La barriera corallina

 

La barriera corallina è uno dei più antichi ecosistemi della Terra, comparso prima dei dinosauri e caratterizzato da diversi fattori. Essa è tipica delle zone tropicali e subtropicali, dove l’alternanza delle stagioni non porta mai periodi di freddo o di brutto tempo.

Affinchè la barriera possa crescere l’acqua deve essere calda (la temperatura non deve essere inferiore ai 23°C in nessun periodo dell’anno), limpida, relativamente poco profonda, priva di sedimenti, melma o di fango. Queste condizioni, a partire dalla temperatura, nei mari temperati non sono presenti, e per questo motivo le barriere coralline non si formano, mentre nelle coste occidentali dell’Africa e dell’America la loro presenza è limitata a causa del transito delle correnti fredde che fanno abbassare la temperatura dell’acqua.

Le barriere coralline sono delle strutture a nastro che si sviluppano a notevole distanza e parallelamente alla costa ed oggi coprono una superficie complessiva di 600.000 Km2 cifra che rappresenta soltanto lo 0,2% della superficie degli oceani. La barriera corallina più grande del mondo è la “Grande Barriera Corallina” che si estende lungo le coste dell’Australia per oltre 200.000 Km2, fino allo Stretto di Torres.

La barriera corallina è un ecosistema vivente formato principalmente da “corallo”. Quest’ultimo termine è quello che viene più comunemente utilizzato per indicare una colonia di individui ognuno dei quali si chiama polipo (da non confondere con il più noto polpo). Il polipo è un organismo che possiede un guscio calcareo di CaCO3, detto “teca”,  utilizzato per proteggere il suo corpo molle e gelatinoso. Le specie di polipi che formano le barriere coralline sono molte e diverse producendo un enorme diversità di colori e forme. La configurazione della barriera dipende dal modo di accrescimento di questi organismi.

Nel complesso ci sono 2.500 specie di corallo e il loro aspetto può variare molto, spazia dalle forme piatte, tondeggianti, a quelle erette e ramificate. Man mano che le colonie producono nuovi polipi quelli più in basso muoiono ed altri strati di polipi si aggiungono a quelli morti. Alcuni scheletri possono rompersi a causa dell’azione del moto ondoso, della predazione da parte di altri organismi ecc… . La varietà della colorazione è pari alla varietà delle forme: azzurro, rosso, giallo, rosa e bruno dorato.

All’interno delle barriere coralline oltre ai polipi vivono altre numerosissime specie di organismi come per es.: anellidi, poriferi, molluschi, alghe calcaree, echinodermi ecc… . un piccolo tratto di barriera ospita centinaia di migliaia di specie di animali. Circa 1.500 specie di pesci vivono tra le costruzioni coralline. Questi organismi presentano una molteplicità di colori dal giallo, al rosso, dall’azzurro, al nero e arancione, tonalità che possono essere presenti in diverse combinazioni, dando vita ad un arcobaleno di colori, unico al mondo. L’intensa e continua predazione da parte di tutti gli oragnismi che popolano gli anfratti della barriera, in particolare il pesce pappagallo e il pesce balestra, ha provocato continui cambiamenti della sua conformazione. Questo incredibile ecosistema è in grande pericolo di estinzione a causa dell’attività dell’uomo che usa il mare come “discarica”, dalla sua pesca intensiva ed abusiva, dall’effetto serra che ha già distrutto il 16% delle barriere, dagli idrocarburi, dai fertilizzanti e dall’innalzamento della temperatura del mare che provoca la morte dei coralli, senza parlare del più recente disastro causato dallo “tsunami” sulle coste della tailandesi, che ha spazzato via in poche ore una consistente parte della barriera presente in quei luoghi, per il cui ripristino invece occorreranno diversi anni.

Marina Schiano Lomoriello