01
Marzo 2005
LORO
SONO ANCORA LA’…… A FUERTEVENTURA!
Ebbene
nella
mia testa da settembre, e complice un documentario su Fuerteventura, apparso
agli occhi della mia signora al momento giusto, un po’ di lavate di piatti
straordinarie, qualche seratina di latino americano e qualche cenetta fuori
programma ero riuscito a farle approvare la meta senza troppe domande….
Il
racconto Natalizio di Matteo e Massimo aveva rotto definitivamente ogni indugio
e a Gennaio mi sentivo come un cane da “trifula” alla fiera del tartufo
d’Alba. Naturalmente modificai un pò il racconto di Matteo prima di spedirlo
a mia moglie, perché la vacanza senza pesca poteva essere un rischio troppo sì,
anche in quest’ anno nevoso c’è stata la pausetta che da tempo era
programmata .
L’
idea di Fuerteventura ridondava alto…..non sono un Santo!!!!!! (Scherzo
ovviamente…ehm)
Agli
inizi di Febbraio arriva l’offertone con 500 Euro a cranio all-inclusive in
quel di Corralejo una settimana… la trifula sui tajerin….
Il
Massimo Romito (Grande uomo dalle dritte trasparentissime e chirurgiche degno di
grande stima e gratitudine… questo il significato del suo nome in Birmano…)
espertissimo della zona mi fece pervenire una
cartina dettagliata dei luoghi di pesca con descrizione e particolari per
raggiungerli, luoghi per approvvigionamento materiali da sub, personaggi a cui
dare il pescato oltre che amici per farsi aiutare in caso di bisogno… e non ci
restava che fare le valigie… la quantità delle info era tale che mi sembrava
di immaginare tutto… ma mi sembrava…
Trascorrono
le settimane e 2 giorni prima della partenza il mio tubone pieno di attrezzatura
è pronto, peccato che sulla pesapersone risulti 28 kg!!! Anche il bagaglio di
mia moglie (dove stanno anche in un angolino i miei vestiti) è pronto e pesa 19
kg….Uhmhm 17 kg in esubero, non male come inizio, chissà al ritorno! In più
naturalmente due zaini per me e un borsone per mia moglie da portare in cabina
altri 20 kg buoni a mano…
Il
giorno prima della partenza è tutto un telefonare a Eurofly per capire se i
chili in esubero mi costino più del soggiorno completo e se il nostro volo è
fra i 200 cancellati a causa dello sciopero alitalia… è un vero casino,
menomale che qualcuno sembra ricordarsi che i kili in esubero vadano a 5 Euro
l’uno solamente… e così mi tranquilizzo un po’.
Il
lunedì 21/02 decidiamo di partire
per l’aeroporto alle 02.00, infatti
la perturbazione Siberiana non lascia scampo… troviamo neve sulla A21 e gli
spazzaneve sulla A26 fanno cordone occupando tutta la carreggiata e obbligandoci
a procedere a 50 km/h. L’ arrivo al parcheggio di Malpensa è una prima
liberazione, ma c’è ancora il grande spauracchio…il check in!!
Gli
occhi freddi di quella donna scrutano il mio tubone (non è pornografia) mentre
lo sistemo sul nastro dietro il primo bagaglio… sigh mi accorgo che purtroppo
il display del peso funziona e gira da bestia ma… che cav.. ohh il numero è
23! 23 Kg! Infatti il tubo non stà tutto sul nastro e la donna non si accorge
che sporge per un buon 60-70 cm scaricando il peso su un bordo .. e vaiiiiiiiii!!
(Tattica prevista)
Arriva
la domanda fatidica:<<COSA C’E’ QUA’ DENTRO??>>.
