IL PNEUMATICO LUNGO
IN POCHE DOMANDE
Non sono molti coloro che possono apprezzare le eccellenti prestazioni balistiche di un lungo fucile pneumatico. Il mercato ha intrapreso da un po di anni un percorso alternativo, ha concentrato la progettazione e lo sviluppo delle sole armi a propulsione elastica e così il pneumatico è rimasto nell’ideale di molti come l’alleato fedele solo nelle misure corte o al massimo medie adoperate per lo più nella pesca in tana.
| Personalmente sono veramente affranto dalla lenta agonia di questo oggetto d’offesa che fonda la sua efficienza tecnica e balistica su un principio semplicissimo, la comprimibilità dell’aria. L’arma lunga pneumatica risulta facile da usare, abbisogna di pochissima manutenzione e non ha praticamente usura a parte la sostituzione di qualche guarnizione O-Ring e di pochi centilitri d’olio dopo svariate stagioni d’impiego, fornisce delle prestazioni ideali per fermare la corsa di un grosso pelagico o di una resistente cernia ancora oggi, a decenni dalla sua ideazione. L’estate è il periodo migliore per rispolverare un lungo pneumatico, un fucile che dall’impugnatura alla testata misuri oltre il metro di lunghezza, preferibilmente privo di riduttore di potenza e corredato da un’asta tahitiana da 7 o da 8 mm. | ![]() |
| Un metro, un metro e dieci centimetri fuori tutto, reali; un
cilindro in lega di alluminio di diametro contenuto, al massimo quaranta
millimetri, senza elementi supplementari posti al di sopra o di fianco che
vibrano e frenano in ogni caso gli spostamenti assiali; un oggetto che in acqua
si brandeggia agevolmente e che, soprattutto, si riesce ad occultare anche
dietro un gradino di roccia bassissimo, una depressione minuscola; l’arma
precisa, perfetta per sorprendere la ricciola, il dotto o il denticione a oltre
quattro, cinque metri dalla punta dell’asta! Perché
i pneumatici lunghi sono armi ideali al cospetto di grosse e resistenti prede? Perché
riescono a lanciare un’asta pesante, di diametro generoso (e che non si spezza
mai visto che non ha tacche fresate sul suo profilo) con una velocità molto
elevata in partenza ma, cosa più importante, conservata anche a diversi metri
di distanza cioè quando giunge sul bersaglio. Il risultato matematico di tali
variabili produce risultati impressionanti in termini di capacità d’offesa,
in efficacia terminale. Un pelagico di venti o trenta chili è un nuotatore
potente, ha una muscolatura capace di esprimere parecchia forza apprezzabile dai
subacquei nel momento della fuga quindi per avere buone chanches di cattura
bisogna che la freccia impatti sull’animale con un residuo di energia cinetica
abbastanza alto; questo fenomeno che sulla terra ferma è studiato dalla
Balistica Terminale (un interessante disciplina scientifica) rappresenta un
elemento di incredibile utilità perché offre la possibilità di shockare il
pesce, di minarne seriamente l’intrinseca vitalità proprio quando è al
massimo, all’inizio delle sue capacità reattive. Ciò è particolarmente
utile nel confronto di grandi serranidi, di lecce, di ricciole, di tunnidi. Il
pneumatico lungo poi, garantisce, (in virtù di un’alta percentuale di energia
cinetica residua a quattro, cinque metri di distanza) in quasi tutti i
frangenti, di trapassare da parte a parte pesci di svariate decine di chili,
pelagici con diametri corporei pari a quaranta, cinquanta centimetri, e nel caso
di dentici o pesci con corpo piatto di insagolarli direttamente: condizione
eccellente per ottenere una percentuale di recuperi positivi assai elevate visto
che quando la preda è finita sul filo si può considerare praticamente
catturata. |
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Perché
dimostrano una resa balistica così esuberante rapportata alle ridotte
dimensioni “fuori tutto”? Perché il sistema pneumatico, per sua concezione, riesce a immagazzinare energia, e restituirla al dardo con perdite di rendimento tutto sommate basse. Un pneumatico lungo possiede una corsa utile della canna pari, praticamente, alla lunghezza nominale del fucile. Una breve spiegazione per comprendere la questione: quando si arma il fucile pneumatico si comprime l’aria contenuta nella canna e nel serbatoio esterno tramite l’arretramento del pistone e naturalmente dell’asta vincolata ad esso. Al momento di premere il grilletto si libera istantaneamente il pistone che sospinto da tutte le atmosfere di pre-carica in violenta espansione contenute nel fucile (una sorta di molla a gas) proietta l’asta verso l’esterno per semplice attrito. |
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| In questa
semplice dinamica l’aria compressa spinge l’asta con una progressione
costante, la accompagna dal dente di aggancio alla boccola d’ammortizzo, e
nelle armi a propulsione pneumatica con canna lunga ciò significa spedire la
tahitiana fuori dalla volata a oltre quattro, cinque volte la lunghezza nominale
del fucile impugnato che, metro alla mano, non è mai superiore a
centotrentacinque centimetri (la misura più lunga commercializzata)! Perché
la pre-carica dell’arma riveste un ruolo importante ma non così fondamentale
nell’economia di un pneumatico lungo? Perché
immettere aria di pre-carica nel serbatoio di un pneumatico a canna lunga
significa aumentare la pressione, l’energia di spinta, e in ultima analisi le
performance del tiro. Ma bisogna stare attenti a non esagerare perché oltre un
certo limite non si riesce più ad apprezzare un incremento di prestazioni
esponenziale, e d’altro canto si fa una fatica bestiale per cercare di
armarlo. Insomma, spesse volte il gioco non vale la candela. Fucili pneumatici
iper carichi accusano uno stress marcato verso i componenti interni come le
guarnizioni statiche e dinamiche, il pistone, la boccola d’ammortizzo. Il
segreto, come in ogni altro settore, è ricercare l’equilibrio, lavorare su
tutte le variabili per ricavarne le migliori prestazioni e non pre-caricare il
più possibile il lungo pneumatico. |
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Perché
quasi tutti i pescatori modificano il loro lungo pneumatico?
