Descrizione Pezzi


Come è fatto un classico fucile oleopneumatico? 

 

L’attrezzo si può scomporre schematicamente in alcuni pezzi.  

 

·        L’IMPUGNATURA

     è quella struttura plastica che, come dice il nome, viene impugnata durante l’azione di caccia. E’ stampata a caldo con tecnopolimeri caricati, atti a resistere alla pressione ed è forata disassatamente e longitudinalmente, per il passaggio della canna. 

     Anteriormente presenta un tratto cilindrico per l’inserzione del serbatoio, l’apposita sede per l’O Ring di tenuta e, posteriormente, l’incavo per la valvola di gonfiaggio. Sul fianco sinistro ci può essere il tunnel dell’astina di regolazione, se l’arma ne prevede l’impiego, e lo speciale spazio geometrico per manovrare l’apposito cursore. 

     Il calcio ha una forma a pistola, anatomica, inclinata rispetto all’asse orizzontale, per una presa comoda ed intuitiva. In alcuni modelli è addirittura separato in due parti: una è la “scheletratura” rigida di supporto che diparte dalla stessa impugnatura, l’altra è rimovibile, costituita da un sovra calciolo in morbida termogomma (o termoplastica) che viene montato ad innesto e fermato con una spina trasversale (in plastica o in acciaio inox). 

    Alla fine del calcio, in prossimità del fondo, si osserva un foro, o un micro aggancio, per fissare la sagola o un moschettone di sicurezza alla cima della boa. Certe impugnature hanno il calcio cavo e possono ospitare delle micro torce o, molto più comunemente, i carichini per l’armamento del fucile..

 

·        LA VALVOLA A SPILLO: 

     è realizzata in ottone cromato o in alluminio anodizzato, lavorato a macchina. Un tappo a vite colorato ne chiude il fondo esterno. 

     E’ scomponibile in quattro parti: al suo interno si osservano una piccola sfera e una contigua molla di spinta, entrambe in acciaio inossidabile, un O ring, e una boccola plastica che preme la guarnizione. 

     Il congegno permette la precarica o lo scarico dell’aria contenuta nel fucile tramite un’azione di pressione diretta sulla sferetta metallica.

 

·        IL GRILLETTO: 

     è situato all’interno dell’elsa: l’impugnatura possiede una scanalatura interna in cui si inserisce di misura e un foro passante per la spina (in acciaio inossidabile) sulla quale bascula. Il grande e piatto corpo plastico è solidale con il grano di regolazione (inox), filettato, che aziona meccanicamente i leveraggi di sparo. Il grilletto ha un profilo centrale compatibile con la falange del dito e superiormente possiede una forma a forcella che si adatta al sistema di sicura. Qualcuno coordina anche il rilascio immediato dello sganciasagola laterale tramite un’apposita conformazione pronunciata.

 

·        IL SISTEMA DI SGANCIO: 

     addentrandoci internamente, nella predisposizione forata dell’impugnatura, scorgiamo la presenza di preziosi componenti. Sono: la boccolina guida, filettata esternamente e forata centralmente (generalmente in ottone cromato), il sottile e indispensabile pistoncino di connessione (in acciaio inox) dal cui diametro dipende, in parte, la dolcezza di sgancio, e “l’invisibile” O Ring di tenuta stagna dell’intero micro sistema.

 

·        LA SICURA: 

     è una semplice  barretta o un congegno in più pezzi che impedisce meccanicamente al grilletto di agire; lavora generalmente in modo trasversale ed è facilmente azionabile con un dito. Il meccanismo blocca esclusivamente il grilletto, impedendogli di muoversi, e non il sistema interno di sgancio.

 

·        LO SGANCIASAGOLA: 

     guardando lateralmente l’elsa, osserviamo, nella parte inferiore, l’appendice plastica sagomata; essa è imperniata su una spina (inox) di diametro piccolissimo che permette un movimento libero, orizzontale o verticale a seconda dei modelli. Sgancia le passate di sagola appena arretra il grilletto e ha una forma tale che le permette di ritornare automaticamente nella posizione originaria, subito dopo lo sparo, senza l’ausilio di molle.

 

·        LA CANNA: 

     è in lega di alluminio anodizzato, ha una lunghezza variabile a seconda delle armi ed ha un diametro interno di 13 mm oppure, per un unico modello, 11 mm. L’anima del cilindro metallico, generalmente, ha una rifinitura precisa, atta a permettere uno scorrimento relativamente senza gioco del pistone (H 8 - H 9) ed è speculare. Alle due estremità vi sono due filettature: una interna, a cui si avvita la valvola di precarica, e l’altra esterna che raccorda la testata. In prossimità della coda, inferiormente, c’è una fresatura che permette il piazzamento dei congegni di sparo: si nota anche, sul fondo della canna, la sede a rientrare della molla del dente di arresto. Lungo il decorso dell’attrezzo troviamo delle sedi scanalate che trattengono gli anelli elastici.

