Gattopardo e Gattuccio

 

La colorazione di fondo del corpo del Gattuccio (Galeus canicula) è grigio-giallastra o grigio-rossiccia con numerose macchie brune, nere e bianche sul dorso e sui fianchi, il ventre è bianco sporco. Può raggiungere, nei nostri mari, 80 cm. di lunghezza (raramente arriva al metro).

È piuttosto frequente su fondi fangosi profondi e sulle secche a coralline, da 20 a 400 mt. di profondità.

Ha abitudini notturne e può trovarsi anche su fondi sabbiosi detritici o sulla prateria di Posidonia. Si nutre di piccoli invertebrati di fondo.

È una specie ovipara che si riproduce durante tutto l’anno in maggior misura in inverno e primavera. È un pesce molto raro che si avvicina alla costa prevalentemente nei mesi invernali; non lo si troverà mai a modeste profondità, (sempre oltre i 15 m.) ed è rarissimo vedere un gattuccio che nuoti: gli incontri sono sempre fortuiti e lo troviamo inerte e sonnolento posato sul fondo o anche dentro una tana.

È di facile cattura perché permette un facile avvicinamento ed offre scarsa resistenza una volta arpionato.

È bene ricordare che il fegato dei gattucci è assai tossico.

Altra specie mediterranea del genere Scyliorhinus è il Gattopardo (Scyliorhinus stellaris), che differisce per la forma del corpo più tozza e più schiacciata nella testa e soprattutto per la colorazione che è bruno chiara con grosse macchie scure al cui centro si trova una zona chiara (simile al manto del leopardo) e una lunghezza anche di 1,5 metri.

Per noi cacciatori il pericolo sta nella fase di recupero in quanto il pesce, ferito, cercherà di mordere, per cui bisognerà finirlo col coltello prima di togliergli l’asta.

Il pericolo è nella stretta che blocca non tanto nei dentini; se per caso una mano rimanesse nelle sue fauci fare leva con il coltello per aprire la mandibola.

Terapia: la ferita va subito lavata con acqua di mare e sarà opportuno spremerla per farne uscire il sangue ed eventualmente le tossine, quindi disinfettare con mercuro-cromo.

 

Nel Mediterraneo sono presenti:

Il Gattopardo, il Gattuccio, il Gattuccio boccanera, e il Gattuccio atlantico

 

 

Gattopardo (Scyliorhinus stellaris)

 

 

 

Classe: Selaci

Sottoclasse: Plagiostomi

Ordine: Squaliformi

Famiglia: Sciliorinidi

Descrizione: caratteri molto simili al gattuccio, tranne per la colorazione, che è più chiara e con macchie più grosse, meno fitte e spesso circolari, con una zona più chiara al centro. Abbocca agli ami e può finire nelle reti a strascico ed è catturato con fucili subacquei.

Abitudini: simili al gattuccio, preferendo però le zone scogliose con acque limpide tra i 20 e i 60 mt. di profondità.

Dimensioni: circa 100 - 150 cm. di lunghezza.

Distribuzione: comune nel Mediterraneo e nei nostri mari.

Nomi dialettali: sgatto (Napoli).

 

Gattuccio (Galeus canicula)

 

 

Classe: Selaci

Sottoclasse: Plagiostomi

Ordine: Squaliformi

Famiglia: Sciliorinidi

Descrizione: corpo slanciato, muso corto e rotondeggiante, con occhi ovali e infossati; la bocca è fornita di numerosi dentini. Come gli altri rappresentanti della famiglia depone le uova racchiuse in astucci cornei di 10 cm. attaccati a gorgonie o altri appigli di fondali rocciosi.

Abitudini: pesce molto pigro, trascorre gran parte del tempo adagiato sul fondo, a profondità variabili tra i 20 e i 400 mt. È carnivoro e si nutre di piccoli pesci, gasteropodi e vermi. Si pesca abbondantemente con le reti a strascico su fondali fangosi.

Dimensioni: circa 80 cm. di lunghezza.

Distribuzione: noto nel Mediterraneo, molto comune nei nostri mari

Nomi dialettali: cacciottiello (Napoli).

 

 

Gattuccio boccanera (Galeus melastomus)

 

 

Ordine: Squaliformi

Genere: Galeus

Descrizione: Galeus è dal greco galeós, squalo; mélas, nero e stómas, bocca per la bocca nera. Squalo di piccola taglia, con corpo abbastanza panciuto. Capo depresso, muso largo, narici senza barbigli, con pliche nasali molto corte; occhi laterali, allungati orizzon-talmente. Pinne dorsali qusi uguali, con origine la prima sopra o poco dietro la fine della base delle pelviche, la seconda sopra il terzo posteriore della base dell’anale; anale molto più grande della seconda dorsale e più lunga della distanza interdorsale, cresta di grossi dentelli appuntiti lungo il bordo dorsale della pinna caudale. Colore del dorso bruno, con 15-18 chiazze scure sui fianchi, ventre crema, apice delle dorsali e della pinna caudale bianchi, interno della bocca nero.

Abitudini: vive lungo le piattaforme e i margini superiori delle scarpate continentali, vicino al fondo, da 50 a 1000 metri di profondità, di solito tra 200 e 500 m. Si nutre essenzialmente di invertebrati bentonici, ma anche di cefalopodi e gamberetti, di altri piccoli Elasmobranchi e di piccoli pesci ossei. Pescato soprattutto con reti a strascico per consumo umano; in alcuni paesi africani se ne utilizza anche la pelle.

Dimensioni: lunghezza totale massima 52 cm, comune 10-40 cm.

Distribuzione: Atlantico orientale dalla Norvegia al Senegal. Nel Mediterraneo è presente ovunque, ma è più raro nel bacino orientale; nei mari italiani è molto raro nell’Adriatico settentrionale.

 

 

Gattuccio atlantico (Galeus atlanticus)

 

 

Ordine: Squaliformi

Famiglia: Sciliorinidi

Genere: Galeus

Descrizione: il suo nome deriva dal greco Galeós, squalo e atlanticus in quanto la sua presenza era nota inizialmente solo nell’Atlantico. Di piccola taglia con corpo snello, muso largo e allungato; occhi laterali, allungati orizzontalmente. La pinna caudale è asimmetrica con lieve incisura subterminale, lobo inferiore poco sviluppato, che inizia poco dietro l’anale; cresta di grossi dentelli appuntiti lungo il bordo dorsale della pinna caudale. Colore: dorso grigiastro uniforme nella metà anteriore; 8-9 chiazze sellate scure lungo la parte posteriore e la pinna caudale, separate da una ristretta fascia chiara del colore dei fianchi; ventre biancastro; dorsali scure, con bordo posteriore chiaro; bordo inferiore della pinna caudale scuro.

Abitudini:

specie poco conosciuta in quanto spesso confusa con altre speci, vive nelle acque profonde, vicino al fondo, da 200 ad oltre 700 metri di profondità. Pescato con le reti a strascico, è utilizzato per consumo umano. Poiché viene solitamente confuso con il Gattuccio boccanera, le notizie sulla sua biologia e distribuzione sono ancora frammentarie.

Dimensioni: lunghezza totale massima 45 cm.

Distribuzione: Atlantico orientale, dal Marocco alla Namibia. Nel Mediterraneo è noto solo per l’estremità occidentale.