Bogliasco


Come raggiungere

B

Autostrada TORINO GENOVA (Km.170) proseguire per Livorno, 

troveremo dopo Nervi (Km.20). 

Uscire per Bogliasco e recarsi

oltrepassando la ferrovia verso il Porto. 

Parcheggio. 

Il mare è a 250 metri. 

C'è il bar. In via Aurelia, 5 c’è il “Nuovo Hotel Villa Flora” – Tel. 0103470013 Fax 0103471123  

 

  Itinerario

A sinistra basso fondale con vari Moletti su sabbia. Al centro grotto fino a 800 metri da riva (profondità da 12 a 25 metri) grotto e posidonia sempre presente, con varie tane. A destra, fino allo scoglio del cane (circa 700 metri) c’è una profondità dai 3 ai 5 metri, poche tane. Al largo del cane c’è una bella zona di grotto. I fondali generalmente degradano piuttosto rapidamente fino a 6, 10 metri formando chiazze di grotto attorno al quale, di solito, si concentra il pesce.  

    Partendo dal porticciolo di Nervi, e andando verso Levante, si effettuano tuffi entro i 10 metri di profondità in quanto la costa si getta in mare con un’inclinazione di circa 45 gradi; qui, si incontra qualche branco di saraghi, cefali e, più raramente, spigole e orate. Con mare mosso la presenza delle salpe è pressoché assicurata, con esemplari a volte di dimensioni notevoli, pronti a sparire non appena il moto ondoso cala d’intensità.

Proseguendo verso Levante arriviamo alla Scoglio del Cane, 

una roccia affiorante circondata da altri massi più piccoli dove le catture sono limitate a pochi giorni fortunati di mare agitato, momenti in cui vengono a tiro grossi saraghi, cefali e spigole. 

La tecnica più indicata è quella dell’agguato, da effettuare con fucili medio-lunghi, dal buon brandeggio, in quanto l’acqua rimane spesso pulita e le prede sono decisamente smaliziate e poco propense ad avvicinarsi. 

In questa zona non è raro imbattersi anche in piccoli branchi di barracuda, con esemplari che non superano i due chili di peso. Davanti allo Scoglio del Cane, verso il mare aperto, vi è una bella zona di grotto dove nuotano grossi tordi, scorfani e corvine. 

Verso Levante il grotto finisce per ricomparire davanti a Bogliasco. Davanti a Bogliasco il grotto sembra non avere mai fine; infatti, il fondale prosegue a lungo senza inabissarsi e ci sono zone pescabili anche attorno ai 20, 25 metri di profondità. In meno acqua si trova addirittura una tana di cernia e non è poi così raro l’incontro con grosse corvine, tordi, saraghi, marvizzi e branchi di palamite. Nella tarda estate, inoltre, passano anche i dentici, ma quasi mai di dimensioni superiore ai 2 chili. Nel sottocosta, invece, le prede più comuni sono cefali, salpe, saraghi e pure qualche branzino. 

Andando sempre in direzione di Levante si arriva Pontetto, dove si caccia sottocosta anche perché, al largo, il fondale è una distesa di sabbia; nuotando sulla rena, comunque, non è difficile imbattersi in gruppi di mormore di peso interessante. Più avanti, nei pressi di alcune bellissime ville, la costa scende in diagonale attorno ai 5-7 metri di fondo. Con il mare in scaduta si portano a tiro saraghi, compreso qualche pizzuto, e orate. 

Continuando ancora verso Levante si giunge a Pieve. Allargheremo sul grotto, anche se le profondità sono decisamente superiori. Lì, vivono saraghi, tordi, capponi e gronchi. Fra Pieve e Sori vi è una baia dove insidiare cefali e anche orate; non è poi raro l’incontro con qualche sarago, sia in terra sia al largo, al confine tra la posidonia e la sabbia. 

Una volta arrivati di fronte a Sori, se le condizioni sono quelle giuste, potremo tentare la cattura di qualche spigola attirata in zona dall’acqua di un torrentello che si butta in mare; faremo una serie di aspetti attaccati ad alcuni scoglietti che emergono appena dalla sabbia.

Pesce presente: Saraghi, Corvine, Tordi, Cefali, Branzini, Murene, Palarnite, Barracuda, Limoncini.