Ammontano
a circa 250 le specie di pesci che sono capaci di generare scariche elettriche e
di creare campi elettrici nell’ambiente acquatico, questi pesci non hanno una
stretta parentela evolutiva e vivono in ambienti assai diversi. Infatti possono
essere pesci Elasmobranchi e pesci Teleostei, marini e di acqua dolce ; e si
pensa che durante l’evoluzione dei pesci siano comparsi almeno sette volte.
Un’ulteriore
distinzione sui pesci elettrici si basa sulla potenza della scarica emessa ,
forte e debole. I pesci elettrici forti sono quelli che non si riescono tenere
in mano, e i pesci elettrici deboli tutti gli altri. Le scariche forti vanno da
decine a centinaia di volt, quelle deboli solo pochi volt.
Per
i pesci che ci interessano diremo che gli Elasmobranchi, Riformi, torpedine sono
a carica forte,
raidi
debole, genere Attinopterigi ordine perciformi uranoscopidi medio.
In
varie specie di razze il voltaggio non supera mai i quattro volt , ma in alcuni
grossi esemplari possono produrre scariche più potenti.
Nelle
torpedini invece la media dei volt è sui 45 ma può arrivare fino a 90 volt.
Invece nel fiume la famosa anguilla elettrica può arrivare a 600 volt.
Le
scariche si dividono anche per forma
delle cellule ,e per ritmo
la velocità con cui il centro elettromotore innerva l’organo elettrico.
L’elemento fondamentale è una cellula chiamata elettrocita che insieme con le
altre ordinate in serie assomigliano proprio come le piastre di una pila
voltaica.
La
cellula riceve l’impulso nervoso attivando la parte innervata della cellula
dell’elettrocita acquistando un potenziale maggiore di positività e
dell’altra parte che diventa negativa generando una forza elettromotrice la
cui somma degli elettroliti da origine alla scarica.elettrica.
Nella
quasi totalità dei pesci elettrici l’organo elettrico occupa nel corpo il
posto come la parte dei muscoli scheletrici degli altri pesci .
L’organo
elettrico deriva da un muscolo striato e gli elettroliti sono fibre muscolari
profondamente trasformate, ma differiscono molto tra una specie ed un'altra per
la grandezza , la forma ,per il numero e per la posizione che occupano
nell’animale.
Importante
far notare che tutti i pesci tranne Astroscopus
sono capaci anche di percepire i segnali elettrici nell’ambiente acquatico in
cui vivono mediante gli elettrorecettori.
I
pesci elettrici creano il campo elettrico percependo la presenza degli ostacoli
e degli altri pesci o per riconoscere i loro compagni riconoscendo il sesso o
per comunicare in quanto alcuni vivono nelle acque torbide e non riescono a
usare gli altri sensi. Per cui gli elettrorecettori servono sia all’elettrolocazione,
cioè individuare l’ambiente che circonda il pesce e sia all’elettrocomuni-cazione,
cioè ricevere e inviare messaggi. Evitare il contatto diretto con questi pesci
anche se già pescati e portati all’asciutto.
Nel
Mediterraneo abbiamo 3 specie di pesci elettrici: la torpedine, le razze e l’astroscopus
uranoscopus (dei quali parleremo dettagliatamente più avanti nelle schede che
li riguardano).