ANTISQUALO  PER SUB IN IMMERSIONE

 

 

Approfondiamo il discorso di praticare la caccia in apnea in vari luoghi del mondo infestati da squali pericolosi .

Innanzi tutto ci rileggeremo le indicazioni per stare più in sicurezza http://www.apneateam.it/Pesca%20sub%20Tropicale%20-%20Squali%20-%20Avvertimenti.htm.

Dopo ci rileggeremo le rubriche sull’attrezzatura particolare per praticare la caccia in apnea in più sicurezza possibile http://www.apneateam.it/Pesca%20sub%20Tropicale%20-%20Attrezzature.htm.

 

Ricordiamo che ormai in varie parti del mondo certi tipi di squali sono protette ,per cui solo in caso di un loro attacco abbiamo il diritto di difenderci (in Australia multe da 22500 EURO).

Adesso sapendo cosa ci si può aspettare riassumiamo che ci serve  una barca d’appoggio,con un marinaio fisso a bordo che non ci perda mai di vista( ovvero sveglio !!!),quando si può un fucile pronto ad essere caricato a portata di mano dal barcaiolo .

Noi per farci vedere avremo le boe di rallentamento e anche un fischietto e magari in zone di piena corrente nell’oceano anche un fumogeno fissato nelle boe pronto per essere attivato .

Nel caso di cattura è sempre meglio non sporcarsi i guanti dell’odore della preda ma passare il pesce al barcaiolo che lo raffierà o lo tirerà su  tramite il fucile o i fili .

Nel caso più facile che la nostra preda abbia iniziato la discesa verso il fondo e subito dopo sentiamo o vediamo gli squali arrivare e iniziare cibarsi della stessa allora o possiamo tirare su la preda più veloce che possiamo ,in quanto molte volte lo squalo non sale fino in superficie oppure lasciare il tutto magari troppo pesante salire in barca in tutta sicurezza tirare su quello che ci è rimasto e cambiare zona di alcuni chilometri .

 

 

Se riusciamo ad andare in acqua con qualcuno del posto almeno le prime volte è meglio ,e al limite chiediamo più informazioni che possiamo tipi di squali ,la profondità che operano ecc .

Indubbiamente le prime volte il fattore emozione giocherà pesante con il tempo delle nostre apnee ,siamo a chilometri da riva in mezzo a onde imponenti come massa d’acqua ,sotto di noi l’abisso blu ,i pesci li vediamo arrivare velocissimi ma non abbiamo occhi per guardare in tutte le direzioni e la paura squali si fa sentire !!!

Comunque analizziamo i vari sistemi ,eliminiamo subito le gabbie antisqualo che ci impediscono i movimenti ma utili per i subacquei con le bombole .

Le varie maglie metalliche formate da migliaia di anellini di acciaio pesano oltre i 10 chili e difficilmente svolgeremo bene  un azione di pesca  in caduta .

I praticanti del surf utilizzano mute di vario spessore o in licra a strisce bianche e nere ,sia per  spezzare l’immagine ,che da studi fatti su altri animali acquatici velenosi serpenti di mare pesce leone ecc hanno strisce di questo tipo .

Ricordiamo che una muta tutta nere con le pinne nere ,assomiglia molto al cibo preferito degli squali ovvero le foche .

 

 

Guardando la rubrica lupare

http://www.apneateam.it/Pesca%20sub%20Tropicale%20-%20Attrezzature%20-%20Lupare.htm

già ne sappiamo abbastanza e  riassumiamo che ormai per  il trasporto in aereo bisogna chiedere un autorizzazione ,alcuni organizzatori sul posto dove praticheremo la caccia in apnea  hanno alcune volte sistemi analoghi come co2 o lupare fai da te .

Aggiungo che il co2 è un bombolino molto  piccolo carico di aria compressa  si mette sull’asta come la lupara ,e tramite pressione esercitata col fucile o a mano a contatto con lo squalo un percussore buca il bombolino facendo fuoriuscire l’aria ad una velocità incredibile canalizzata in una punta bucata dove passa l’aria entrando nello squalo ferendolo a morte .

Tutto valido ma avendo praticamente solo un colpo bisognerebbe non trovarsi in situazioni estreme con altri  squali attorno,dove comunque andranno ancora più in frenesia per il loro compagno sanguinante .

