. Il legno è pieno di qualità positive: è duro, è pieno, ha un peso specifico inferiore a quello dell’acqua quindi galleggia nonostante la massa e non è difficile farlo risultare perfettamente neutro d’assetto, si lavora con discreta facilità. Osservando le armi della Totemsub da vicino si apprezza la pulizia della costruzione, la qualità certosina delle varie soluzioni adottate, l’estetica fine e sembra di immergersi in un passato oceanico estremamente affascinante. Il calcio è sempre in legno ed è un’appendice apposta sotto un’inflessibile composizione strutturale monoblocco creata tramite l’accoppiamento di varie lamine di essenze lignee marine (iroko, mogano, ecc.) cioè insensibili al rapido deterioramento in ambiente salmastro. Per ulteriore garanzia ogni arbalete è protetto accuratamente con vernici poliuretaniche e testato direttamente in vasca. La scatola di sgancio in acciaio inossidabile è minimale e spunta appena dal massiccio castello. Il grilletto e il comodo sganciasagole laterale sono sempre fatti in acciaio inox. 

L’asta scorre su una guida integrale (Fabrizio D’Agnano ne è un assertore convinto al pari della maggioranza dei costruttori di questo tipo di arbalete) ma ciò che stupisce l’utilizzatore riguarda il fatto che non vi è nulla al termine della sella guida asta, proprio nulla! La freccia è tenuta in posizione esclusivamente dallo stesso monofilo collegato al codolo che passa sotto un gancetto in filo inox, sormonta il tondino metallico poi lo ferma tramite il passaggio forzato attorno a una sottile fresatura; infine riprende il giro di voluta sul laterale e si sistema sullo sganciasagole metallico. L’elastico circolare, nella serie Tahiti si tratta addirittura di una doppia coppia di gomme, è inserito in un apposito occhiello trasversale ed è terminato con una semplicissima legatura in filato aramidico che costituisce l’archetto; ne esistono vari diametri e modelli per adattarsi alle esigenze di ogni pescatore. Con le armi viene distribuita una cassetta Vhs che illustra tutti i passi della produzione, insegna i procedimenti per il calcolo della lunghezza degli elastici circolari, mostra i nodi e le legature da fare, eccetera. L’immagine subacquea che si ha puntando un Tahiti, un Pelagos o un’Acqua è stupefacente! 

 Si provano sensazioni ancestrali che sono difficile da spiegare: bisogna solo riprendere il fiato per imparare a mirare in modo completamente innovativo! Questi semplici requisiti hanno decretato un successo che ha premiato in larga misura il dinamico artigiano romano e che hanno aperto un nuovo ciclo sportivo.

Gli archetti in filo. Chi pesca abitualmente con un arbalete classico sa che per unire due gomme singole, o un circolare, bisogna avvitare un ogiva munita di archetto metallico sulle ghiere filettate degli elastici. Questa, dotata di due boccole in plastica o in metallo, possiede una struttura fissa o articolata che consente di armare il fucile agganciandosi alle tacche presenti sull’asta tramite un filo d’acciaio o una piastrina opportunamente angolata. Molti pescatori non gli danno molta valenza eppure l’ogiva è direttamente responsabile della trasmissione della spinta elastica sulla freccia. 

Gli specialisti più raffinati hanno eliminato l’ogiva classica riportando il collegamento ad un sistema di legatura “tessile“ assai spartano ma apprezzato su più fronti. Rimuovendo le ghiere di plastica e procedendo all’inserimento diretto di un tramite morbido si sfrutta al massimo la lunghezza operativa del latex; si ripartisce perfettamente la trazione tra le gomme per un discorso di massima precisione; non si hanno i problemi relativi ad accoppiamenti meccanici sfalsati come angolo d’incidenza tra archetto rigido e tacche dell’asta e spinta assiale sul dardo (corresponsabile di spreco di energia e di padelle); si diminuiscono i pesi negativi in gioco nell’ordine, talvolta, di decine di grammi); si può procedere a modifiche semplici di varia natura come ad esempio il cambio del tipo di elastico, la sua lunghezza, eccetera. Il sistema più silenzioso è raffinato consiste nell’introdurre all’interno della gomma una sfera di ritenuta in acciaio o in ottone solidale a un piccolo anellino di Kevlar o di multifibra tipo Dynema. Una volta inserito il fermo all’interno dell’elastico si procede alla formazione di un cappio stretto che strozza la gomma sopra alla pallina metallica e ne impedisce quindi la fuoriuscita sotto tensione. Le gomme così terminate potranno essere collegate da uno spezzone di filo o cavetto speciale. Un’altra versione consiste nell’inserimento di un archetto metallico snodato classico all’interno della gomma, poi si procede alla legatura classica di bloccaggio badando naturalmente che il tipo di asta usata sia perfettamente accoppiato all’elemento rigido che interagisce con l’angolo di tacca. Il metodo “tessile” di armatura delle gomme è collaudato, resiste per decine e decine di tiri, funziona su aste di tutti i tipi ma deve essere eseguito a regola d’arte, pena incidenti seri al volto, alle mani, o impossibilità di caricare l’arbalete. Interagisce al meglio e dura nel tempo con aste dotate di ganci esterni perché nelle fresature delle aste normali tende a danneggiarsi dopo un po di tiri. Per ovviare a ciò bisogna prendere una lima diamantata a “coda di topo” e smussare gli angoli laterali alle tacche finché il filo le abbracci senza spigoli vivi.  

