Spaccato
Le immagini sull' Attrezzatura sono gentilmente concessi dalla
Per la parte interna, oltre ai filati poc’anzi accennati, c’è una soluzione un po sofferta, macchinosa, ma in grado di regalarvi un alto grado di calore e comfort: il neoprene spaccato.
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Chiamato in gergo anche “cellulare”, “cellulare spaccato”, “cellulare
aperto” è inconfondibile nella sua presentazione visiva. L’essenza
neoprenica è evidenziata intimamente: si notano centinaia di porosità
compatte, senza il pavimento che le sigilla. Il film di chiusura è assente e le
cavità sono, per l’appunto, spaccate, aperte. Il materiale spugnoso è
delicato, morbido: l’aderenza sull’epidermide è totale, segue il profilo
anatomico come nessun altro ordito di fili è in grado di fare.
L’isolamento all’acqua è semplicemente stupefacente: le piccolissime molecole liquide filtrate sotto la muta sono inglobate tra la pelle e l’anima delle cellette che la bloccano al loro interno. Il ricambio dell’acqua è bassissimo e quasi inavvertibile. L’unico problema si presenta all’atto dell’indossamento poiché la muta in spaccato non scorre sul corpo senza aiuti mirati. Con una discreta pazienza ed organizzazione pratica si può sormontare l’ostacolo e si godrà tutto il calore e la comodità che il “cellulare” può trasmettere. |
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Una novità sensazionale, da poco apparsa in commercio, è una copertura lievissima di polverina metallica, spalmata all’interno del neoprene spaccato. E’ denominata con vari appellativi che comunque sottolineano, quasi tutti, la medesima soluzione tecnica. Si tratta di una fodera termica speciale, di aspetto argenteo, micronizzata direttamente sul materiale spaccato micro cellulare. Al tatto non si sente nulla di particolare se non una superficie molto liscia e scorrevole; sembra una vernice strana ma appena indossata la muta si rimane veramente stupiti ed entusiasti. |
Secondo noi è una rivoluzione tra le mute perché unisce al calore offerto dallo spaccato, un ulteriore grado di protezione termica, forse merito delle mescole al titanio o chissà per cos’altro. Il maggior pregio, però, lo acquista e si apprezza durante la vestizione: scivola, si autolubrifica incredibilmente sull’epidermide, senza attriti, e una volta assestato facilmente e comodamente si appiccica fantasticamente “a ventosa”.
Emanuele Zara & Lucia Notarangelo