Avvertimenti
per evitare gli Attacchi
Le
seguenti regole sono destinate a chi per sport, hobby, lavoro o altro è
frequentemente in mare, esposto al potenziale attacco da parte di squali.
Ricordare
innanzi tutto che l’attacco da parte di squali è un fenomeno marginale.
Milioni di persone ogni giorno vanno in mare senza essere attaccati e le
possibilità di subire un attacco sono ancor più basse di quelle di essere
colpiti da un fulmine. In realtà è il mare in sé stesso ad essere
maggiormente pericoloso. Potrà essere di conforto sapere che è più facile che
sia l’uomo a far male ad uno squalo che viceversa.
Generalmente
la pericolosità degli squali è superiore nei mari temperati, poveri di pesce,
piuttosto che nei mari tropicali dove il pesce abbonda.
Non
nuotare, immergersi, fare surf o windsurf dove è risaputo siano presenti
squali.
Nuotare,
immergersi o fare sport nell’acqua sempre con un compagno o in gruppo e non
allontanarsi mai da loro. Persone isolate sono più facilmente attaccate
rispetto ad un gruppo compatto e numeroso.
Non
immergetevi se qualcuno scarica in acqua rifiuti o se sta pescando.
Evitare
di spargere sangue o rifiuti umani in acqua. Il sangue umano può attirare ed
eccitare gli squali e i subacquei dovranno evitare di entrare in acqua con
ferite aperte o, per le donne, durante il ciclo mestruale.
Non
nuotare nei porti, vicino alle discariche, vicino a qualcuno che pesca.
Se
possibile, evitare di nuotare in acqua molto torbida o con poca visibilità,
oppure in acque contenenti scarichi urbani.
Non
indossare oggetti luccicanti quando si nuota.
Se
possibile, evitare di nuotare o immergersi molto al largo, negli stretti e in
ogni luogo nelle vicinanze del quale vi siano acque molto profonde, dove si
possono avvicinare grandi squali.
Se
i pesci cominciano a comportarsi in modo strano, scompaiono all’improvviso o
si raggruppano in quantità inusuali, uscite dall’acqua. Grandi branchi di
pesci o di Cefalopodi sono spesso seguiti da squali e devono essere evitati.
Forti
contrasti di colore, come mute scure sulla pelle chiara o costumi da bagno dai
colori vivi possono essere un’attrattiva per lo squalo. Alcuni studiosi hanno
stabilito che la normale tuta da sub di color nero fa assomigliare il subacqueo
ad una foca e aumenta la sua probabilità di essere attaccato da squali bianchi.
In generale il basso contrasto di colore è probabilmente un fattore in più per
evitare di attrarre o eccitare gli squali.
Non
nuotare assieme a cani o altri animali domestici che possono attirare gli
squali. Non nuotare, immergersi o praticare altri sport del mare in vicinanza di
colonie di foche o leoni marini, perché, oltre ad aumentare il rischio di
attacco da parte di squali che gravitano nelle vicinanze, anche gli stessi
pinnipedi possono costituire un pericolo. Contrariamente alle credenze popolari,
la presenza di delfini e altri piccoli cetacei non garantisce l’assenza degli
squali. Alcune specie si nutrono anche di mammiferi marini e spesso li seguono.
Evitare
di entrare in acqua dove sono stati segnalati squali di recente.
Prima
di entrare in acqua dalla riva o dalla barca guardarsi intorno per cercare di
scorgere uno squalo. In grandi lagune aperte verso il mare, la bassa marea può
imprigionare squali al suo interno. Quando si nuota o si è in immersione,
guardarsi con regolarità intorno e verso il mare aperto, per osservare
eventuali squali in avvicinamento. In particolare, molti subacquei hanno potuto
evitare l’attacco o diminuire le proprie ferite per essersi preparati in tempo
all’attacco.
Se
possibile, non nuotare o immergersi all’imbrunire o di notte, quando cioè gli
squali diventano maggiormente attivi.
Un
gran numero di surfisti sono stati avvicinati, in questi ultimi anni,
soprattutto da grandi squali bianchi. Le piccole tavole acrobatiche o funboards
che sono molto in voga in questi ultimi tempi offrono una minore protezione
rispetto alle tavole tradizionali più grandi e robuste. Uno studioso ha
ipotizzato che questa attrazione degli squali bianchi verso questo tipo di
tavole sia dovuta al fatto che le tavole, da sotto la superficie dell’acqua,
somiglino a delle foche mentre nuotano.
Non
considerare la presenza di delfini come indicatrice di assenza di squali.
Gli
attacchi occasionali a piccole imbarcazioni o a pescherecci da parte di squali
bianchi, mako, tigre e altri grandi squali avvengono spesso quando lo squalo è
stato preso all’amo. In particolare i mako se ferrati possono aprire falle a
piccole imbarcazioni e sia lo squalo bianco che il mako possono talvolta persino
affondarle. Imbarcazioni che ripuliscono le reti o che perdono sangue e liquidi
organici possono contribuire agli attacchi di squali, anche per il contrasto tra
il fondo della barca e la luccicante elica che gira velocemente. I grandi squali
sono stati spesso osservati mentre si aggiravano sotto le barche da pesca e
mentre divoravano il pesce preso all’amo. Nel caso si catturi un esemplare di
squalo di grandi dimensioni, sarà bene sparargli subito o renderlo inoffensivo
in altro modo prima di caricarlo a bordo, oppure confinarlo in un area separata
dal resto della coperta.
