I Poriferi

I Poriferi, più comunemente conosciti come spugne, sono animali invertebrati comparsi nel Precarboniano che ben poco si sono modificati da allora. Sono esseri molto semplici, privi di organi, di cellule nervose e di bocca, e vivono esclusivamente nell’acqua, per lo più marina.

Di essi sono note oltre 6000 specie presenti in tutti i mari ed in diversi laghi. Le spugne sono organismi bentonici e sessili, cioè vivono fissi al fondale: sono diffuse in tutti i fondali, dai tropici ai poli, fino a profondità abissali; spesso vivono in colonie ed a volte anche isolate.

 La loro forma, spesso non definita, e i loro colori sono molteplici e variano a seconda dell’ambiente di vita. Le spugne che vivono in acque tranquille sviluppano forme a coppa o arborescenti, esse si innalzano come piccoli alberi, mentre quelle che popolano acque con forti moti ondosi o correnti possono assumere forme appiattite, globose e che incrostano le rocce. I loro colori variano dal rosso, al violetto, arancio, bianco, blu, azzurro, ecc…  e le loro dimensioni vanno dai pochi millimetri a più di un metro.

I poriferi presentano tre tipi di struttura interna del corpo:

Ø      Acron, il più semplice, costituito da un corpo cilindrico alla cui estremità è situato l’oscuolo;

Ø      Sycon, nel quale la parete del corpo può presentare pieghe e ispessimenti;

Ø      Leucon, che è il più diffuso, in cui il rivestimento interno di coanociti è limitato a piccole camere.

Nelle spugne lo scheletro interno può essere di carbonato di calcio, di silice o di una sostanza organica, detta spongina, o misto di silice e spongina.

Il termine porifero significa letteralmente “portatore di pori”, e questa è la principale caratteristica di questo phylum. I pori sono di due tipi, inalanti (osti), che permettono all’acqua di entrare, ed esalenti (oscuoli) che hanno delle dimensioni maggiori e permettono l’uscita dell’acqua. All’interno delle spugne è presente un complesso di canali acquiferi che permettono il passaggio dell’acqua poiché sono organismi filtratori, che si nutrono di piccoli organismi e particelle organiche sospese nell’acqua. Il sistema di filtraggio è possibile grazie all’azione di coanociti, cellule flagellate che, con il movimento dei loro flagelli creano una corrente che permette all’acqua di penetrare negli osti. L’acqua che passa all’interno dei canali porta ossigeno e cibo all’organismo e asporta le scorie.

I poriferi possono riprodursi sessualmente, producendo uova che rimangono all’interno del corpo della spugna e spermi che raggiungono le uova, oppure asessualmente per gemmazione, in cui le gemme “fioriscono” generando nuovi organismi.

All’interno dei pori e dei canali possono vivere diversi organismi simbionti come gli echinodermi, piccoli pesci e crostacei, o vermi, e molti sono gli organismi che si nutrono di essi come i pesci, gli anellidi, i molluschi e gli echinodermi.

Il Phylum porifera viene generalmente suddiviso in 4 classi:

Ø      Calcispongie o spugne calcaree, prendono questo nome perché il loro scheletro è costituito da spicole di carbonato di calcio. Questa specie vive soprattutto lungo i litorali;

Ø      Demospongie, questa classe contiene il 95% delle specie di spugne, sono prive di scheletro, oppure questo è formato da spicole silicee o fibre dispongina, si trovano in habitat molto diversi;

Ø      Sclerospongie o spugne coralline: comprende poche specie che vivono in grotte e sulle scogliere coralline;

Ø      Esattinellidi o spugne vitree o silicee: le spicole che formano lo scheletro, hanno 6 punte e si possono trovare in profondità elevate.

 

Marina Schiano Lomoriello