
Peschiamo a distanza di legge da un allevamento di branzini ,ma notiamo subito che la parete a picco per quattro metri finisce nel fango infatti siamo dietro una lunga isola e il mare è molto fermo .
L’acqua è quasi glaciale da meno tre metri fino a 20 e oltre da dodici l’acqua è torbida risultato tanta mangianza ma neanche un pesce di peso .
Proseguiamo su e giù per la zona ma il responso è chiaro non c’è un pesce di taglia risultato del primo giorno un bel doppio cappotto .

Finiamo sempre la mattinata presto e allora si cercano nuove zone interessanti per il giorno dopo ,io faccio il navigatore con la cartina e Giovanni guida attraverso le strette stradine che portano al mare molte senza possibilità di parcheggio .
Il vantaggio che quasi tutte finiscono in piccoli golfi dove è possibile l’entrata da riva .
Iniziamo ad equipaggiarci con sottomute e mute più spesse ma io che ho una 4mm e sotto una maglietta oltre i pantaloncini che chiudono il tutto sto appena bene.
L’acqua è prevalentemente limpida anche se carichi di una gran voglia di pescare andiamo presso la foce di un enorme fiume tanto per non sbagliarci immaginando grosse spigole e cefali.
Infatti Giovanni che è molto forte all’agguato cattura un bel branzino dato che dei cefali non gli interessano mentre le orate non gli vengono a tiro per via del corto fucile.

Sul lato verso sud del fiume è la zona più profonda ma non conviene esagerare in quanto dopo i soliti 12 metri è molto torbido ,però il fondale dopo i10 Metri di roccia finisce sulle posidonie .
I branzini non mancano ma gli esemplari più grossi non superano il chilo ,in compenso ci sono parecchie orate diffidenti e molte mormore di peso .
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Al terzo giorno decidiamo di cambiare i fucili con quelli più lunghi che abbiamo io fedele ai pneumatici tiro fuori dalla sacca il 110 Cirano e Giovanni cultore degli elastici un 110 Omer.
Facciamo questa scelta in quanto l’acqua fuori dalle isole è limpidissima con una visibilità oltre i 18 metri ,ma purtroppo il fondale non cambia nel senso che la roccia forma pochissime tane più che altro varie crepe dove si nascondono orate e grossi saraghi a mangiare ma subito dopo i 10 metri inizia la posidonie fino ai 20metri e oltre.
Però le zone interessanti c’è ne sono ,ma si trovano in prossimità dei capi dove la corrente lascia spoglia la roccia anche fino ai 30 metri ,dove la mangianza è più compatta , portando anche altre specie in caccia come occhiate, aguglie piccoli limoncini e lecce .

Il problema è che bisogna pinneggiare come dei disperati e arrivati sul punto buono bisogna fare degli aspetti alle varie quote fino a 25 metri ,ma stanchi e con il ritorno da fare non riusciamo mai a concludere molto .
Indubbiamente avere il gommone e girare solo sulle parti esterne delle isole o sui vari promontori la situazione sarebbe certo cambiata a nostro favore.
Cerchiamo di organizzarci con una leggera attrezzatura e partiamo per perimetrale un isola alla portata da riva visto che dista solo quattrocento metri da riva .
Per fortuna nella traversata la corrente è assente anche al ritorno al ritorno dopo quattro ore.
Attorno a questo grosso isolotto praticamente vedo di tutto ,grosse orate ,saraghi e corvine di buona taglia ,grossi cefali e anche qualche cerniotta.

Giovanni fa dei begli aspetti sui quindici metri mentre io carburo bene e faccio lunghe planate di osservazione sui venti metri al margine di una lunga cigliata ,purtroppo di cernioni nemmeno l’ombra e pesce piccolo non vado nemmeno a cercarlo ,sono venuto qui per cercare prendere solo prede di una certa mole .
Qualcosa riusciamo sempre a prendere ma nulla di eclatante ,l’acqua è sempre molto fredda e pesce che gira è poco ,nervoso e per nulla voglio so di farsi sparare.
Solito giro in auto per incrociare con lo sguardo decine di iole di varie dimensioni sia abitate che deserte ,uno spettacolo bellissimo tutte con i pini marittimi come ombrello fino a pochi metri dal mare ,purtroppo sott’acqua non è altrettanto bello .

Oggi facciamo riposo ovvero sfruttiamo la comodità di partire dall’albergo visto che di fronte a meno di trecento metri c’è un isolotto .
Solito fondale anche se in mezzo al canale stazionano grossi paragoni oltre il chilo ,stessa morfologia di rocce aguzze ,parecchia mangianza e poi sul lato esterno una bellissima caduta con crepe fino ai 25 metri ,alcuni aspetti gelati dal solito freddo e nessun bestione in vista .
Finalmente riusciamo a noleggiare la famosa barca da lago e con il solito ritardo dell’avventura si parte seduti quasi sull’attrezzatura .
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(Ecco la barca tra me e Giovanni)
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Dopo una buona mezz’ora arriviamo all’isoletta con il faro la più prominente della zona a vari chilometri dall’interno della baia .
Il comandante è un tedesco che con la cartina ha capito dove volevamo andare ma oltre non riusciamo a fargli capire nulla e viceversa.