Ora
con la risposta ti giochi tutto il frutto di mesi e mesi di preparazione e sogni
a occhi aperti e devi sfoderare tattiche frutto di grande improvvisazione alle
quali mai nessuna pecedente esperienza ti ha preparato. Tutto dipende da quella
risposta, se devi pagare, quanto, se si può imbarcare.. sì ma in quale
volo…. Prendo fiato e con flemma Britannica rispondo :<<ATTREZZATURA DA
PESCA!>>. La donna alza un sopracciglio e dice :<<DEVO TELEFONARE
PERCHE’ NON SO’…>>
Porc
!!?^^^***aaaa!!—Vaff///&%%%%££££oooo!!! Mi tremano le gambe e cerco di
ricordarmi tutte le preghierine che avevo imparato al catechismo, ohh sempre così,
sempre la stessa tortura… intanto provo a dirle che sono sicuro del fatto che
si possa trasportare perché non è prima la volta e ho telefonato e bla bla se
avessi 4 ventose me le attaccherei su braccia e gambe per arrampicarmi meglio…
e bla bla. La donna continua a provare a telefonare ma di là evidentemente non
risponde nessuno… beh sono anche le 06.30, vuoi vedere che… vuoi vedere
che… intanto quelli in coda iniziamo un po’ ad agitarsi e io non posso fare
altro che alzare le braccia con aria rassegnata verso di loro… la donna
abbandona il telefono e prende il regolamento leggendo ad alta voce i bagagli
soggetti a pagamento ecc ecc… non trovando niente si rivolge ancora a una sua
collega che fa cenno di no con il capo … ghiaccio… La donna si siede al suo
posto e delibera:<<OK NON MI RISPONDE NESSUNO E SUL REGOLAMENTO NON VI
E’ MENZIONE SPECIFICA QUINDI…..PORTI IL BAGAGLIO AL GATE 17 PER
L’IMBARCO>> Siiiiiiii!!! E vaaaiii e senza pagare il sovrappeso, 23 Kg
Uhhhhh!!
Il
viaggio passa veloce (4 ore ) e in un batter d’occhio tocchiamo terra a Puerto
del Rosario, ci aspettano 20 gradi un
bel po’ di vento e un territorio bellissimo tutto da scoprire.

Durante
il trasporto all’ hotel rimaniamo folgorati dalla bellezza delle dune con
dietro il mare turchese, e dalla varietà incredibile dei paesaggi.
Una
volta arrivati al villaggio inizia il disimballaggio dell’ attrezzatura, e
affittata un’ opel astra a Corralejo, cartina alla mano decretiamo l’inizio
della nostra avventura!
Per
provare un po’ la nuova vetturina facciamo un piccolo itinerario fino a
raggiungere la località del Cotillo. Una strada sterrata costeggia la costa da
nord a sud, e il panorama è mozzafiato
con la rocca che termina su baie di sabbia beige assaltate da un mare feroce…
l’odore dell’ oceano è pungente e non vedo l’ora di assaporarlo.

Alla
sera a cena pianifichiamo la giornata seguente che finalmente mi vedrà in
azione e scendo a patti con mia moglie per le battute future.
Le
regole sono : Pesca a vista, max 2 ore, orari da signore e mi sembra anche
giusto.
Il
mattino seguente sveglia alle 0845, colazione nel villaggio e via verso la zona
di pesca nord-ovest, alla ricerca della mitica Playa de Tebeto.
Nessun
problema per arrivare fino a Tindaya, un paesotto ben segnalato, e un deserto di
problemi per proseguire!!! Le strade sterrate infatti sono tutte uguali
e sembrano andare nella direzione giusta… Anche a guardarsi attorno è
tutto uguale, e le uniche segnalazioni sono dei piccoli cumuli di più pietre
messe una sull’ altra come a segnalare una pista.
La
richiesta di informazioni a un autoctono in siesta sui gradini di un bar tipo
boss locale si risolve con un “Todo a drita”…bohh.
