LA LAMPADA
PERFETTA IN POCHE DOMANDE
La lampada è un accessorio presente in tutte le borse dei subacquei, da generazioni. Il mondo sottomarino nasconde molti segreti, la luce solare non riesce a filtrare in grande quantità attraverso l’acqua del mare così nelle zone d’ombra, nelle caverne, in antri e spaccature varie si rende necessaria una fonte di luce artificiale per poter effettuare una buona esplorazione. Questa, più o meno potente, più o meno grande come dimensioni riesce a vincere il buio e a mostrare gli angoli più bui e profondi del fondale marino. Ci sono molte specie ittiche che abitualmente si rifugiano in tana durante il giorno o perché hanno questa abitudine naturale oppure perché si sentono in pericolo e cercano una sicurezza maggiore. Purtroppo la pressione antropica ha determinato un cambiamento di abitudini comportamentali nella maggioranza di pesci che vivono nella fascia litorale così avviene che la ricerca si spinge in buchetti dall’architettura sempre più complessa, sempre più buia quindi la lampada subacquea si è dovuta specializzare nell’offrire maggiori performance luminose e contenere al massimo le misure d’ingombro.
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Perché nelle pesca in tana è quasi indispensabile l’utilizzo di una fonte luminosa artificiale usata con criterio? Ci sono altri casi in cui risulta indispensabile? Perché lo impone l’attuale situazione marina. Chi pratica con una certa assiduità la tecnica della pesca in tana ha constatato che con il passare degli anni è sempre più difficile trovare il pesce nascosto in spacchi ampi, in anfratti facilmente scrutabili. La realtà è quella che le prede classiche come i saraghi, le corvine scelgono rifugi strettissimi, lastrine nascoste nell’alga, tane dall’interno tortuoso e con meandri dove non filtra un solo raggio di luce solare. Il pescatore in apnea è praticamente costretto a usare una buona torcia se vuole scovare i pesci. Solitamente lo specialista compie un primo “passaggio” affacciandosi alla tana contemporaneamente con maschera, torcia e fucile. Dopo una prima occhiata cerca di abituare la vista all’oscurità e soprattutto si sforza di percepire i pesci nella penombra. Dopodichè, se non riesce a spingere lo sguardo nelle pieghe e negli angoli più bui della crepa accende la lampada subacquea. Conviene sempre procedere con questa sequenza perché un uso eccessivo della luce artificiale può mettere in allarme i pesci e rendere ancora più difficile la cattura. Un altra situazione in cui capita di impiegare una torcetta subacquea si determina dopo aver sparato a un pesce che immediatamente cerca rifugio all’interno di un antro profondo e scuro. Può trattarsi di un bel serranide ma anche di qualche preda da acqua libera come il dentice. Il fascio di luce artificiale consente di studiare la posizione dell’animale e scegliere la modalità più rapida o il punto migliore per recuperarlo. Perché
è importante che il modello scelto non sia di dimensioni eccessive? Perché così si riesce a ottimizzare la ricerca tenendo conto che una torcia di piccole dimensioni è più che sufficiente per l’esplorazione della maggioranza delle tane. Il pescatore in apnea, inoltre, si circonda di accessori il più possibile contenuti, articoli dal favorevole rapporto qualità/dimensioni perché ha un tempo limitato d’apnea quindi deve economizzare su ogni dettaglio che potrebbe incidere negativamente sulle sue performance. Nell’evoluzione dell’attrezzatura subacquea la torcia dedicata agli apneisti ha ridotto moltissimo il volume d’ingombro ma al contempo è riuscita a migliorare la qualità del fuoco, l’autonomia degli accumulatori, la resa luminosa. Nella scelta bisogna privilegiare un corpo lampada piccolo e che si possa afferrare comodamente e spontaneamente perché quando la si vuole utilizzare deve essere subito reperibile, anche solo ruotando il polso. Una torcia così offre l’innegabile vantaggio di essere adoperata nelle tane più strette sicuri che la sua testa non urta sulle pareti e allo stesso tempo può essere manovrata con maggiore libertà d’azione in tutte le situazioni, dinamiche e statiche. Perché chi usa frequentemente la torcia subacquea è molto attento al tipo e alla qualità del fascio luminoso? Perché non tutte le lampade possiedono una luce d’intensità eccellente e un fuoco di tipo spot. Nel panorama moderno ci sono produttori che distribuiscono torce per i pescatori in apnea nettamente all’avanguardia rispetto ad altri prodotti similari. Per rendersene conto basta accendere la lampada in un angolo del negozio abbastanza scuro e verificare su una parete il tipo e la qualità di luce proiettata. Solitamente si simula la distanza di un metro, un metro e mezzo, quella media che si reperisce in ambiente reale. Ci sono torcette ben progettate con una parabola in
