Il
corallaro
Che
storia dietro quel rosso cammeo
nella
vetrina dove la gente guarda e va via...
e
lui è lì lucido, bello e morto!
Scendi
giù nel blu più blu
naturalmente
quello Mediterraneo,
sommozzatore
professionista
con
lo scafandro di rame e ottone
e
la seconda pelle di gomma,
in
superficie il “legno”
e
negli occhi il mestiere del corallaro.
Ma
quanto freddo c’è laggiù nel buio e
pesci
così strani dietro il piccolo oblò e
quali
pensieri, a moglie e figli
nel
ritmare dei respiri nella
profondità
che sale di pressione.
Sgocciolano
sudori freddi o caldi lì dentro?
Un
po’ appannato o affannato
un
po’ oppresso o rallentato...
Tutto
coordinato: barcaiolo, tubi e cavi
ogni
movimento ogni azione
dai
passi zavorrati al battere di piccozza
sull’animale
del corallo più vecchio di te
con
le sue migliaia di polipi bianchi
splendenti
e gioiosi che si agitano
nella
corrente per vivere...
Una
martellata e il ramo cade nel retino
una
mattanza una vendemmia di “oro rosso”,
come
rosso è anche il tuo sangue
ora
misto di azoto bianco come i polipi
tu
rinascerai... Corallo.