L’ASTA CON PINNETTE LATERALI
L’idea di questa nuova rubrica, aperta a tutti coloro che hanno qualche progetto innovativo sull’equipaggiamento per la pesca subacquea, mi frullava in testa da parecchio tempo finché l’incontro con un inventore incontrato occasionalmente all’Eudi Show ha permesso di sviluppare il tema in maniera appropriata.
| Il nostro paese è famoso in tutto il mondo per
la genialità e l’inventiva che con creazioni in tutti i settori ha
caratterizzato il corso della storia: siamo definiti un popolo di artisti, di
marinai e inventori e questa nomina di cui andare fieri ha coinvolto
nell’ultimo secolo anche diversi prodotti per uso subacqueo. Molti opinionisti
lamentano però che l’Italia ha perduto ultimamente la capacità di fare
ricerca, di produrre brevetti interessanti. Io credo che si tratti solo di un
letargo, e presente in alcuni settori e non in altri, perché noi Italiani
abbiamo un patrimonio genetico straordinario e non mi piace affatto recepire il
commento generalizzato che…” gli Archimede si sono esauriti, i cervelli sono
tutti emigrati all’estero, eccetera”.
L’idea che vi presento mi ha colpito per la sua semplicità e soprattutto per i vantaggi pratici che un amante del fucile a propulsione elastica non potrà che apprezzare. Il titolare del progetto, Angelino Oppi, ha brevettato la sua invenzione a testimonianza che la categoria dei pescatori possiede tutte le prerogative per far si che il nostro paese ritorni ad essere un punto di riferimento almeno nel distretto della subacquea. Angelino ha valutato attentamente le dinamiche relative alla balistica del suo arbalete osservando che con le ogive tradizionali agganciate alle tacche di una normale asta si verificavano una serie di problemi quali: la non perfetta trazione delle gomme rispetto all’asse del tondino metallico; una fragilità intrinseca del dardo quando, ad esempio era sollecitato da pesci di grosse dimensioni; la tendenza a schiacciare l’asta verso il basso, sull’eventuale guida o direttamente strisciando il codolo sull’affusto; la difficoltà a orientare il cappio di filo per l’ingombro causato dal braccetto dell’ogiva che sovrasta la freccia. Passando a un’asta con ardiglioni posti sopra la tahitiana si è verificato un netto incremento di robustezza, le pinnette non determinano punti di rottura prestabiliti come succede con le tacche fresate, ma dal punto di vista del corretto asse di spinta non c’è ancora la precisione assoluta, anzi, perché le gomme agganciano superiormente i gancetti, e non proiettano tangenzialmente la tahitiana. Inoltre la sagola agganciata al codolo va per forza sistemata di lato, come nel precedente sistema, e ciò costituisce sempre un ingombro sia nell’innesto sulla meccanica di sgancio sia nei confronti dell’archetto e delle gomme. Angelino ha avuto un colpo di genio e riflettendo sulla questione ha modificato un’asta di serie saldando due piccole pinnette laterali esattamente a metà della barretta metallica. |
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Poi utilizzando un fucile con testata posta anch’essa in linea con l’asse della freccia è intervenuto sulle ogive eliminandole e legando al loro posto un cappio in treccia metallica, uno per ogni gomma, poiché con gli ardiglioni posti di lato questa soluzione era l’unica facilmente praticabile. Ma ecco che piano piano la modifica iniziale ha messo in luce il fatto che si poteva stirare una gomma per volta dimezzando quindi lo sforzo muscolare! Volendo la trazione era possibile addirittura effettuarla con due mani nei confronti di una sola gomma! Osservando l’arbalete carico il nostro genietto ha constatato che gli elastici erano perfettamente in asse con l’asta e che il cappio di filo poteva correre liberamente sopra la tahitiana senza interferire con le gomme e le legature. Le prime prove in mare furono subito sbalorditive perché il fucile si caricava facilmente e soprattutto sparava a meraviglia con un tiro velocissimo e molto preciso. L’unico problema riscontrato fu nella legatura morbida perché la treccia metallica era difficile da agganciare subito sulla pinnetta, meglio posizionare qualcosa di rigido, immediato nell’aggancio. Detto fatto: Angelino ha realizzato due archetti in filo inox piegati opportunamente ottenendo un posizionamento ancora più preciso delle gomme. Che dire? L’invenzione di Angelino Oppi apre nuove frontiere balistiche. Complimenti! Si attendono nuovi Archimede… Testo raccolto da Emanuele Zara.
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