I
grandi squali predatori (Bianco, Tigre, Toro, Mako) sono sempre pericolosissimi.
Generalmente
i pescatori subacquei hanno maggiori possibilità di incontrare squali. Se
possibile non rimanere in un’area ristretta tanto a lungo che i pesci
catturati spargano il loro sangue o umori intorno, o nuotare qua e là mentre si
insegue un pesce perché tutto ciò attira spesso uno squalo affamato. I
subacquei che pescano in una zona di marea calante, che maggiormente attira gli
squali dal largo al luogo di pesca, sono meno al sicuro di quelli che pescano in
zone di marea montante, momento in cui pochi squali incrociano nella zona di
pesca. Non portate mai pesci arpionati addosso, con portapesci, dentro la muta o
legati al proprio pallone segnasub e possibilmente toglierli subito
dall’acqua.
Non
provocare o molestare alcun tipo di squalo arpionandolo, colpendolo, salendoci a
cavalcioni, tirandolo per la coda, non sottovalutate il fatto che siano piccoli
o apparentemente innocui. Spesso specie piccole o con piccoli denti possono
ugualmente mordere e provocare ferite se molestati e alcune specie normalmente
docili possono difendersi con vigore se avvicinate. Evitare il contatto diretto
con la pelle dello squalo poiché è molto ruvida e può provocare gravi
abrasioni. Non costringere mai uno squalo in un luogo dove la sua unica
direzione di fuga sia bloccata dalla vostra persona.
Se
avvistate un grande squalo uscite dall’acqua al più presto possibile. Nuotate
con movimenti lenti e tranquilli per evitare di eccitarlo. Se siete in
immersione, tenete la testa sott’acqua e osservate lo squalo fino al momento
in cui l’uscita dall’acqua sia favorevole, in modo da poter contrastare
l’attacco se l’animale decide di comportarsi così.
Se
lo squalo cambia il suo normale modo di nuotare compiendo movimenti bruschi, a
scatto e atteggiamenti minacciosi, bisognerà allontanarsi dall’animale il più
velocemente possibile.
Usare
una gabbia anti-squalo o un robusto veicolo subacqueo se ci si deve
assolutamente immergere, per lavoro o per altri motivi, in una zona frequentata
da squali; o se si vuole studiare senza rischi il comportamento di squali nel
loro ambiente.
Se
lo squalo si avvicina a breve distanza e sembra stia per attaccare, mantenere la
calma ed usare ogni oggetto disponibile per scansarlo. Non tentate di ferire lo
squalo con coltelli o fucili subacquei fino a che questa non sia l’ultima
risorsa disponibile, perché quasi sempre uno squalo ferito diventa maggiormente
aggressivo. Usare le mani nude soltanto come ultima risorsa, per evitare di
graffiarvi o tagliarvi con gli affilati denti o con la pelle abrasiva.
I
subacquei dovrebbero portare con sé qualche strumento o oggetto in grado di
colpire lo squalo e mantenerlo ad una certa distanza. Potrà essere utile una
“lancia anti-squalo”, una lunga asta d’acciaio, di fibra di vetro o di
legno lunga almeno cm. 120, con l’estremità appuntita per avere efficacia
contro la dura pelle dello squalo. Anche un fucile subacqueo, un raffio o un
grosso coltello potranno essere sufficienti. Alcuni modelli di testate esplosive
possono essere utilizzate come arma anti-squalo anche quando sono scariche e
diversi subacquei hanno tenuto a bada ripetutamente squali oceanici come
verdesche e longimani colpendoli soltanto con le loro macchine fotografiche.
Armi
anti-squalo come testate esplosive (lupare), arpioni a gas, potenti fucili
subacquei hanno sempre delle limitazioni e non sempre sortiscono l’effetto
voluto, possono eccitare maggiormente lo squalo ed invogliare altri individui ad
attaccare il subacqueo. Queste armi dovranno essere usate con molta cautela e il
meno frequentemente possibile. Con fucili muniti di testata esplosiva, o anche
soltanto con il semplice arpione, per una maggiore efficacia si dovrà
possibilmente mirare sopra la testa tra gli occhi o al lato della testa in
corrispondenza dell’occhio.
Azioni
aggressive quando uno squalo si avvicina possono effettivamente avere buoni
risultati come deterrente contro l’animale, ma alcune specie non reagiscono ed
altre diventano maggiormente aggressive; le azioni aggressive dovranno essere
applicate con giudizio. Rapidi movimenti del proprio corpo o delle braccia,
caricare lo squalo urlare o emettere bolle sott’acqua possono avere effetti
positivi; colpire con un pugno lo squalo negli occhi o nelle branchie ha
interrotto numerosi attacchi. Schivare l’attacco spostandosi di lato mentre lo
squalo si avvicina può servire a guadagnare tempo, in attesa che si venga
recuperati.
Nella
maggior parte dei casi le persone ferite da squali si sono salvate. Se una
persona è attaccata e morsa, dovranno essere fatti tutti gli sforzi possibili
per fermare l’emorragia non appena usciti dall’acqua e dovrà essere
chiamato al più presto possibile un medico per assistere il ferito.