Dopo
una mezz’oretta di sterrato polveroso con la mia Astrina che sinceramente mi
fa un po’ pena, ci ritroviamo con la strada che finisce nel nulla, e degli
uccelli neri che volteggiano sinistramente sopra di noi J…
è incredibile come le distanze in un paesaggio del genere (desertico)
ingannino. Infatti 10 minuti prima avrei giurato di essere a qualche centinaio
di metri dalla costa, e adesso abbiamo la stessa identica sensazione!!
Decidiamo
saggiamente di tornare indietro per non perderci, e ci accorgiamo che anche
questa operazione non è semplice dal momento che è tutto uguale! Comunque ce
la facciamo e dopo un’altra ora e un’altra richiesta di info riusciamo ad
arrivare sul bordo costiero che si presenta alto ma non impossibile… L’
oceano invece ai miei occhi mediterranei è piuttosto incazzato, ma forse è
solo normale…Scorrendo la costa verso sud cerchiamo un posto ridossato per
entrare ed uscire, e lo troviamo alle 1100.
C’è
infatti una formazione rocciosa affiorante che forma quasi un anfiteatro verso
terra con 2 aperture sui fianchi, praticamente un porticciolo naturale!
Raccomandazioni di rito della mia mogliettina che è un po’ contrariata dal
momento che la discesa è un po’ alpinistica… Mi vesto in fretta e furia e
in un baleno sono giù. L’ entrata è comoda, e scivolo in acqua silenzioso
come un pinguino. Evviva, nuovamente
assaggio l’ oceano e subito un sorpresone graditissimo quando mi vengono a
fare visita dei piccoli saraghi con manto simil zebra bianco nero, i bellissimi
faraoni, rimango a guardare perché sono stupendi e intanto studio il percorso
da compiere.
L’
obiettivo è quello di guadagnare un’ uscita sul mare aperto dove ci saranno
sicuramente i pescioni e perciò mi dirigo verso l’apertura di dx. Man mano
che mi avvicino al punto aumenta la corrente in entrata e
faccio fatica a proseguire mannaggia. Vada allora per un agguato e
cercherò di passare rasente al fondo questa decina di metri che mi separano
dall’ eden.
Mi
immergo e inizio il mio percorso e subito vedo due belle mormore in un catino di
sabbia, se fossi in Liguria non esiterei, sono pesci sugli 8-9 etti, ma devo
proseguire e le due mormore alla mia vista scappano dietro al costone che
delimita il ridosso alla mia sinistra… è stata una grave leggerezza e infatti
proprio da lì si alza un faraone
lungo come il mio braccio, che a circa 5 metri resta un attimo col muso
inclinato verso il basso e poi scoda
fragorosamente.
Un
appunto volevo farlo sul rumore che si sente a contatto del fondo, che per i
mediterranei come me è veramente inquietante. Perso il saragone risalgo
dimenticandomi di tutto e mi ritrovo nel bel mezzo di un’ondone che mi
ricatapulta all’ interno del porticciolo come un fuscello.
Dopo
un’ altro tentativo mi convinco che forse è meglio non rischiare e preferisco
stare dentro il ridosso, in effetti quello che da fuori sembrava fattibile, ora
mi pare troppo impegnativo. Vado allora un po’ a sinistra incontrando solo
cefalotti, e quando mi accorgo che la marea stà anche calando e che ben presto
rimarrò in secca (3-4 metri di escursione) decido di tornare da mia moglie che
contenta di vedermi all’ asciutto e salvo mi fa anche una foto prima di rifare
la scalata… tutto a posto per fortuna.

Beh
niente pesce però per lo meno avevo rotto il ghiaccio, che per me non è mai
semplice.
