Maschera
Lenti vicino agli occhi
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Perché le maschere da apnea attuali hanno le lenti
posizionate il più vicino possibile al piano oculare? Studiando gli ultimi modelli, ma la tendenza è incominciata parecchi anni fa, si nota che i cristalli sono sempre più vicini rispetto gli occhi. Questa caratteristica si è sviluppata sensibilmente con l’avvento della progettazione computerizzata in quanto si sono realizzati facciali e telai sempre più ridotti ai minimi termini. Il vetro posto a stretto contatto del piano oculare, infatti, permette di ampliare il campo visivo del sub in tutte le direzioni visto che normalmente risulta penalizzato dalla struttura deputata a sorreggere le lenti e dal fatto che queste sono piane (sono stati fatti tentativi di maschere con vetri curvi ma i problemi di distorsione che queste inducono ne hanno sconsigliato l’uso generalizzato). Per confermare questo fenomeno basta poggiare sul viso un modello vecchio magari dedicato a chi si immerge con le bombole: ci si renderà subito conto che con la vetratura posta a 35/40 mm dalla pupilla si avrà una visione anteriore sufficiente ma non appena si cercherà di proiettare lo sguardo sui laterali, verso l’alto o verso il basso, saremo colpiti dalla “chiusura” del campo visivo, una sorte di paraocchi per equini! Le ultime mascherine per apnea, anche in versione non proprio lillipuziana, possiedono facciali studiati per avvicinare il più possibile i cristalli al viso, magari appena inclinati verso il basso, che permettono di annullare quasi totalmente la percezione visiva della maschera. Ma la soluzione di cristalli a distanza ridotta significa anche che tra i vetri e il viso c’è pochissimo volume, una quantità d’aria assai ridotta. Nelle dinamiche di discesa è stato accennato il problema che insorge nella progressione del tuffo: per una legge fisica insorge la necessità della compensazione altrimenti si crea quella pericolosa depressione che da la percezione di esoftalmo bilaterale cioè si sente “aspirare” l’occhio verso l’interno della maschera. Per annullare il fenomeno spiacevole basta insufflare un poco d’aria così da riportare la pressione a valori compatibili. E’ comprensibile che un volume ridotto da compensare non potrà che essere apprezzato da tutti gli apneisti e in special modo da coloro che fanno immersioni a notevole profondità. Perché
la maschera in silicone tende ad appannarsi? All’ultimo
Salone Nautico ho avuto un lungo colloquio con un ingegnere di una prestigiosa
azienda di attrezzatura subacquea e nella discussione gli ho domandato se poteva
darmi la sua opinione sulla spinosa questione. In pratica succede che quando si
acquista una maschera in silicone, praticamente tutte quelle che ci sono in
commercio poiché i modelli con i facciali in gomma non sono più reperibili,
non appena si indossa e ci si immerge si nota che la lente o le lenti sono
appannate. L’alone che impedisce una visione nitida e che fa impazzire
l’apneista se non riesce a risolvere bene il problema è causato dalla
migrazione di silicone liquido durante l’estrazione della maschera dallo
stampo. E’ sufficiente che l’oggetto non venga immediatamente rimosso dalla
macchina, si tratta di secondi, perché sui vetri coli del silicone liquido.
Ecco spiegato perché ci sono maschere che si appannano e altre della stessa
linea produttiva che non presentano nessun problema. Questi si deposita con una
pellicola finissima, impalpabile e rende difficoltosa la vista. Testo e foto di Emanuele Zara
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