Squali insoliti sono stati catturati anche nei nostri mari
Nel giugno 1923 i
pescatori di Camogli si ritrovarono nelle reti uno strano squalo lungo sei
metri e dal peso di 1200 kg, caratterizzato da una anomala protuberanza posta
sul capo (e per questo soprannominato "rinoceronte marino") oltre che
da una vistosa bocca. Dalle fotografie d'allora si può desumere che trattasi di
uno squalo cetorino o manzo affetto da malformazioni.
Ma non si può escludere la possibilità di una specie sconosciuta, come
l'altrettanto strano squalo pescato recentemente nei mari della Scozia, lungo 70
cm, dai grossi occhi e strana conformazione della testa.

Grosso squalo pescato a Camogli nel 1923 in una foto della Domenica del Corriere
Nel maggio 1971 viene pescato nel mare antistante la baia di Bacoli (Napoli) un "mostro marino" che presentava, secondo le descrizioni, alcune caratteristiche tipiche dello squalo (bocca, colore, struttura della pelle, pinna dorsale e testa) ma di specie ignota, con grossa bocca provvista di piccolissimi denti. L'animale, lungo 3 metri, pesava 250 kg.
Ma ad avvalorare la reale esistenza
del "serpente di mare" concorrono i ritrovamenti di "strane
carcasse", restituite dal mare spesso in forte stato di decomposizione, che
hanno richiamato l’immagine degli estinti plesiosauri (rettili marini
contemporanei dei dinosauri). "Strane carcasse" che poi hanno rivelato
la loro vera origine, ossia l'appartenenza a squali.
Il 26 settembre 1808 viene ritrovata presso la spiaggia di Stronsay, nelle Orcadi, la carcassa di un grosso animale lungo 16 metri e dotato di un lungo e sottile collo che si stende per 4 metri, sormontato poi da una piccola testa ovoidale.
Il voluminoso corpo di color grigiastro pare dotato di sei paia di zampe e le stampe locali riproducono lo schizzo di una creatura incredibile. L’esame di alcuni organi interni e delle vertebre rivela successivamente che la carcassa appartiene ad uno squalo elefante, o cetorino, di eccezionale lunghezza, poiché gli standard in nostro possesso hanno misure inferiori, 12,27 metri appartenenti ad un esemplare catturato nel 1851 nella Baia di Fundy.
Nella primavera 1885 viene trovato spiaggiato, presso le coste atlantiche della Florida, un analogo reperto lungo però 12,8 metri e dotato di un lungo collo privo di testa. La carcassa non poté essere analizzata perché fu riportata in mare da una forte mareggiata. Probabile cetorino?

Carcassa di squalo di Querquevile
Nel febbraio 1934 approda presso Querqueville, nel versante francese della Manica, un altro singolare e voluminoso corpo lungo 9 metri, con sottile collo di 3 metri di lunghezza, piccola testa simile ad un cammello e coda affusolata.
Le analisi di cuore, rene e vertebre conducono alla conclusione che si tratta dell'ennesimo cetorino. Il capitano del rimorchiatore 117 riferì successivamente che un mese prima del ritrovamento, aveva avvistato nel mare antistante la spiaggia un grosso animale dalla testa di cavallo e lungo collo sottile, che nuotava rapidamente tra le onde.
Nel luglio 1977 il peschereccio giapponese Zujio Maru ritrova nelle reti
la carcassa di un animale lungo 13 metri somigliante ad un plesiosauro, che
viene sciaguratamente ributtata a mare per terrore di epidemie, visto il forte
odore che sprigiona
Simili episodi sono avvenuti pure a Tecoluta, in Messico, nel 1969 e, recentemente, nell'ottobre 1994, presso la costa dell'Isola dei Pescatori nel mare di Barents.
Questi fenomeni potrebbero facilmente spiegarsi con la perdita dell'apparato branchiale, delle mandibole e di altre parti anatomiche dei cetorini dopo lunga permanenza in mare susseguente alla morte. Ciò riduce la carcassa ad una colonna vertebrale sormontata da una piccola testa ovoidale a volte dotata di una sorta di rostro (che in vita sostiene la mandibola).
Il terzo punto ci introduce nei veri e propri misteri del mare, poiché numerose testimonianze raccontano di enormi animali somiglianti morfologicamente agli squali bianchi, solo molto più lunghi.

Le possenti mascelle armate di impressionanti file di denti dello Squalo preistorico Megalodon, ricostruite e messe a confronto con la figura umana.
Ciò ci riporta a milioni di anni fa, quando nell'antico mare della Tetide si aggirava un mostruoso squalo lungo 20 e più metri per un peso stimato di circa trenta tonnellate. Le tracce della sua esistenza sono visibili nei grossi denti (15-20 cm di lunghezza) trovati in molti siti della Terra: dalla California (Sharkto-ath Hill o collina del dente di squalo) al Sud America, dal Giappone all'Australia e in Europa (in Italia esistono siti nel Monferrato, in Piemonte e a Messina).
Classificato come Megalodonte (Carcharodon megalodon) e dalla morfologia simile all'odierno squalo bianco, si reputa probabilmente estinto da circa un milione di anni, anche se alcuni denti analizzati dallo studioso russo W. Tschernezky nel 1954 pare appartenessero ad esemplari viventi rispettivamente 24.000 e 11.000 anni fa.
Ma da testimonianze inquietanti sembra che la presenza del megalodonte si sia protratta fino ai giorni d'oggi. L'ittiologo David Stead riporta nel suo libro Squali e razze dei mari australiani il racconto di un pescatore di Port Sthephens (Nuova Galles del Sud) circa il suo incontro, avvenuto nel 1918, con un titanico squalo bianco lungo non meno di 30 metri.
Lo scrittore Zane Grey ha visto presso l'isola di Rangiroa, nell'arcipelago di Tuamotu (Pacifico del Sud), un gigantesco squalo dalle grandi pinne pettorali e di color verde-giallastro, lungo 9-12 metri.

Squalo catturato all'Isola di Procida nel 1934: evidentemente un cetorino
I pescatori polinesiani temono un gigantesco squalo bianco che pare si aggiri lungo le coste del Nuova Galles del Sud, denominato "signore degli abissi" e lungo 30 metri. Ora, lo squalo bianco più grosso accertato dall'uomo e quello rinvenuto presso l'isola di Fifla (Malta), risultando una femmina di 7,14 metri e del peso di 2730 kg., catturata nell'aprile 1987.
Ma le prove
dell'esistenza di enormi squali bianchi si spingono ben oltre le semplici
testimonianze.
Nel marzo del 1954 un cutter australiano subì un attacco alla chiglia della
barca da parte di uno squalo bianco che lasciò nel legno 17 denti lunghi 10 cm
ed una impronta della mandibola di 2 metri di diametro. In base a questi dati si
stimò una lunghezza dell'animale di circa 24 metri.
Squali bianchi lunghi sino a 20 metri sono stati segnalati nel 1980 nei pressi del Capo di Buona Speranza e nel Queensland.

Un gigantesco esemplare di manta pescato negli anni 40 al largo delle coste USA
Uno
strano episodio avvenne poi nel Mediterraneo.
Sembra che due vedette della polizia costiera abbiano inseguito nel 1934 un
enorme squalo lungo 20 metri nei pressi dell'Isola di Ischia. Va però
sottolineato che nello stesso anno e nella vicina Isola di Procida, venne
catturato uno squalo cetorino lungo 12 metri, probabile responsabile
dell'equivoco.