L’ADATTAMENTO FINE DELLA SCARPETTA MUSTANG C4
La C4 ha lanciato sul mercato qualche mese fa un’innovativa pinna con pala in composito dotata di una scarpetta rivoluzionaria, la Mustang. Io e il mio amico Gianni ne possediamo rispettivamente un paio e ormai le stiamo utilizzando con parecchia soddisfazione da parecchio tempo. Portandole al mare in ogni uscita ne abbiamo testato a fondo la bontà di spinta e al contempo abbiamo cercato di adattare al meglio la scarpetta Mustang al singolo piede (credevamo di averlo compreso ma evidentemente non era così...). L’eccezionalità del prodotto si reperisce proprio in questo fondamentale elemento poiché è risaputo che per trasmettere l'energia la scarpa deve conformarsi al meglio al piede. Il costruttore ha previsto una calzata differenziata, destra e sinistra, e un sistema di chiusura affidato a un lacciolo in gomma al pari di qualsiasi altra scarpetta sportiva. In questo modo il singolo atleta ricerca la migliore compatibilità tra arto e pinna semplicemente regolando la tensione del vincolo elastico. Naturalmente anche per il sottoscritto che in anteprima mondiale ha eseguito un test in mare pubblicato sul numero 198 di Pescasub & Apnea (Marzo 2006) c’è voluto un po' di tempo per capire al meglio come tendere la stringa: quando pensavo di aver compreso le molteplici possibilità di adattamento ho avuto un piccolo problema. Dal momento in cui ho cambiato calzari l’attrezzo in questione ha iniziato a farmi male sul collo del piede, a puntarmi su un osso sporgente, e anche allentando completamente il lacciolo (la scarpetta della C 4 si può tranquillamente impiegare senza chiusura) non ho risolto la questione. Che fare? Ho interpellato Marco Bonfanti, il titolare della C 4, che mi ha inviato una mail così esaustiva e illuminante che ho pensato di girare a tutti i lettori poiché grazie a questa delucidazione tecnica ho potuto calibrare davvero alla perfezione la mia calzata!
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La E-Mail della C4 è la seguente: “Dato che le forme dei piedi sono simili ma ben lontane dall'essere uguali, facendo le scarpe Mustang ho inserito sia la possibilità di regolazione tramite cordino elastico, sia di termo modificazione usando appositamente un materiale termoformabile, uno speciale e costoso poliuretano. A priori, infatti, riesce impossibile sapere con esattezza le precise misure dei piedi dei clienti, non c'è soluzione tecnica al problema "pezzo di serie a misura perfetta" (o almeno io non sono stato capace di trovarla) e questa mi è sembrata l’unica strada percorribile. Certamente se avessi fatto misure più larghe e meno precise qualche piede in più entrava nella scarpetta Mustang senza problemi (qualcuno, non tutti ) ma avremmo perso la bontà di trasmissione dell’energia che è l’aspetto straordinario delle pinne Mustang. Per la stessa ragione, l'efficienza delle pinne, ho ritenuto necessario fare l'attacco pala-scarpa diverso dallo standard, questo perché lo standard, lo dice la parola, riporta a prestazioni standard! Nell'adattamento
personale della scarpa oltre alla regolazione, facoltativa, del lacciolo si può
quindi scaldare il punto della scarpetta che si desidera modificare sulla
propria anatomia (lo si può fare decine di volte). Il poliuretano impiegato
permette un facile modellamento, è difficile rovinare il materiale (anche
questo è stato previsto) perché il poliuretano scelto ha una temperatura di
rammollimento ben lontana da quella di fusione/bruciatura. Inoltre il materiale
plastico ha una sua memoria di forma per cui se ad esempio si allarga troppo la
scarpetta sarà sufficiente riscaldarla nuovamente ed essa ritornerà alla forma
originaria. In ogni caso se per un malaugurato caso si rovinasse la scarpa
adattandola, la cambio in garanzia.“ Il lavoro di termo adattamento della scarpetta Mustang è facilmente eseguibile da chiunque. Occorre solamente adoperare una pistola termica o un phon asciugacapelli e per questo un po' di cautela nel processo di riscaldamento. Personalmente ho usato uno sverniciatore con regolazione di temperatura elettronica che ho impostato sui 100 gradi C°. Non c’è bisogno di separare la pala in carbonio dalla calzata in poliuretano ma è consigliabile, tanto basta rimuovere le due viti di fermo. Dopodiché ci si procura un cucchiaio robusto, un calzascarpe in metallo o un pezzo di legno stondato. Decisa la zona da modificare (nel mio caso sono bastati pochissimi millimetri all’altezza del collo del piede) si deforma con uno di questi utensili e si procede contemporaneamente a riscaldare l’area interessata. Se avete un amico in grado di aiutarvi a tenere ferma la scarpetta e meglio se no ci si arrangia con dei piombi. |
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In un paio di minuti l’elastomero diverrà cedevole, e raggiunto il
livello di modificazione desiderata si tufferà la scarpetta in una bacinella
con acqua fredda (oppure sotto il rubinetto) così che il materiale si
stabilizzerà nella forma stabilita. Con questa metodica di termo formazione, lo
capite benissimo, si può agire in ogni angolo della scarpetta e si raggiunge un
livello di calzata assolutamente eccezionale: le prestazioni delle Mustang, che
già nelle norma stupiscono, diventeranno ancora più elevate!
Materiale
occorrente termo modifica scarpetta Mustang C4.
Pistola
termica o phon; cucchiaio o altro attrezzo per attuare modifica sotto
riscaldamento; secchio con acqua fredda; eventuale peso in piombo e cacciavite a
stella.
Testo
& foto di Emanuele Zara