Per
ottenere di più, per estrarre dal sistema pneumatico le migliori qualità
possibili. Torniamo alla premessa di questo articolo. I pneumatici soffrono un
aggiornamento tecnico, sono almeno dieci anni che le grosse ditte del settore
non fanno più investimenti su questa tecnologia dalla grandi potenzialità. Un
pneumatico da centodieci, cento quindici centimetri può esprimere delle
prestazioni balistiche eccezionali a patto di lavorare su qualche dettaglio
tecnico. Il primo settore che deve essere modificato è quello
dell’impugnatura: bisogna lavorare sul calciolo con della resina, con del
nastro isolante in modo da alzare la presa della mano il più possibile in linea
con la canna. Questa modifica migliora incredibilmente il controllo del rinculo
e parallelamente si riesce a sparare più precisamente e anche più lontano. In
seconda battuta bisogna assolutamente verificare che con l’asta inserita non
sia troppo negativo pena una gestione troppo faticosa in acqua. Un pneumatico
lungo scarsamente assettato si controlla con un galleggiantino di materiale
espanso non comprimibile a profilo idrodinamico posto nei pressi della volata.
Terza indispensabile operazione è il controllo dei fori d’evacuazione acqua
in testata: devono essere di diametro generoso, pre-angolati come inclinazione,
non coperti e parzialmente occlusi da una parte della canna. Il sistema Mamba ha
dimostrato le potenzialità di un pneumatico brevettando un congegno che
impedisce all’acqua di penetrare all’interno della canna: il pistone non
deve spingere il liquido quindi raggiunge velocità in uscita altissime. Fori
piccoli e “chiusi” in volata per un pneumatico lungo di serie determinano un
calo prestazionale sensibile.
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Anche
la ditta STC DAL 2009 ha messo in commercio un sistema ulteriormente
avanzato . La
filosofia del sistema “X-Power” è quella di non equipaggiare l'asta
con alcun sistema di tenuta. Sull'asta non sono |
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L'innovativo
sistema di tenuta del sistema “X-Power” si concretizza nella parte
finale della volata. Una speciale guarnizione Quest'ultimo,
disegnato anch'esso con strumentazione CAD, presenta nella parte finale,
una sezione maggiorata studiata per Una
rondella disegnata appositamente per la nostra asta consente una perfetta
“assialità” del tiro con conseguente precisione Il
codolo, disegnato per ogni tipologia di asta attualmente in commercio,
presenta nella parte posteriore, un piccolo foro di |
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Ma
veniamo alle fasi di assemblaggio del sistema “X-Power” sul nostro
oleopneumatico. Come per tutte le fasi di Eliminata
tutta l'aria dal serbatoio, procediamo al disassemblaggio della
“vecchia” volata, mediante una chiave o uno |
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Procediamo,
a questo punto, con l'innesto della nuova volata “X-Power” facendo
coincidere dolcemente le filettature della A
questo punto siamo pronti per riportare in pressione il nostro amato
fucile. La pressione di precarica massima per questa |
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Consideriamo
infatti che già con una pressione di “sole” 20 atm, un Cressi SL 100
standard (come esce dalla casa), è in grado
Perché
bisogna settarlo alla perfezione?
Perchè
qualsiasi arma e in special modo un pneumatico lungo deve essere tarato per le
proprie esigenze, per il tipo di fondale e di preda che s’intende catturare.
Inoltre un set perfetto estrae dal pneumatico lungo performance di eccezionale
bontà balistica. Solitamente quando si estrae dalla sacca ha un corredo di
serie che non soddisfa pienamente l’utente. Innanzi tutto l’asta filettata
da 7 o da 8 mm è preferibile sia sostituita con una tahitiana specifica per
pneumatici. Senza arpione, senza alette che comportano un incremento massiccio
della sezione idrodinamica frontale si agevola la velocità del tiro. Stessi
riguardi per lo scorrisagola che va scelto il più fine possibile: per rendersi
conto di quanto rallenta l’asta in uscita basta provare a sparare senza: si
resta sbalorditi! Ultimo intervento sul filo di collegamento tra il pneumatico e
la freccia: lo scorrisagola garantisce una tenuta alla trazione eccezionale,
quindi si può osare con il montaggio di tramiti esili come il monofilo di nylon
da 1.00 mm o al massimo 1.20 mm. Il grande Antonio Toschi ha settato il suo
straordinario 115 pneumatico con canna interna da 11 mm (un arma lunga capace di
passare ricciole di quaranta chili a cinque metri dalla volata), con un’asta
da 7 mm monoaletta a scomparsa, monofilo dello 0.90 mm su scorrisagola a
diametro ridottissimo tanto che la giunzione avviene per legatura sul corpo, non
per passaggio sulle classiche alucce laterali!
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Testo di Emanuele Zara e Willy the Kidd