 

DAL MESSAGGERO

I vari repellenti a base liquida come l’ acetato neutro di rame o lo shark chaser ,hanno un efficacia limitata e potrebbero non essere in grado di respingere uno squalo.

Altre  sostanze chimiche sono  secrete da un particolare Pesce Moses, scoperto dal dottor Eugenie Clark, questo prodotto chimico, chiamato Pardaxin, viene usato come repellente antisqualo nei laboratori e negli oceani.

 Un'altra formula chimica, costituita da Sodio e Solfato di Litio, (in flaconi o in polvere) rappresenta un effettivo repellente percepito dallo Squalo Limone.

 Questo prodotto sembra avere effetto sulle membrane cellulari e nelle branchie filamentose molto delicate nei pesci, causando uno sbilanciamento degli ioni cha causa forte dolore agli squali.

Il dott. Donald Nelson e Roki Strong hanno testato delle celle chimiche SDS con degli squali Bianchi nel Sud dell’Australia.

 Essi hanno introdotto una soluzione diluita nelle fauci di uno Squalo Bianco attraverso uno spruzzatore, causando un’immediata reazione e la fuga dello stesso.

 

 

 

Ecco un articolo tratto dalla rivista New Scientist su una muta con poli positivi e negativi ,ma penso che per praticare la pesca in apnea non sia molto comoda.

 

Se vi dovete immergere in qualche oceano e temete la possibile presenza di squali farete bene a comprarvi una tuta come quella sviluppata da Vladimir Vlad.
Come è risaputo gli squali sono attratti dai campi magnetici (per questo si avvicinano alle barche, attirati dal metallo e dai motori) e spesso utilizzano quelli “terrestri” per orientarsi.
Tuttavia se il campo magnetico è troppo potente si ottiene l’effetto contrario e gli squali arretrano.


Grazie anche a questi studi è stata progettata una tuta composta di metallo, neoprene e fibre di ceramiche piezoelettriche che estendendosi per tutto il corpo caricano degli elettrodi durante i movimenti.
Nel corso della normale nuotata la tuta genera diversi volt ma sono le manovre veloci a procurare la maggior carica.
Di conseguenza mentre l’uomo “scappa” produce un campo magnetico talmente forte da allontarne lo squalo e se ciò, sfortunatamente, non dovesse accadere e venisse morso riuscirebbe lo stesso ad infliggere una potente scossa all’animale mettendosi “momentaneamente” in salvo.

Forse non è la soluzione “definitiva” ma sicuramente può aiutare I pescecani hanno una leggendaria sensibilità ai campi elettrici, che permette a questi infallibili predatori di registrare la presenza delle loro prede. Una sensibilità talmente elevata che campi elettrici troppo intensi possono diventare un notevole deterrente per gli squali. Ed è proprio su questo principio che si basa la muta inventata (e brevettata) da Vladimir Vlad negli Stati Uniti. Nel neoprene della muta antisqualo, lungo il corpo e gli arti, sono state inserite fibre di ceramica piezoelettrica che si collegano ad elettrodi metallici, i quali accumulano la carica generata dalle deformazioni del materiale provocate dai movimenti del subacqueo. Il voltaggio dipende dalla lunghezza e dalla quantità delle fibre ma in media, durante il nuoto, la muta genera diversi volt di corrente. La corrente fra gli elettrodi crea un campo elettrico deterrente per gli squali. Nuotando più velocemente – reazione più che prevedibile in caso di avvistamento di uno squalo! – il voltaggio è maggiore e così anche il campo elettrico. Se lo scudo elettrico non fosse sufficiente al primo morso lo squalo riceverebbe una scossa sufficiente a mollare la preda, rassicura l’inventore.

Fonte: New Scientist

 

 

Tratto da NAUI SOURCES first quarter 2005 NAUI by John N. Heine

 

Gli attacchi degli squali sono molto rari, ma i mass media enfatizzano eccessivamente questi eventi. Se prendiamo in esame milioni d’ore d’immersione di vari subacquei, la possibilità dell’incontro (attacco) di uno squalo è un’eventualità assai rara.

Vi sono alcune aree del globo potenzialmente pericolose per l’uomo, come Sud Africa, Australia del Sud, California al centro e al nord, ed alcune aree dei tropici.

