Arpioni a mano  

 

La prima arma per la caccia in apnea era la lancia già usata da riva o dalle piroghe .

In Polinesia  e in Giappone in un tempo imprecisato inizio qualcuno a infilzare i pesci sott’acqua con una lunga lancia patià.

È fatto di legno duro in  cima viene tagliato in 4 parti per far posto a mezzo metro di ferro molto appuntito e seghettato sugli spigoli,come la coda di un grosso tritone infatti prima del ferro venivano usati proprio gli aculei di grossi tritoni.

Si fissa il ferro al legno legandolo per una trentina di centimetri con la corda fibrosa del cocco .

La tecnica consiste di arretrare il braccio lungo il corpo ,aspettare che il pesce si avvicini e poi far scattare il braccio come una molla cercando di infilzare il pesce.

Il problema è che non avendo l’ardiglione di tenuta un pesce grosso riesce anche a sfilarsi se non siamo pronti a girare l’asta verso la superficie cercando al limite di bloccare il pesce con le mani .

 

OGGIGIORNO abbiamo un evoluzione di questi attrezzi con manici in alluminio o in carbonio ,la punta è filettata così che possiamo cambiare il tipo di punta .

È stato anche aggiunto l’uso dell’elstico per

Purtroppo essendo i pesci molto più furbi sarà difficile arpionarli all’aspetto e ci limiteremo a pescare in tana .

 

INFATTI le punte sono migliorate per non avere la rotazione del pesce con più punte sottili  oppure mettendoci l’ardiglione o aletta .

Nelle foto si vedono degli elastici che servono per aumentare la velocità di lancio ovvero si porta l’asta tutta dietro al manico scorrevole sulla stessa .

L’elastico si tende e avvicinata la preda si lascia partire l’asta guidata e sospinta dagli elastici colpendo la preda .

 

esistono addirittura delle lance smontabili comode per i viaggi .

 

WILLY THE KIDD