Il faro prende forma e aumenta il battito cardiaco sperando finalmente in un posto mitico ,ancoriamo e ci vestiamo velocemente .
Ci caliamo silenziosamente in acqua ,fredda come al solito ma limpidissima ,vedo il fondo sui 22 metri ,inizio al primo margine di caduta in un tuffo seguito dai mille occhi della mangianza tra gruppi delle solite castagnole ma anche occhiate e bughe ,il tutto promette bene.
Giovanni sta più in superficie tranne qualche tuffo sui 17 metri .
Capisco però subito che devo scendere sotto la mangianza posta su diversi metri a muro ,infatti sui venti metri vedo un grosso branco di dentici ,haa finalmente .
Ma dopo vari aspetti a varie quote il branco si è dileguato ,saranno nervosi per l’acqua fredda o saranno abituati ?
In un ora finiamo il perimetro dell’isola dove ho perso un sacco di tempo per sparare aduna grossissima fustella fuori tana ,che dalla superficie kilo scambiata per una cernia ,ma sceso in planata appena finito il tuffo si è intanata e senza un fucile stracorto non riesco a sparargli con il mio 90 carico a 38 atm dato che l’angolazione non mi permette di girare il fucile ,peccato doveva essere oltre i due chili.
Ad un certo punto però il fondale scende su un ghiaione e vedo la mangianza sempre abbondante che al margine del fondo si sposta più volte bruscamente ,che succede scendo subito a vedere .
In planata non scorgo nessun nascondiglio ma vedo delle schiene che scivolano lontano da me sul fondo: DENTICI .
Risalgo senza farmi troppe illusioni visto che con la fortuna che ho dove potevo incontrarli ? naturalmente dove non riesco a nascondermi,concentrazione lunghe espirazioni e tuffo tagliando l’acqua dolcemente fino ai venticinque metri dove passava il branco .
Ci sono solo piccoli steli di alghe che di certo non mi nascondono e di li a poco arrivano e spero tantissimo che me ne passi uno a tiro anche perché il mio 110 spara la mia taitiana da 6,5mm a quattro metri .
Nel branco composto da circa una quindicina di esemplari noto che i più piccoli sono sui tre quattro chili ma quelli di testa e di lato esterno fanno paura hanno un colore rosso grigiastro con pronunciato una leggera gobba sulla testa ,che siano i famosi dentici corazzieri ?
bho non li ho mai visti .ma chi se ne frega l’importante che uno sia curioso e venga a farsi vedere .
Sfilano sempre nella stessa formazione da sinistra a destra guardo la distanza limite del tiro utile ma nessuno entra nel raggio del mio Cirano e purtroppo dopo quasi due minuti torno in superficie amareggiato .
Calcolo che i più grossi saranno anche sugli otto chili ,e riprovo una discesa sull’unico punto più profondo che mi offre un nascondiglio reale ,mi apposto ma purtroppo vedo i dentici lontanissimi ,ormai disinteressati dell’elemento uomo.
Giovanni è già sulla mitica barca lo raggiungo e cambiamo zona ritornando un pezzo indietro presso un isolotto con una bassa caduta segnata a 100 metri da riva da un palo

In acqua nuoto subito verso la cigliata ricca di mangianza e infatti arrivato un orata a mezz’acqua scappa .tanti aspetti a raggera sul limite delle posidonie sui 16 metri ,ma non arriva nulla a tiro di peso.finisco di seguire la cigliata fino all’inizio dell’isoletta SMOKVICA che scende dolcemente in acqua su un fondale di 8 metri ,altre orate in fuga ,Giovanni ne incontra all’agguato una oltre il chilo ma nulla da fare.
Finito di circumnavigare l’isolotto e incontrato un relitto con dei capponi incrociamo la barca che ci riporta a riva finendo la giornata in barca non certo come credevo .
Continuiamo ad esplorare la costa nei giorni a venire ma io sono sempre più demotivato.
Troviamo una strada che porta oltre il porto di MARINA KREMIC che dista solo 4 km da Primosten ,dove io non prendo nulla ma per fortuna Giovanni un bel cefalone ,una mormora e un branzinetto.

Finiamo la vacanza con qualche pesce sporadico tipo io con un branzino di un chilo e poco altro .
Purtroppo il responso della vacanza è posti fuori bellissimi, sott’acqua i primi cinque metri ,con parecchio pesce come orate e branzini ma troppo piccoli, e non venirci senza gommone e ecoscandaglio e gps ,magari ci torneremo.