Squalo orlato (Carcharhinus limbatus)

 

 

Classe:  Selaci  

Sottoclasse:  

Ordine:  Squaliformi  

Famiglia:  Carcharinidae  

Genere: Carcharinus  

Descrizione: dal greco Kàrkharos, aguzzo e dal latino Limbatus, orlato, per i caratteristici bordi scuri delle pinne. Squalo grigio massiccio, con muso abbastanza lungo e appuntito; occhi piccoli. Apici delle pinne solitamente neri nei subadulti e adulti. Per tutte le specie di Carcharhinus del Mediterraneo, ampiamente confuse tra loro, vengono utilizzati i nomi regionali citati per lo Squalo grigio (Carcharhinus plumbeus). Muso lungo quanto la larghezza della bocca, stretto, con apice appena arrotondato; occhi tondi. Prima dorsale alta, falcata, con margine libero posteriore corto; seconda dorsale relativamente grande, anch’essa con margine libero posteriore corto. Colore del dorso da grigio a bronzo, ventre biancastro, fianchi con una banda grigia dalle pettorali alle ventrali, sovrastata da una banda bianca; le pinne hanno gli apici neri (a volte sbiaditi negli adulti).

Abitudini: Squalo sia costiero che pelagico, vive sopra le piattaforme continentali e insulari. Si avvicina molto anche alle coste, davanti agli estuari, nelle acque fangose delle lagune, nelle paludi di mangrovie, lungo il margine esterno delle scogliere madreporiche, raramente a profondità superiori ai 30 m. Si nutre di un’ampia varietà di pesci, cefalopodi e crostacei. Come lo Squalo pinnacorta, si lancia nei banchi di pesci dei quali si nutre, ruotando su se stesso e addentando le prede; compie anche balzi fuori dall’acqua con 2-3 avvitamenti su se stesso. Normalmente forma folti banchi, con spiccata segregazione sessuale. Specie altamente sociale, manifesta frenesia alimentare quando si trova intorno ad abbondanti fonti di cibo, come i resti della pulizia delle reti gettati fuoribordo dai pescherecci. Pochissimi attacchi sono stati attribuiti a questa specie, che diventa aggressiva solo in presenza di stimoli alimentari. (Si dice che “infastidisca” i cacciatori subacquei, soprattutto quando questi cercano di contendergli la preda!). Viene catturato comunemente con palàngari di superficie, con canna e mulinello, con reti da fondo, per utilizzarne la carne (fresca, congelata, salata), la pelle, l’olio del fegato e le carcasse per ricavarne farina di pesce.

Dimensioni: lunghezza totale massima 2,55 metri, di solito fino a 1,5 metri.  

Distribuzione: nel Mediterraneo è segnalato per le coste meridionali fino alla Siria e per le coste settentrionali fino a tutto il Tirreno e parte dello Ionio.