I Guanti

 

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L’ ambiente marino è un mondo ricco d’ insidie, di situazioni rischiose. 

Gli apneisti si avventurano in questa dimensione, eroici, cercando di portare a casa almeno un pescetto per cena e spesso neppure quello. 

L’ azione di caccia costringe l’ uomo a incunearsi tra le rocce e a sospingersi all’ interno di una spelonca, ad aggrapparsi ad un ciuffo di posidonie per non essere trascinato nel vortice dell’ ondata, a muoversi come un gatto tra le coste delle pareti per sorprendere i pesci che mangiano, a trascinarsi come un bruco sul fondo per avvicinare la preda, a tenersi forte tra le creste di grotto per non essere trascinato dalla corrente… Quante peripezie! 

Osserviamo le ginocchia dei pantaloni e troviamo dei “morsi” sul neoprene, ci tocchiamo i gomiti e sentiamo le spine di riccio che pungono; guardiamo le mani e mormoriamo – Meno male che avevo i guanti!- 

In effetti senza i preziosissimi guanti non sappiamo come ci ritroveremmo le dita, i polpastrelli, il palmo stesso. 

La prova del nove la potete effettuare facendo una pescata senza guanti: appena usciti rimirerete le estremità degli arti superiori e vi metterete, come minimo, a piangere. 

Non finirete più di contarvi i tagli, i taglietti, le abrasioni, le escoriazioni che vi sarete provocati durante la breve avventura pomeridiana. Neppure lavorando duramente la campagna risulterebbe un tale massacro di pelle e sangue. Sott’acqua non ci si accorge di nulla quando la cute si mostrerà con quel tipico aspetto raggrinzito e consunto: si tocca, si spinge, si tiene, si punta e non si sente nessun dolore, nessun bruciore. 

I guanti svolgono un’ efficace azione protettiva anche in molti altri frangenti e in questo caso tutte e due le mani vengono coinvolte pariteticamente. Il caso che ci viene subito in mente è un bel combattimento con una ricciola da 30 kg. I guanti stringeranno il monofilo di nylon con tutta la forza che non pensereste di avere. 

La trazione sarà elevatissima ma grazie al tessuto del guanto non cederete di un millimetro la presa e quando ci sarà da tirare sarete pronti a esercitare un notevole sforzo. 

Con il sagolino si verificherà la medesima correttezza d’azione: magari cambierà il tipo di preda e la situazione oggettiva. 

Il caricamento dell’ arbalete presuppone che si agguantino gli elastici e si stirino, con potenza e sicurezza, verso l’ aggancio fornito dalle tacche: l’ appiglio di un guanto con la superficie anti scivolo sarà una piacevole connotazione, anche nel caso in cui sfuggano di mano e sfreghino contro i polpastrelli. Quando sistemate sul cavetto un grosso serranide, dalle branchie taglienti come lame, apprezzerete il fatto che con le mani coperte riuscirete a inserirlo sul filo d’acciaio senza rovinarvi.

Giunge l’ inverno più temibile e le estremità del nostro corpo lo avvertiranno precocemente. Alla pari dei calzari che isolano i piedi, occorre un mezzo che tuteli allo stesso modo anche le mani. 

Le estremità degli arti superiori sono troppo importanti per molteplici azioni e una loro trascuratezza comporterebbe défaillance penose. Potremmo passare indenni alla buriana per un lasso di tempo ridotto ma poi l’assideramento compierebbe la vendetta: non riusciremmo neanche a stringerci il naso per la manovra di compensazione figuratevi dovessimo premere il grilletto al cospetto di una nobile preda. 

Non tutti i litorali mediterranei sono bagnati da mari clementi: in Adriatico, ad esempio, l’acqua scende a temperature polari e i sub locali si sono premuniti con guanti a tre dita che risultano molto più caldi dei fratelli a cinque. L’equilibrio che devono possedere è in bilico fra sensibilità tattile e protezione termica.

