Monofoderato
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Le mute con una sola fodera vengono chiamate: monofoderate.
Esse possono essere realizzate in due versioni: o con il tessuto di rivestimento posizionato all’esterno o con la fodera a contatto con il corpo. Si tratta di due tipologie d’indumenti molto tecnici, che danno a questo capo sportivo una connotazione specialistica.
In tutt’e due i casi scopriamo il neoprene “a vista”: o impiegato direttamente sulla pelle, straordinario, caldissimo, oppure nella sua presentazione estetica, pelle nerastra e lucida, per chiudere idrodinamicamente tutta quella serie preziosa di cellette che fungono da micro contenitori d’aria.
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Il foglio di neoprene con un solo lato rivestito è molto elastico, in quanto non viene quasi alterata la proprietà originale del prodotto gommoso: rispetto ad una bifoderata ci sono molti punti a suo favore. Vi è il fatto che non ostacola la ventilazione, se non impercettibilmente; ha un assetto positivo maggiormente controllabile; è più calda poiché lo spessore del neoprene è sincero e non ingannevolmente al ribasso; si asciuga rapidamente. |
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Quando il capo ha il tessuto all’esterno è valorizzato soprattutto il fatto che in certi tipi di caccia occorre un vestiario che non faccia troppo pensare quando ci si ancora tra due scogli per un aspetto o quando si puntellano i gomiti per non essere trascinati via dal correntone.
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La proverbiale robustezza della fodera eviterà di rovinare precocemente la muta allontanando felicemente il giorno in cui se ne dovrà acquistare una nuova. I ricercatori dei metodi di pesca che prevedono fasi di occultazione, reperiranno un infinito numero di fodere colorate diversamente, in nuances pastello, sfumate, variopinte, mimetiche, a scomposizione di figura, per adeguarsi a quasi tutti i gusti preferenziale e alle situazioni oggettive. Chi sceglie il neoprene liscio come rivestimento esterno, desidera il grado d’asciugatura maggiormente veloce, in previsione di lunghi spostamenti in barca o sul gommone: il materiale non s’impregna di liquido, quindi si patirà meno il freddo. Il nero attira i raggi del sole e una inattesa riscaldata alla schiena e alla testa farà sempre piacere. Una superficie filante e liscia non comporterà praticamente attriti nei tuffi più fondi e la penetrazione nell’elemento liquido sarà efficace e silenziosissima. Per contro, all’atto della svestizione, si suderà un pochino se non avremo lubrificato in qualche modo il neoprene: posto a contatto con una parte uguale farà attrito e non scivolerà sopra l’altro con facilità. Esposto al sole lungamente tende a patire e a screpolarsi lievemente. |
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Emanuele Zara & Lucia Notarangelo