Monopelle o Sfoderato


 

 Che cos’è il monopelle? E’ denominata così una muta davvero senza compromessi, adottata da chi ricerca la massima espressione del neoprene purissimo. 

Gli agonisti più affermati possiedono capi di questa squisita fattura. 

Elasticità, vestibilità, termicità, sofficità sono alcune prerogative che offre il solo materiale gommoso espanso senza l’ausilio di elementi tessili ulteriori.

L’unica fodera ammessa, se così si può definire, è la pelle neoprenica che ricopre la parte esterna del materiale. L’intimo è naturalmente in termicissimo spaccato. Non esistono cuciture ma solo incollature. 

La muta, senza costrizioni di sorta che ne limitino in qualche modo le potenzialità, avvilupperà l’apneista come una custodia virtuale senza per questo farlo sentire soffocare o frenarne le movenze. 

 L’inspirazione e l’espirazione si completeranno in assoluta libertà, tanto da farci sentire “nudi” in mezzo al mare. L’opera di sigillo termico sarà espletata con una dovizia d’attenzione che non ha quasi confronti tra le mute umide. 

Dopo ore e ore d’immersione molti punti del corpo risulteranno ancora asciutti. 

Il monopelle è assai delicato quando lo si indossa ma non rivela eccessiva “leggerezza” durante le pescate. 

Sopporta molti stress fisici anche se è meglio non chiedergli di accompagnarci per lunghe stagioni pescando continuamente in mezzo agli spacchetti del grotto o tra le pietre irte di speroni taglienti. 

E’ invece indispensabile usare una cautela chirurgica nella fase della vestizione: i rischi maggiori si corrono proprio qui. 

I polpastrelli afferreranno delicatamente il materiale, senza toccarlo con unghie affilate, e la trazione applicata per stenderlo uniformemente sul fisico dell’atleta sarà misurata e mai brutale. 

     Un piccolo errore potrebbe pagarsi a caro prezzo. 

     La muta avrà bisogno di un sostanza scivolosa per assestarsi a dovere e non lacerarsi sia quando s’infilerà sia quando si leverà. La sezione della muta non dovrà essere troppo “magra” perché sotto i cinque millimetri vestirsi senza problemi è davvero impresa ardua: è sufficiente che un’unghia sbadata crei un punto di frattura per vedere aprire dei “ 7 ” micidiali. 

     La durata protratta per un paio di stagioni è già un buon traguardo perseguibile. Dopo l’uso apprezzeremo il tempo di asciugatura: appesa su una gruccia all’aria libera, senza mai essere sottoposta brutalmente alla canicola solare: anche una spessa muta da sei millimetri, ad esempio, impiegherà pochissimo per liberarsi da qualsiasi traccia di umidità. 

     L’assetto potrà essere calibrato perfettamente, con un numero corretto di piombi, poiché il comportamento esemplare del materiale non trarrà in inganno: non c’è nessuna fodera tessile che accumula liquidi e confonda le idee.

 

                                                                 Emanuele Zara & Lucia Notarangelo