Sogno di Polinesia
All’alba
un folle vento
mi desta le
esotiche fantasie.
Sarà quel
giorno
di chiudere
la porta
e d’andare
via
nel mito
solare
spensierato
e sognatore
dei Mari del
Sud.
Nei piedi e
nel sangue
negli occhi
e nel sudore
nella voce e
nella musica
c’è tutta
l’energia
di sputare i
valori imposti
nella fuga
della civiltà
eredi degli
ammutinati
del
Bounty!
Tra
un’isola di sogno
e un’altra
di incanto
dove la
natura sposa
l’avventura
sperando che dura.
Atolli di
sabbia e palme
fiori e
fanciulle tipo Gogain
su un Mare
di mille forme
di Vita e
pesci multicolori.
Labirinto di
pietre
e il pesce
è catturato
non più
cannibali ora,
ma solo i
turisti
avidi di
emozioni
ma quali
emozioni ?
La molta
libertà qui
porta al
suicidio,
strano
parlando
di un
paradiso.
Si, ritornerò
selvaggio e ribelle
dove ormai
la civilizzazione
missionaria
ha deturpato
la loro
cultura.
La
bellissima Uaminé
vestita solo
di flora
danza
l’HULA
accendendo
desideri
e passioni
sessuali
a maschi
statuari.
Si, finirà
come tutto
anche
l’attesa
di quest’alba
Polinesiana,
e abbiamo
vissuto ognuno
con il suo
dove e come
però non
andiamo
in Paradiso
se non
c’è il
Mare.