grado di concentrare i raggi luminosi su un diametro ridotto, prerogativa ideale
per riuscire a vincere la sospensione eventualmente presente all’interno della
tana mentre quelle meno valide proiettano dei fasci di luce troppo dispersivi,
ampi, e con vari “buchi” e aloni di riempimento. Naturalmente se la luce non
si “allarga” eccessivamente otterremo una resa luminosa alta anche con una
lampada non eccessivamente potente. Dopo essersi accertati che la pila che si
sta per acquistare illumina in modo giusto e “pieno” si passa a considerare
il tipo di lampadina e la potenza luminosa in grado di esprimere. Una decina di
watt sono il massimo ma il dato che interessa maggiormente riguarda un tipo di
luce bianchissima, una temperatura colore elevata che in alleanza con il fuoco
spot ci darà la sicurezza di esplorare minuziosamente ogni tana. Perché si deve preferire un sistema di accensione e spegnimento di assoluta efficienza? Perché la valutazione di una torcia adatta ad un pescatore in apnea è imprescindibile da un buon interruttore. Innanzi tutto è inutile manovrare una torcia subacquea dalle dimensioni estremamente compatte se non si riesce a reperire subito il comando di accensione e spegnimento. La manovra deve risultare istintiva, la torcia deve essere concepita secondo una linea di presa ergonomica atta a farci trovare con la stessa mano che la impugna il pulsante: ci si affaccia alla tana con la certezza che al bisogno disporremo immediatamente del fascio di luce artificiale. In seconda battuta deve essere il
pescatore a decidere quando si accende o meno la lampada. Non si può rischiare
che uno scarso sistema di sicura, di blocco interruttore inefficiente permetta
un’accensione occasionale all’interno delle sacca di trasporto perché
all’atto di usarla ci troveremo, molto probabilmente, con una pila scarica.
Per lo stesso motivo è preferibile che la slitta di comando
accensione/spegnimento possegga un richiamo automatico cioè che mollando il
dito che l’ha azionata si spenga subito la torcia subacquea: la luce serve
solo all’interno della tana non in risalita o mentre si sta pinneggiando verso
il fondo… |
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Perché bisogna cauti nell’acquisto di una torcia da apnea con una determinata tipologia di accumulatori da inserire all’interno, o previsti come alimentazione esclusiva? Perché ogni costruttore consiglia un determinato tipo di pile e con questi accumulatori si otterrà la qualità e l’autonomia di luce migliore. Oltretutto certi apparecchi sono dotati di speciali circuiti elettronici studiati appositamente per far funzionare al meglio un dato pacco accumulatori con il voltaggio nominale della lampada montata quindi ogni modifica potrebbe alterare seriamente la lampada. Gli esperimenti approssimativi e compiuti senza conoscenze teoriche corrette possono indurre a grossolani errori. Calcolate ad esempio che sostituire un classico pacco batterie alkaline da 1.5 volt con delle pile ricaricabili al nickel metal hydrato (NiMN), disponibili solo da 1.2 volt, non determina la stessa tensione finale, non fornisce la stessa intensità luminosa al bulbo della lampadina. Una torcia subacquea non si tiene accesa in continuità bensì solo quando si esplora una tana. |
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Con qualsiasi computer da polso ci si rende conto che anche se si pesca
per cinque o sei ore con un ritmo bestiale è piuttosto raro superare un totale
di un ora e mezza trascorsa sotto la superficie marina; e il tempo passato con
la luce accesa dentro una crepa a quanto ammonta? Mezz’ora, un quarto d’ora,
dieci minuti in totale? Come vedete non sempre è consigliato acquistare un
modello di torcia più costoso perchè dotato di accumulatori ricaricabili.
Inoltre se si è soliti usare la torcia subacquea di tanto in tanto bisogna
sapere che praticamente tutti gli accumulatori ricaricabili posseggono un’autoscarica
elevata cioè perdono rapidamente la capacità di accumulo della corrente.
Potrebbe capitare quindi di prendere la torcetta sicuri di aver messo sotto
carica il pacco batterie un paio di settimane prima, non averla mai accesa, ma
accorgersi che ora emette una luce fioca e debolissima…
Testo e foto di Emanuele Zara