In commercio esistono moltitudini di guanti per tutti gli usi e le esigenze. Il discorso estivo, dove l’obiettivo da centrare è la protezione delle mani, si può affrontare in una ridda di proposte e tematiche differenti. Rivolgeremo l’ attenzione a quei materiali leggeri, imputrescibili, robusti. Il cotone lavorato a maglia spessa, da lavoro, è una prima risposta seria ed economica: il costo è irrisorio e la reperibilità garantita. 

Sarà utile che il palmo sia rivestito da micro pallini plastici che offrono una stabile presa anti - sdrucciolevole in ogni condizione. 

I negozi di giardinaggio ne hanno di misure e tipi vari: focalizzeremo l’attenzione sui polsini che devono essere provvisti di elastico. 

Senza la nota elastica il guanto tenderà a scappare con notevole fastidio. E’ importante che le dita calzino al punto giusto e che non siano né troppo corte né troppo lunghe: il rischio è di ritrovarsi con scarsa sensibilità manuale. 

 

Un passo successivo è rappresentato dai guanti in tessuto sintetico, impregnato di particolari sostanze plastiche che li rendono assai tenaci. 

Qualcuno ha l’ elastichino al polso altri possiedono una pattina di chiusura dotata di velcro. Sono per natura antiscivolo sia sul grilletto che sulle gomme la resa è buona. 

Gli amanti della tana, dove si verificano i contatti più cruenti con la natura del fondo, apprezzeranno i guanti con il palmo in pelle o alcantara e il dorso in neoprene bifoderato: 

la sensibilità resta discreta ma la resistenza complessiva possiede una marcia in più. 

In previsione di pesca all’ aspetto ai grandi pelagici un buon guanto in pelle sosterrà il filo ceduto dal mulinello con orgoglio tattico.

 Nelle stagioni intermedie, con l’ acqua freddina ma non gelida, si adoperano dei guanti in neoprene che iniziano ad avere doti di coibentazione calorica.

I materiali sono svariati e alcuni sono differenti dalla produzione solita: oltre al famoso termoplush, c’è un neoprene liscio di aspetto ma incredibilmente insensibile a maltrattamenti ed un altro con una farcitura interna in titanio. La sezione del neoprene è di solito 2/3 mm ma è la preformazione del prodotto che fa la vera differenza: il taglio speciale crea una disposizione naturale del palmo e delle dita che ricordano la posizione di una mano rilassata. Si indossano comodamente e donano un eccellente presa nonostante siano spessi. Il calcio del fucile viene brandeggiato con successo così come i movimenti di avanzamento conseguiti sul fondo. 

I guanti prettamente invernali possono essere usati anche solo in neoprene da 3,5 mm ma esistono anche prodotti che hanno spessori di 4/5 mm naturalmente assai caldi. 

Il problema è che non andiamo a spasso sott’acqua solo per guardarci intorno ma impugniamo un’arma per pescare: neopreni di sezione esagerata complicano maledettamente le operazioni elementari di caricamento e di sparo. 

Verificate sempre che il materiale sia molto morbido ed elastico per agevolare la stessa vestizione e l’utilizzo pratico. Se si volesse esagerare si potrebbe dotare la mano libera di un guanto spesso e quella che agisce sui leveraggi di tiro con un materiale di sezione inferiore: siamo a conoscenza di una ditta che ne commercializza un paio dotato di tali peculiarità. 

Per i mari freddissimi o per la glaciale acqua dolce nulla di meglio che le caratteristiche “moffole” o manopole o guanti a tre dita. 

Questo tipo di prodotto garantisce una protezione elevatissima: le dita vengono appaiate e le cuciture sono ridotte al minimo. Il pollice ha una sua sede così come l’indice mentre le altre tre condividono un'unica appendice. 

I modelli più sofisticati sono forniti di un polsino denominato stagno che è la solita porzione di neoprene liscio da inserire sotto il polsino equivalente della giacca.

CRITERI DI SCELTA

 

                  Emanuele Zara & Lucia Notarangelo