 

·        IL PISTONE: 

     è il cilindro che scorre, con una superficie di contatto minimo, all’interno della canna e a cui è demandato il compito di espellere rapidamente la freccia. Per raccordarsi ad essa presenta una sede calibrata con il codolo dell’asta in uso. E’ stampato in due materiali diversi: l’acciaio cementato e zincato, impiegato per la coda che deve ancorarsi saldamente al dente di ritenzione, e la resina acetalica per il corpo vero e proprio che lo rende leggero e autolubrificante. Le sedi apposite per le fondamentali guarnizioni di tenuta sono ricavate generalmente sul corpo di metallo: la calotta in gomma (guarnizione a tazza) e il piccolo O ring, posizionato appena sopra.

 

·        GLI O - Rings: 

     sono le guarnizioni che trattengono l’aria compressa all’interno del fucile oleo pneumatico. Si dividono in statiche, quando non sono soggette a garantire la tenuta in movimento (raccordo impugnatura, serbatoio, ogiva, testata, ecc.), e dinamiche, quando assicurano la tenuta a parti impegnate in azioni di scorrimento (astina variatore di potenza, perno di connessione, pistone). Consentono al sistema oleo pneumatico di “esercitare” con pressioni d’esercizio elevatissime.

 

·        IL DENTE DI AGGANCIO: 

     viene montato all’interno della canna grazie all’apposita sede fresata; è tenuto in posizione da una spina in acciaio inossidabile che li trapassa trasversalmente. Il materiale scelto per il pezzo è un acciaio inossidabile temperato: deve garantire una durezza ferrea (almeno 50 Hrc) per evitare usura e consunzione con conseguente pericolosità di sgancio occasionale. L’oggetto ha la funzione essenziale di agganciare stabilmente la coda del pistone e di liberarla solo quando viene premuto il grilletto. L’azione è permessa e indotta da una molla specifica che prende posto tra il perno posteriore di cui è dotato il dente, e la fresatura circolare ricavata internamente alla canna.

 

·        IL SERBATOIO: 

     è il grosso tubo che caratterizza immediatamente le armi ad aria compresse e che è concentrico alla canna. Ha un diametro esterno di 40 mm. E’ prodotto in lega di alluminio, che viene poi anodizzata per donargli una lunghissima protezione anti corrosione. E’ il maggior serbatoio dell’energia accumulata pronta a scaricarsi veemente sul pistone. Proprio su questo semplice componente sono intervenute delle novità interessanti rispetto alla produzione passata: ad esempio, in commercio, ce n’è uno a forma rastremata, con il terminale conico di esigua sezione. Promette migliore manovrabilità. Ultimamente sono in auge i trattamenti di rivestimento gommati, fonoassorbenti, che svolgono un duplice ruolo: protettivo e insonorizzante.

 

·        L’OGIVA: 

     è il raccordo plastico che unisce il serbatoio alla testata. La forma è un’altra di quelle caratteristiche che sono state rinnovate nel corso degli anni: si è tentato di renderla più filante e anatomica sia per consentire una linea di mira migliore e sia per poter caricare meglio il fucile. Nella parte superiore si trova il mirino, costituito da un supplemento di materiale e, in taluni casi, da un inserto fluorescente; nella porzione inferiore è situata una protuberanza stondata, il passasagola. Lateralmente, o trasversalmente, c’è un foro per poter annodare, o solo infilare, il sagolino da collegare all’asta.

 

·        LA TESTATA: 

     è il tratto conclusivo del fucile ad aria. E’ un cilindro di lega di alluminio anodizzato, forato longitudinalmente, adornato da una serie di tre o quattro fori (in qualche esemplare di diametro variabile e inclinati di 45°) ricavati sulla circonferenza: servono per velocizzare l’espulsione dell’acqua accumulata dentro la canna. All’interno è situata la boccola d’ammortizzo che arresta il pistone a fondo corsa (oggi in resina acetalica ma un tempo in acciaio inox), estraibile, da quasi tutte le testate, svitando la ghiera anteriore.

 

·        IL VARIATORE DI POTENZA: 

     è un cilindro plastico dotato di più aperture interne. Una di queste, centrale, permette il passaggio della canna; un’altra, più piccola, ospita una valvola di non ritorno e il suo gommino: entrano in funzione quando si decomprime una parte d’aria. Per ultimo scorgiamo una luce laterale e opposta, che può essere occlusa o aperta, al bisogno, dall’O ring dell’astina regolatrice e che consente di escludere parzialmente un volume di aria prescelto. Il blocchetto di variazione potenza può essere azionato sia per dosare finemente e al bisogno la decompressione del gas in fase di armamento del fucile, sia per utilizzare tutta la potenza disponibile, o solo per sfruttarne una piccola porzione.

 

·        L’OLIO: 

     immesso in quantità adeguata e variabile, a secondo delle dimensioni del fucile (comunque sempre pochi decilitri), protegge i meccanismi interni, lubrifica le guarnizioni, consente il movimento fluido delle parti mobili. Ha una viscosità bassa, è anti corrosivo, è adatto a sistemi idropneumatici. Principalmente la sua presenza consente al pistone di raggiungere una velocità di scorrimento elevata, dato che l’attrito lungo la canna sarà quasi annullato.

Testi di Emanuele Zara & Lucia Notarangelo.