Merou. L’Als della Merou è un altro arbalete privo di testata e anche in questo caso l’unico elemento visibile sul puntale dell’arma è il monofilo che trattiene in sede l’asta, cioè nulla. L’Als è un fucile più classico rispetto al Totem poiché monta un’impugnatura scomponibile all’interno di un affusto cavo, e anche la potentissima accoppiata di elastici da 17.5 mm di diametro è sistemata su un pezzo smontabile, ma il progetto dei tecnici partenopei rivela dei particolari tecnici assai intelligenti e funzionali, degni di nota. Innanzitutto il fusto privo di guida integrale è speciale, realizzato in fibra di carbonio ad alto modulo, ed è rigidissimo: possiede un diametro interno di 26 mm e uno esterno di 29.5. L’impugnatura della Demka è di ottima fattura: si pianta per molti centimetri all’interno del tubo assicurando una resistenza elevata in un punto di raccordo molto delicato; ha un calcio ergonomico di morbida gomma, un fantastico sganciasagole automatico in pressofusione di acciaio inox, un grilletto regolabile in tre posizioni. Ma la chicca da veri intenditori è rappresentata dalla “testata” che non è altro che una boccola plastica cilindrica di trattenimento gomme. Questo tratto è studiato nei minimi dettagli e nell’uso pratico è veramente valido. Presenta dei rilevi che interagiscono con le boccole collocate sulle gomme circolari e che permettono un fissaggio a sgancio rapido preciso e irremovibile delle stesse. La sella guida asta ospitata superiormente è lunga e sui laterali possiede due pinnette triangolari impiegate per il fermo della freccia. Dopo aver passato la sagola sotto una delle due alette plastiche, indifferentemente a destra o sinistra, si blocca su un sistema di placchette elastiche ingegnose, completamente regolabili a seconda del diametro del monofilo utilizzato. L’Als della Merou monta un’asta speciale anti rottura che al posto delle tacche classiche ha degli uncini in acciaio e tra gli optional vanta un mulinello artigianale ad attacco orizzontale di ottima progettazione e capienza di sagola.

 

Aste anti rottura. Sui fucili Merou e su quelli Totem è montata a richiesta una speciale asta tahitiana priva delle tacche di caricamento classiche. E’ prodotta dalla Demka greca ed è distribuita in Italia dalla stessa Merou. Gli addetti ai lavori e i pescatori più sfortunati sono a conoscenza che in certi casi l’asta dell’arbalete si può spezzare proprio a livello delle fresature terminali. A volte può essere una preda molto combattiva oppure l’azione subdola dei processi corrosivi fatto sta che la freccia si può rompere sul più bello. D’altronde un tondino metallico di 6/7 mm di diametro segnato profondamente in due punti può effettivamente cedere sotto momenti flettenti e torcenti elevatissimi. Per ovviare a queste problematiche c’è chi pratica un foro prima di tutte le tacche ma si tratta di una soluzione non sempre realizzabile con acciai super temprati o praticando particolari tipi di pesca. Chi lo desidera può procurarsi questa speciale asta Demka che possiede ben tre uncini saldo brasati al posto delle fresature di tacca. I ganci sono costituiti da un robusto filo inossidabile piegato e risultano molto comodi per caricare le gomme dotate di archetti artigianali morbidi (e ripartire lo sforzo muscolare sui tre gancetti disponibili). Se risultassero troppo sporgenti per le proprie esigenze di caccia o di puntamento si possono accorciare con una tronchesina e poi procedere a limare e arrotondare le estremità per evitare che taglino. Sul mercato è presente anche un altro articolo che ha risolto il problema delle fratture delle aste tahitiane, presentato lo scorso anno in occasione dell’Eudi Show veronese dalla ditta Devoto Sub. Si tratta dello “shock leader” un ingegnoso collegamento, in treccina di acciaio inossidabile, posto parallelamente al tondino, saldato a monte e a valle delle tacche.

 

