Cernia
in mezzo a salmastri capelli.
Alba trionfale, Tunisina,
è l’ora e riparto
per un’altra avventura
nel Mio mondo Marino.
Raggi solari giocano sulla sabbia
e pesci stan nascosti dietro le
quinte,
vedo un sarago e già lo assaporo
di cattura e poi di gusto.
Avanzo nella bellezza sfigurata
da bombe bracconiere
e vedo da lontano la preda ambita
con le sue labbra carnose
e occhi grandi e carichi di cuoriosità
mi vede e a casa sua
scappa inseguita al fondo
del corridoio si mimetizza
con la sua tapezzeria, la vedo:
nel mirino c’è, sparo
e le brucio il collo ma
con due strattoni violenti
ti liberi dal debole sparo
e mentre risalgo la vedo
ferita e tremante fuggir via.
La rabbia con cui l’ho persa
è pari al dolore della sua ferita.