MODIFICA NEL SISTEMA DI SGANCIO DELLE ARMI PNEUMATICHE  

Gli interventi al sistema di sgancio dei fucili pneumatici sono operazioni assai delicate da effettuare, esclusivo appannaggio di chi conosce a fondo la sequenza corretta di montaggio e rimontaggio dei vari componenti meccanici e, naturalmente, il principio di funzionamento di questa efficiente tipologia di armi subacquee.

 

 Chiusa la doverosa premessa pongo una semplice domanda aperta a tutti i lettori.

 Ma perché i cultori delle armi ad aria compressa più tecnici intervengono sul sistema di sgancio?

 Le motivazioni principali sono da ricercare nella scarsa qualità di quelli di serie, leveraggi concepiti decenni orsono e mai riprogettati in chiave moderna.

La differenza con un congegno di sparo montato su arbalete di ultima generazione è abissale, chiunque se ne accorge provando contemporaneamente in mare le due tipologie di fucili!

 

 L’unica accezione sul tema è stata fatta dalla Mares che negli anni 90 ha posizionato tra grilletto e dente di sgancio un pernino di connessione in acciaio inox da 1.5 mm (in luogo di quello standard da 3 mm o di diametro 2 mm montato sui Magnum della Scubapro), operazione che ha prodotto un sensibile miglioramento nella dolcezza di azionamento.

 Purtroppo ciò che non è mai stato cambiato è il dente di arresto in metallo cementato basculante, il corto braccio di leva, la mollettina di recupero inox.

 Lo sforzo di carico applicato sulla mezzaluna del grilletto è sicuramente di svariati chilogrammi e ciò, agli effetti pratici, causa una scarsa dimestichezza con l’arma impugnata, un cattivo feeling.

 

 Nel dettaglio quando il meccanismo di sgancio non è dolce si perde, in realtà, anche un po di precisione sul bersaglio in movimento.

 Ma ciò che mi ha sempre fatto arrabbiare è il “gradino”, la specie di sobbalzo che si apprezza quando il dente d’arresto sta per sganciare il codolo del pistone.

Un fenomeno rilevante, e inaccettabile, che ho cercato di eliminare in vari passaggi e cioè lucidando le parti metalliche a contatto, variando appena gli angoli vivi, sostituendo la boccola e la bussola guida perno di connessione con del teflon caricato vetro, eccetera.

 Devo ammettere che il risultato finale è stato straordinario: chiunque abbia avuto l’occasione di testare i miei pneumatici “taroccati” è rimasto allibito dalla sensibilità di sparo e dalla delicatezza di sgancio conquistata.

Ma siccome il sottoscritto ama migliorare costantemente le sue armi “laboratorio” ho avuto l’occasione di effettuare un’ulteriore piccola modifica che aveva come obiettivo una miglioria del sistema.

 Ci sono perfettamente riuscito.

 L’idea mi è stata suggerita involontariamente da un ingegnere a cui ho sottoposto il quesito: “Perché si avverte quella specie di “gradino” quando premo il grilletto del fucile ad aria?”

 La sua risposta è stata articolata e complessa, sono stati esaminati bracci di leva e connessioni, carichi e angoli, ma poi, nel discorso, ho captato la seguente riflessione: “…quando il perno di connessione spinge all’insù il dente di ritegno questo non è perfettamente e saldamente centrato, ha la possibilità di basculare a destra e sinistra con una tolleranza orizzontale di alcuni millimetri, forse è questo il problema da cui deriva…”.

Pensa e ripensa al particolare sono sceso in garage e ho smontato completamente il mio fedelissimo 110, ho estratto la canna dall’impugnatura, e ho verificato attentamente il fenomeno.

In effetti il dente di aggancio ha la possibilità di “ballare” all’interno della fresatura della canna, e a seconda degli agganci con il codolo del pistone si muove scorrendo sulla spina di fermo.

 A quel punto mi è venuta un’idea: ho chiamato un caro amico tornitore, gli ho spiegato il caso e ho chiesto che mi venissero spedite due boccoline in materiale plastico autolubrificante.

 Franco è stato gentilissimo, mi ha inviato due tubicini di polietilene antifrizione di diametro 6 mm, opportunamente forati con un tramite di 4.1 mm per il passaggio del perno in acciaio: dovevo solo tagliarli a misura con un cutter affilato.

 Le due micro barrette di colore verde sono state quindi “affettate” in piccolissime rondelline da 2.1- 2.3 mm, dei distanziali di centratura, che con parecchio lavoro di adattamento manuale, una faticaccia (le micro boccole hanno un lato tagliato a 90 ° mentre quello che accoppia con la curva dell’interno canna da 10.8 mm è stato opportunamente raggiato con l’ausilio di carta vetro) sono stati posizionati ai lati del dente di sgancio e fermati con la classica spina inox di serie.

Il dente si alza senza attrito all’atto della liberazione del pistone ma gli è permesso di lavorare solo in senso verticale perché le due rondelline poste tra questi e la canna lo guidano nella corsa laterale impedendogli di interagire malamente con l’esile pernetto di connessione.

 Il risultato dopo vari mesi di test mi ha sorpreso perché ora il tiro è ancora più “leggero”, lo sgancio dolce e l’odiosa sensazione di sbalzo praticamente annullata!

Precisiamo che soltanto l'Airbalete Omer ha rivisto in toto il sistema di sgancio e, attualmente, non ha bisogno di modifiche perchè sono stati riprogettati i leverismi interni con molta attenzione.

Tutti gli altri, compreso l'ultimo Seac (che ha il pernino di connessione fine), non sono comunque intervenuti su design del codolo, bracci di leva del dente di ritegno, sistema di inter connnessione.

 

Ricordo che comunque se abbiamo le passate di filo molto tese, queste agendo sullo sganciasagola intervengono indurendo il grilletto .

Se poi a tutto questo vogliamo ulteriormente migliorare la velocità possiamo affidarci alla ditta STC che può fornirci un pistone“X-Runner”,  ci faremo sostituire il pistone originale con uno speciale l'  “X-Runner”, che  è costituito da un pistone abbinabile a tutti i fucili di classe oleopneumatica aventi una canna interna sia di 13 mm che di 11 mm, e di una speciale boccola di ammortizzo completamente ridisegnata che unisce materiali termoplastici ad alta resistenza con alto potere insonorizzante.

La particolare lavorazione delle sedi che ospitano gli o-ring, unitamente al particolare lubrificante tra essi presente, permette al pistone di scorrere all'interno della canna ad una velocità superiore a qualsiasi altro pistone in commercio.

 L'attrito delle parti in gomma, risulta nettamente diminuito, mantenendo comunque inalterate le doti di tenuta della pressione dell'arma. Ne derivano tiri molto veloci anche a distanze di tutto rispetto.

Materiale occorrente. Attrezzi specifici per smontare completamente il pneumatico, due tubicini in teflon o materiale plastico autolubrificante (6 mm di diametro esterno, foro interno 4.1 mm), cutter, carta vetro, due cacciavitini e una pinzetta a becchi per il posizionamento distanziali all’interno canna.

 

Testo di Emanuele Zara e Willy the Kidd