SEATEC. Valerio Grassi della Seatec ha l’innegabile pregio di aver diffuso la cultura del fucile ad elastici nel nostro paese molti lustri fa. I nuovi arbalete Trb Gabbiano e Trb-s non sono fucili senza testata nel senso classico del termine ma possiedono una struttura innovativa che fa lavorare le gomme al pari dei due modelli citati in precedenza. La coppia di gomme singole sono montate su una speciale testata brevettata, denominata R-evolution, di profilo sottilissimo, che permette un basculamento in avanti degli elastici all’atto dello sparo. L’asta passa dentro un tunnel in resina poliammidica che è l’unico elemento visibile frapposto tra pescatore e preda. Ma un'altra interessante e utile caratteristica della testina R- Evolution consiste nella forma inusuale, scaricata ai minimi termini per diminuire gli ingombri e il freno idrodinamico durante il brandeggio. In pratica è come se disponessimo di un arbalete più corto della lunghezza nominale fuori tutto, quindi risulterà più maneggevole. L’affusto del Trb-s è un tubo in ergal da 28 mm di diametro e da 1,2 mm di spessore, ricoperto interamente da una guaina in PVC che origina longitudinalmente un guida asta integrale. Nella versione Gabbiano il cilindro leggero e robusto in lega è sovrastampato da una mescola poliuretanica speciale, modellata a osso di seppia e dotata sempre di guida integrale. L’impugnatura ergonomica ospita un meccanismo di sgancio brevettato inossidabile, robustissimo come tempera e sistema di leve, sensibile in ingresso asta e in rilascio, testato ad oltre 200 chili di trazione, dolcissimo al momento del tiro. Come corredo la Seatec fornisce gomme, archetti snodati e soprattutto aste in acciaio armonico di elevatissima qualità e fattura tecnica.

 

Sporasub. Lo Sniper è un arbalete che si riconosce immediatamente per una testata speciale che riprende il concetto della coppia di elastici montati parallelamente al fusto, ottenendo la conseguente riduzione delle sollecitazioni flettenti sulla canna e la diminuzione delle vibrazioni delle gomme negli spostamenti laterali. Il passaggio asta è un ponticello di plastica dalla particolare geometria: il puntamento è ottimo e la sagola fuoriesce dall’apertura altrettanto scioltamente. Le boccole filettate delle gomme si ribaltano in avanti tramite due snodi basculanti laterali riducendo il cosiddetto “colpo di frusta”. La testata Sniper è composta da elementi componibili e può montare un elastico circolare supplementare. Di serie sono montate le gomme da 19 mm denominate Power Sling ma come accessorio opzionale si possono avere i mitici elastici H. Dessault da 16 mm la cui composizione segreta resta ancora la migliore al mondo come resa balistica e affidabilità. Il fusto è un tubo da 28 mm di diametro in duralluminio estruso ricoperto dal classico fodero plastico Sporasub sormontato da una scanalatura integrale. L’impugnatura non ha bisogno di presentazioni perché è sul mercato da tantissimo tempo confermando le qualità di progetto: è stata concepita per lavorare sull’asse della canna in modo da ridurre il fenomeno estremamente negativo del rinculo dopo lo sparo; possiede un calciolo di gomma con un disegno ergonomico, un appoggio di caricamento piccolo e quindi abbastanza neutro in mira, uno sganciasagole automatico comandato dal meccanismo del grilletto.

 

Effesub. Tra i grandi Big del mercato anche la Effesub ha in catalogo numerosi fucili in legno tra cui spicca un modello molto bello, privo di testata, il Tigerwood. Si tratta di un arbalete con impugnatura scomponibile Beuchat Mundial Competition, mulinello di serie  Mundial, e fusto lamellare a forma di osso di seppia completo di guida asta integrale. Il colore è legno naturale eccetto un ampio settore del puntale nero poiché si sfrutta la teoria della scomposizione d’immagine: visivamente sembra che l’arma sia più corta. L’affusto ligneo è assai ricercato e per la sua struttura si sono usate essenze di mogano e iroko opportunamente selezionate, incollate con mastice epossidico a più componenti dopo accoppiamento a fresatura millerighe. Il legno è stato trattato con verniciature ad alta resistenza e naturalmente possiede una rigidità assoluta e una massa perfettamente bilanciata in acqua: precisione e rendimento balistico sono garantiti. Al posto della testata c’è solo un piccolo ponticello bronzeo passa asta e il foro passante per l’elastico circolare da 18 mm di diametro. 

  Le aste tahitiane applicabili sono da 6 o 6.5 mm. Per un brandeggio ottimale tutta l’estremità è stata sagomata in modo da ridurne la sezione d’ingombro secondo i suggerimenti di Massimo Quattrone, il bravissimo tester Effesub che ha firmato il progetto Tigerwood.

Il puntamento e la mira sono eccellenti, il castello dell’impugnatura pluri decorata è piuttosto stondato e il minuto anello metallico trattieni asta non si nota quasi.

 

Le gomme circolari. Molti fucili senza testata montano esclusivamente gomme circolari cioè anelli di elastico di lunghezza adeguata. Ho ascoltato molti pareri ma è difficile penetrare all’interno della questione tecnica poiché le informazioni sono complesse e ancora piuttosto lacunose. Diciamo che questo tipo di gomma è la più semplice e meno costosa da procurarsi rispetto a due gomme singole opportunamente terminate con ghiere. Il risparmio è ancora più marcato se si acquista l’elastico a metro e poi si applicano gli “archetti” tessili o metallici. L’impressione ricavata dal sottoscritto ma anche da altri pescatori che impiegano un circolare è quella di maggior facilità nell’azione di stiratura delle gomme e un rinculo meno avvertibile. L’elastico circolare non ha strutture rigide (doppie ghiere) e si tende fluidamente. Alcuni costruttori di arbalete in legno senza testata, poi, montano circolari poco esasperati ma all’atto pratico  ugualmente performanti.

 

Testo di Emanuele Zara & Lucia Notarangelo.