I VANTAGGI DEL NUOVO NEOPRENE FODERATO MIMETICO
DURANTE IL
MOMENTO DELLA VESTIZIONE, SVESTIZIONE.
C’è un momento in cui si apprezza particolarmente un capo con fodera, una procedura che tanti atleti compiono in maniera assai più sicura e rilassata rispetto ad altre tipologie di capi: la vestizione e la svestizione al termine dell’esperienza sottomarina.
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Indossare una muta con l’interno non foderato, liscio e spalmato o a cellula aperta, in spaccato, si dimostra un’operazione abbastanza delicata. Nonostante si lubrifichi bene l’interno della muta e che questa abbia trovato la capacità di scorrere agevolmente sulla pelle bisogna afferrarne l’esterno per concludere bene l’operazione tramite l’assestamento del pantalone e della giacca. Il tempo della svestizione appare ancora più precario, soprattutto nel periodo invernale, perché qui non basta che l’esterno della muta sia bagnato o cosparso di miscela lubrificante, deve essere per forza di cosa esercitata una serie di trazioni abbastanza decise per rimuovere ad esempio una giacca aderente senza cerniera e con cappuccio incorporato. Le moderne mute foderate contribuisco a risolvere tutte le questioni descritte. La fodera è migliorata moltissimo nella qualità tessile, ci sono modelli in monofoderato che davvero non hanno nulla da invidiare a mute in liscio spaccato come possibilità di estensione multi assiale, di livello di elasticità. Mute con una copertura in filato elasticizzato che consente una dilatazione e una cedevolezza pari, o maggiore, a quella dell’espanso su cui è incollata. |
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Ciò significa che mettere un paio di calzoni da cinque o da sei millimetri ci si mette un attimo perché il tessuto non patisce l’affondo dei polpastrelli o delle unghie, si dilata enormemente, il pantalone è tirato su, sistemato sulla cute sino a copiare ogni piega anatomica senza troppi complimenti. Per la giacca da sette millimetri si trarranno le conclusioni maggiormente favorevoli perché e a questo livello che, ad esempio, un capo in liscio spaccato richiede la massima cautela. Con un modello di muta foderata si indosseranno prima le maniche della muta poi si infilerà il cappuccio e, senza timore, ci si aiuterà a srotolare il resto del busto con una serie di manovre manuali. |
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Con la buriana in corso, con raffiche di vento di Tramontana o di Grecale gelide se non si ha la fortuna di partire da casa, o da un posto riparato con la muta indossata, c’è da rischiare un bel malanno o ci si predispone a iniziare con il freddo la battuta di pesca se i tempi di vestizioni sono lunghi e disagevoli. Il capo con fodera ultra elastica ci aiuta ad accelerare enormemente i tempi ma il vantaggio maggiore lo verificheremo al termine della pescata. Non c’è neppure l’esigenza di procurarsi la miscela saponata, di rivoltare il bagagliaio dell’autovettura alla ricerca della mitica bottiglia di acqua e shampoo o di togliersi la muta in riva al mare (precauzione indispensabile se si veste una muta con l’esterno in neoprene tradizionale liscio perché la pelle neoprenica quando è asciutta fa attrito e non scorre se si accostano con un altro tratto di liscio) e poi raggiungere la sacca con l’accappatoio di spugna e gli abiti asciutti. Un capo con l’esterno in fodera possiede la peculiarità di potere essere rimosso a secco, il tessuto scivola, non ci sono impuntamenti di nessun genere e così la svestizione oltre che ancor più rapida del momento iniziale della vestizione, potrà essere fatta nel punto, nella zona di costa o litorale che si ritiene più idonea. |
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I
riguardi nei confronti di un recente capo foderato. Una muta in neoprene foderato, parliamo della versione con il tessuto rivolto verso l’esterno ma non dimentichiamo che esiste anche una produzione che prevede il posizionamento della fodera all’interno o su entrambi le superfici, deve essere trattata bene al termine dell’impiego perché una buona manutenzione assicura grande longevità e caratteristiche tecniche invariate. Non mi stancherò mai di ribadire che l’attrezzatura subacquea non va risciacquata a spruzzo con una doccetta ma, se si ha la possibilità, si deve immergere completamente in un recipiente e lavata per immersione. Processo che con la muta munita di fodera è indispensabile. Anche se si tratta di una fodera di ultima generazione, cosiddetta idrorepellente perché ordita con un filato che non assorbe acqua, o trattata successivamente con un prodotto chimico idrofugo, tra i micro spazi delle fibre tessili si soffermano impurità, residui di acqua di mare, sporcizia. Se non si lascia il capo ben immerso in maniera sufficiente (magari sovrapponendogli la cintura di zavorra o lo schienalino piombato per evitare che galleggi e non venga risciacquata per bene), qualche decina di minuti in genere sono sufficienti, non si da il tempo ai residui salini di sciogliersi e così dopo qualche mese di trascuratezza la muta tende a irrigidirsi o meglio la fodera si indurisce. Un poco di cura assicura la stessa morbidezza per anni e anni di uso intenso. Io ho un capo in monofoderato a cui sono molto affezionato: ha la veneranda età di oltre dieci anni e a parte la riduzione marcata di spessore dell’espanso dimostra sempre una buona elasticità della fodera. C’è chi al termine della stagione fa un ammollo con l’ammorbidente: se la manutenzione ordinaria è fatta scrupolosamente non si avverte la necessità di questa operazione. |
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Testo di Emanuele Zara