PERSONALIZZARE
IL GRILLETTO
Analizzando qualsiasi impugnatura attualmente in commercio possiamo verificare un certo interasse tra la depressione del calcio, il punto dove poggia l’incavo pollice/indice della mano, e la mezzaluna del grilletto. Nel numero precedente della rubrica “Fai da te” ho preso in esame la modifica dell’impugnatura accennando al fatto che personalizzandola si può controllare meglio il fenomeno del rinculo, la comodità di presa, la facilità di gestione dinamica o statica. La stessa pratica si può eseguire sul grilletto, un elemento fondamentale nella fase conclusiva di una azione di pesca. L’obiettivo prefissato consiste nell’adeguarlo al proprio modo di sparare, al tipo di mano e dita possedute, all’uso di guanti estivi o invernali. In fin dei conti le case produttrici di attrezzatura subacquea propongono elementi standard, di differente foggia e conformazione, e non tutti si possono ritrovare nel campione stabilito. Sulle mie armi ho raggiunto un buon equilibrio e soprattutto un alto livello di personalizzazione adattando la mezzaluna del grilletto alla lunghezza del mio dito indice: ora, come desideravo, quando sto puntando l’arma ho solo la prima falange che sfiora il grilletto e il tiro parte con la giusta sensibilità, con una pressione lieve.
| A tale proposito ricordo che nel passato, e credo attualmente esista ancora in commercio tale soluzione, sono stati presentati fucili di serie dotati di grilletti regolabili: per esempio sia la Mares (serie Sten) sia l’ellenica Demka proponevano un calcio con grilletto a geometria variabile. Il meccanismo di regolazione in un caso allungava solo un tratto del grilletto, esattamente la zona dove poggiava il dito, nell’altro il grilletto poteva basculare di parecchi millimetri, avanti o in dietro, grazie a un congegno a scatti. | ![]() |
Sono stato affascinato dall’ingegnosità della proposta e in effetti, in un primo tempo, ho cercato di adattare qualche ricambio su una delle mie impugnature: il procedimento è stato possibile (ad esempio ho montato gli splendidi grilletti in fusione inox, prodotti in serie limitata per i Supersten Mares, sugli SL della Cressi Sub) ma in conto bisogna mettere un’approfondita manualità e conoscenza tecnica perché l’intercambiabilità tra il grilletto di un’impugnatura e l’altra è fatto alquanto raro e difficilmente eseguibile. Un metodo assai più semplice, impiegabile su quasi tutti i grilletti che ci appaiono troppo corti rispetto alla porzione del dito impiegato nell’azionare lo sgancio, è quello di aggiungere uno spessore alla mezzaluna in oggetto. Prendo in esame il ricambio in plastica di un pneumatico, il settore dove il problema è maggiormente presente anche perché non ci sono grandi differenze di progetto tra un impugnatura e l’altra. Per l’arbalete lo smontaggio del grilletto quasi sempre prevede lo smembramento della meccanica di sgancio o l’estrazione della cassettina. Per prima cosa bisogna smontare il grilletto da modificare e per farlo in sicurezza si deve scaricare completamente il fucile dalla precarica di aria agendo sulla valvola a sfera posteriore, naturalmente verificando che l’eventuale variatore di potenza sia sulla posizione di massima.
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Terminato il procedimento e assicuratisi che non ci sia
pressione residua nell’arma si prende un cacciaspine da 3 o 4 millimetri, si
rimuove il perno in acciaio e si estrae il grilletto. Dopodiché si mette in
morsa e si studia il metodo migliore per modellare la mezzaluna. Personalmente
ho agito tagliando e limando una lastrina di tecnopolimero rettangolare (anche
con un minitrapano si lavora bene), spessa circa 8 mm e delle dimensioni di un
francobollo, sino a farla calzare precisamente sopra il grilletto. L’inserto
va maneggiato con delicatezza perché una volta fresato ha delle pareti laterali
molto sottili. L’adattamento tra le due parti richiede un po' di pazienza ma
una volta unite l’insieme non deve presentare vuoti e deve poggiare bene. Per
fissare stabilmente il castone sulla mezzaluna ho usato una colla strutturale
bicomponente e due spine finissime in acciaio inossidabile. Prima ho forato
trasversalmente, in due punti, l’inserto e un tratto del grilletto con una
punta da 1.5 mm; ho spalmato il mastice tra i due pezzi preventivamente resi
appena ruvidi con la cartavetro, ho atteso che asciugasse un po' secondo le
istruzioni, poi ho saldato tutto inserendo in aggiunta di rinforzo, con un
martellino, i due piccoli chiodini inox da 1.5 mm di sezione. Trascorso il tempo
di asciugatura del collante ho ripassato l’oggetto con lima, fresetta e carta
vetro a grana fine. Ho preparato così tre o quattro grilletti, e li ho montati
sia sui fucili lunghi per l’estate sia per i medio corti allestiti per la
stagione invernale. Materiale
occorrente: piccoli riquadri di materiale plastico tipo propilene spessi 7/8 mm;
seghetto da traforo; cutter; collante bicomponente; lime a taglio, spessore 5 e
6 mm; trapanino hobbistico, fresette e punte da 1.5 mm; carta vetro; pernetti in
acciaio inox da 20 mm di lunghezza diametro 1.5 mm (chiodini o ribattini);
martellino; morsa. |
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Testo
e foto di Emanuele Zara.