L’Impugnatura
è la struttura che permette di impugnare l’arma. E’ posta sulla parte superiore del coltello e può essere costituita da: un riporto termoplastico, in termoresina o in gomma, sovrastampato direttamente e indissolubilmente a caldo sull’acciaio; da una stampata “cava” in tecnopolimero e similari, in cui alloggia liberamente la lama che è estraibile e quindi rende l’intera arma scomponibile; dal prolungamento naturale della stessa barra metallica, quindi indistruttibile, sagomato e scaricato “scheletricamente” senza alcun’aggiunta superflua. Presenta lungo il corpo degli anelli, delle zigrinature, delle rientranze, delle sedi anatomiche per le dita, che hanno la funzione di aumentare il fattore di presa dello stesso. Le dimensioni sono nell’ordine d’una decina di centimetri per la lunghezza e di un paio di spessore. Solitamente è di profilo ovale, leggermente schiacciato sulle due guanciole laterali; alcuni modelli fungono, al contempo, anche da elsa, con un’apposita conformazione progettuale, mentre altri hanno la classica protezione per la mano in acciaio, nella sede preposta, e cioè appena termina il filo della lama. La parte terminale del manico, in tanti casi, finisce con una strozzatura o una scanalatura circolare, preposta ad accogliere il gommino di blocco del fodero.
| Per gli attrezzi dell’ultima generazione sono
evidenziabili degli agganci, degli inserti, dei gradini plastici o più
raramente metallici, che interagiscono con i sistemi d’aggancio–sgancio
della custodia. Per ultimo, guardando l’impugnatura “da sopra”, potremo
scorgere o la finitura classica “bombata” o una battuta di metallo, che
svolge la funzione di tappo di chiusura o di martelletto. Come analizzato in
apertura di paragrafo, esistono dei manici che non sono colati “a caldo”
sull’acciaio, bensì vengono stampati separatamente e inseriti in un secondo
tempo, “a freddo”: essi, quindi, sono forati e la lama che passa
all’interno viene avvitata e bloccata sul pomello di battuta. Un’impugnatura
adatta per un pescatore subacqueo non deve essere un tronco d’albero ma una
struttura ergonomica, priva di orpelli e gadget inutili, lineare e scevra di
angoli e prominenze particolari che potrebbero costituire un’occasione
d’appiglio molto pericolosa. I volumi globali ridotti facilitano l’uso e la
manovrabilità nel caso dell’apneista che indossi un paio di guanti pesanti.
Rammentiamo anche che difficilmente utilizzeremo il coltello brandendolo per molto tempo, e quindi l’attenzione va rivolta verso quei manici che si lasciano impugnare saldamente ma anche rapidamente, e altrettanto velocemente consentano di riporre l’arma. Una nota, ancora, per i tipi di colorazione. Le impugnature sono fornite in tante tinte come d’altronde quasi tutta l’attrezzatura subacquea contemporanea. Le colorazioni vivaci offrono
l’opportunità di rendere visibili i coltelli in tanti frangenti, non ultimo
quello della facilità di ritrovamento in caso di perdita del componente; per
contro, nelle sfumature del nero, del grigio
risultano quasi invisibili e quindi maggiormente consoni ad essere
indossati senza curarsi troppo di dove sistemarli, perché non li si nota quasi.
Il pomello terminale dell’impugnatura, in ottone cromato o in acciaio
inossidabile, è molto utile per batterci sopra con il palmo della mano senza
tumefazioni della cute, più probabili nel caso il manico finisca con un profilo
appuntito e irregolare. |
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Le modifiche
e le elaborazioni artigianali.
Materiali
occorrenti: lime di diverso taglio, bulini, un cutter, cartavetro di differente
grana, nastro adesivo colorato; barre di materiale plastico particolare, tondino
d’acciaio inox o bronzo, spine dei medesimi metalli, e gli indirizzi di
officine meccaniche dove utilizzino il tornio e la fresa.
L’impugnatura
è suscettibile di trasformazioni semplicissime come la limatura di parti che
ostacolano una presa sincera o con l’abbattimento di angoli che disturbano
alcune operazioni come l’introduzione nella custodia, l‘uccisione del pesce
(superficie irregolare del pomello che non permette di esercitare una pressione
atta a forare le ossa craniche molto dure); oppure con lavorazioni radicali e
sofisticate per chi vuole creare un coltello esclusivo e personale imbarcandosi
in una spesa peraltro molto elevata. L’operazione maggiormente impegnativa
viene attuata generalmente sui coltelli smontabili in cui il manico è un
elemento a parte e separabile dagli altri componenti. Partiamo scegliendo uno
spezzone di plastica con caratteristiche speciali come: un peso specifico
inferiore a quello dell’acqua (1%) per consentire il galleggiamento
dell’intera arma; con una robustezza meccanica particolare, ecc. Dopo aver
preso attentamente in esame la vecchia impugnatura oppure disegnandola
completamente dal nuovo, si porta dall’artigiano il materiale e l’idea che
vogliamo far nascere: si può realizzare qualsiasi manufatto con la solita
limitazione riservata al costo di manodopera (per i maniaci dotati di
eccezionale abilità manuale e arte “limatoria” si può fare quasi tutto in
casa...). É possibile anche far fresare esclusivamente le due guanciole
laterali, (senza necessariamente dover forare longitudinalmente un tondo pieno
sull’esempio del vecchio attrezzo) che verranno bloccata alla lama con dei
perni ribattuti in ottone o in acciaio inox. Una volta che il manico ha preso
una forma approssimativa e grossolana è conveniente continuare
l’opera a domicilio con lime, cartavetro e bulini secondo le proprie
capacità tecniche. Nel caso si
opti per il manico forato classico si deve provvedere a riciclare il vecchio
fondello o procedere inevitabilmente
alla tornitura del tappo di serraggio della lama in ottone o in acciaio
inossidabile.
Emanuele Zara & Lucia Notarangelo