Squalo leuca (Carcharhinus leucas)  

 

 

Ordine: Squaliformi  

Famiglia: Carcharinidae  

Genere: Carcharinus

Descrizione: Squalo grigio massiccio, con muso molto corto e tondo; occhi piccoli; denti larghi, triangolari, con margini seghettati; i superiori più larghi, gli inferiori più sottili,. Pinne pettorali grandi, triangolari; prima dorsale grande e, come la seconda, con margine libero posteriore corto. Pinne con apici più scuri, ma senza margini netti. Il suo nome deriva dal greco Karkharos, aguzzo + rhinós, naso, e leukós, bianco (per via del colore grigio chiaro). Muso molto corto, meno della larghezza della bocca; occhi piccoli e tondi. Prima pinna dorsale grande, triangolare, con margine libero posteriore corto, con origine sopra o poco dietro l’ascella delle pettorali; seconda dorsale relativamente grande, anch’essa con margine libero posteriore corto. Colore del dorso grigio chiaro, apici delle pinne più scuri, soprattutto nei giovani.

Abitudini: squalo che può vivere sia in acque con salinità superiore al 50%, sia in acqua dolce. Si trova da profondità molto ridotte (meno di un metro) fino a circa 150 metri. Predilige acque torbide, fangose. Apparen-temente lento nel nuoto, può in realtà compiere scatti repentini durante l’attacco; i giovani spesso saltano fuori dall’acqua, avvitandosi su se stessi. Ha una dieta estremamente varia, quasi quanto lo squalo tigre; si nutre di altri pesci ossei e di Elasmobranchi (soprattutto gli adulti), di tartarughe, uccelli, delfini e resti di grossi cetacei. Viene pescato attivamente, sia con palangari, sia con attrezzature artigianali, per la sua abbondanza e per la facilità di catturarlo vicino a riva e anche in acque dolci. Se ne utilizza la carne, sia fresca che affumicata, per consumo umano, le pinne per la zuppa, la pelle per il cuoio, il fegato per l’olio e la carcassa per ricavarne farina di pesce. Insieme allo squalo bianco e allo squalo tigre, è una delle tre specie più pericolose per l’uomo. Per le dimensioni e la forza, per l’amplissima distribuzione, la versatilità nella dieta e la vicinanza alle attività umane. sia in mare che in acqua dolce, oltre che per la capacità di cacciare anche in acque torbide e fangose, può essere addirittura considerato lo squalo più pericoloso in assoluto. Nello stomaco di questo squalo sono stati trovati anche resti – interi o in parti – di mammiferi terrestri come antilopi, bovini, bradipi, cani, ratti e persone.

Dimensioni: lunghezza totale massima 3,5 metri di solito inferiore ai 3 metri.  

Distribuzione: ampiamente diffuso lungo le coste di tutti i mari tropicali e subtropicali, si spinge anche nei fiumi e nei laghi, fino a notevoli distanze dal mare (migliaia di chilometri). Nel Mediterraneo la sua presenza è dubbia.