 Gli squali considerati pericolosi per l’uomo sono: Squalo Bianco Squalo Tigre, Pesce Cane. Lo squalo quando si trova in caccia, non discrimina la preda o l’uomo.

Infatti, in Sudafrica ed Australia sulle spiagge più popolari è installata una rete antisqualo. Questa rete è molto efficiente per gli squali adulti, ma non per quelli giovani, (che non sono pericolosi) per i delfini e le testuggini.

Tutto vero tranne il fatto che i cacciatori in apnea vanno a contendere le prede che sono anche a loro volta cibo per gli squali e a casa loro .

.Recentemente sono stati usati dei metodi di studio con l'uso di corrente elettrica, per respingere gli squali. Gli organi sensoriali poste all’interno del muso dello squalo, chiamate Ampolle di Lorenzini, sono molto sensibili alla corrente elettrica. Agli inizi del 1960 fino al 1970 con dei sistemi impermeabili sono stati provati dei deboli segnali elettrici, i quali respingono differenti specie di squali, simili allo Squalo Limone, Tigre, e Squalo Bruno. Nel 1991, il Natal Sharks Board del Sud Africa ha studiato un prototipo di repellente antisqualo elettrico, questo dispositivo ha due elettrodi, uno posizionato sulla gamba del subacqueo ed un altro sul braccio, alimentato da una batteria da 48V. Ron e Valerie Tailor lo hanno sperimentato sistemi analoghi in Sud Africa attraverso un’esca per lo Squalo Bianco.

 Gli squali generalmente reagiscono nuotando via velocemente, e capiscono di mantenere una distanza di sicurezza per poi andarsene. 

 Un’ altra versione da prendere in esame è rappresentata dallo Shark POD (Protective Ocean Device).

Questo progetto usa un elettrodo ben fissato ala pinna del subacqueo, ed un pacco batteria con il secondo elettrodo fissato alla bombola del sub.

Esso è piuttosto pesante ed economicamente dispendioso ed ha dei risultati incerti, specialmente alla presenza di cibo per gli squali.

. Questi strumenti da quel che si dice e da ciò che è stato sperimentato non hanno effetti dannosi sugli squali durante il loro uso, sebbene dalla personale esperienza, di Jon N. Heine da cui quest’articolo è stato tratto, non si garantisce che quando sì tocca l’elettrodo non si abbia una scarica elettrica. 

Tutti i sistemi scaccia squalo elettrici chiamati shark pod, shark safe, ,sono ancora molto ingombranti per noi cacciatori infatti vengono montati o nei giubbotti salvagenti o sulle bombole dei subacquei .

L’unica alternativa sarebbe averlo già attivo su una boa e in caso di pericolo ci avvicineremo rapidamente aspettando la barca che venga a issarci a bordo .

Ecco invece un articolo Del 5 marzo 2009  dal  Messaggero

SYDNEY (3 marzo)- Boom di vendite in Australia per lo scudo anti squali. Un piccolo congegno messo a punto per respinge gli attacchi con impulsi elettrici sta registrando un boom di vendite, dopo tre recenti incidenti a Sydney. La SeaChange Technology di Adelaide, che produce lo Shark Shield (Scudo contro squali), ha detto che le ordinazioni si sono triplicate negli ultimi due mesi e le vendite sono aumentate del 50%.
Il congegno, che costa fra 300 e 350 euro secondo il modello, pesa 80 grammi ed entra nel palmo di una mano, emette impulsi elettrici che sono dolorosi per gli squali in un raggio di 7-8 metri. “L'animale ne soffre solo quando è nella zona dell'onda elettrica, ma quando ne esce non subisce alcun danno di lungo termine”, assicura Lunn.


Attualmente 2009 il modello prodotto è lo “Shark Shield” questo leggero e compatto dispositivo consiste di un elettrodo, il quale è collegato tramite un elastico all’estremità della pinna positivo , ed un altro elettrodo  negativo piatto è attaccato alla bombola da sub; il pacco batteria può essere collegato alla cintura o alla coscia.

 Per ultimo le batterie ricaricabili durano per diverse ore,da sei a otto .

 L’unita si attiva automaticamente al contatto con l’acqua di entrambi, gli elettrodi. Lo “Shark Shield crea una potente barriera intorno a chi lo usa, con un’estensione di circa 3-6 mt.

Inoltre esistono vari modelli per uso come bagnante o come surfista