Alla
sera decidiamo di andare in avanscoperta vicino a Corraleyo, per vedere i posti
che mi aveva indicato Massimo con estrema precisione, e infatti troviamo al
primo colpo le zone che si riveleranno poi le più pescose di tutta la vacanza
… data la vicinanza al nostro villaggio e la zona sempre riparata
decido però di tenerle come jolly, c’è infatti tutto il sud che mi
incuriosisce e tutti i giorni ancora davanti. Oltretutto il vento sembra calare,
ma è solo un’ illusione…
Il
giorno seguente decidiamo di andare a visitare la zona orientale dell’ isola,
e naturalmente l’attrezzatura non può mancare dato che ha preso posto fisso
nel bagagliaio dell’ astrina. La zona di pesca in questo tratto è abbastanza
vasta, ma come mi renderò conto presenta pochissime entrate da terra. La strada
si avvicina poche volte al mare e sono quasi rassegnato a perdere la pescata
quando… proprio sul confine della zona di pesca trovo uno spiaggione da cui è
possibile entrare e uscire, evviva è il Gran Tarajal.
Mi
preparo sotto gli occhi vigili di mia moglie e via dal lato sinistro verso un
promontorio schiumoso veramente invitante. Pinneggio un po’ e sotto di me c’è
solo sabbia, però l’aspetto voglio farlo lo stesso e mi vengono a trovare
delle triglie giganti… che tentazione, ma sono qui per altro. Proseguo e trovo
un tubo che corre parallelo alla costa. Mi sembra di stare in Liguria, l’
acqua è un po’ torbidina, 7-8 metri di visibilità uhmhm le condizioni
abituali dalle mie parti. Proseguo e il fondale aumenta dolcemente quando un
movimento sospetto attira la mia attenzione. Scendo un po’ per mettere a fuoco
quelle sagome confuse ehh… un bellissimo squalo chitarra di circa 1,5 m
seguito da una razza giocano a contatto della sabbia. Si accorgono dell’
intruso e si allontanano con la classica flemma. Che paradiso.
Il
sogno continua e intanto si iniziano a intravedere le radici del promontorio che
affondano nella sabbia del fondale.
Ancora
20 m ed esplode la vita con pesci pappagallo che sembrano incrociati con i
nostri tordi marvizzi, e saraghi faraoni in branco che fluttuano nelle onde.
Ricci atlantici dai lunghi aculei e minutaglia colorata. Porto il mio aspetto in
questo punto di transizione tra la roccia e la sabbia rivolto verso il largo, e
i secondi passano lenti. I pappagalli si stringono e sembrano essersi dati
appuntamento per ammirare quel essere straniero invadente.
L’urlo
dell’ oceano è forte e stà per ricompiersi il rito … un sussulto dei
pappagalli e la visuale sgombra.. 5 palamite spaccano la colonna d’acqua e
proseguono la loro traiettoria purtroppo fuori tiro utile a rendere sicura la
cattura.. i corpulenti pescioni si allontanano ma ancora qualcosa deve
succedere. Un muro di cefali mi sorprende da terra, mi passa sopra e sono tutti
pesci da min 2 kg, riguadagnano il
loro spazio, un esemplare si gira forse ha udito il mio battito silenzioso e
senza esitazione parte il mio colpo… il fuggi fuggi generale e la breve lotta
col pesce poi riprendo il controllo…
Il
mio apneist mi ricorda che l’oretta è passata, ma ho già soddisfatto i miei
sensi e anche oggi Nettuno mi ha offerto il suo spettacolo. Sono un ospite e non
lo dimentico mai…
Per
me un bel cefalo è sempre un’ ottima preda, e vi assicuro che a tavola nel
villaggio ha fatto il suo figurone…

Arriva
il giorno di pioggia , e sì, dicono che quest’anno a Fuerte sia scesa la
pioggia che normalmente scende in 15 anni!!! Tutto sommato comunque il temporale
è sempre una cosa passeggera, l’ unico problema è che le strade sterrate
diventano impraticabili se non con un 4x4 che … abbiamo sfortunatamente
lasciato a casa! (Non sa quanto mi è mancato).
Shopping
a Corraleyo allora per la felicità di mia moglie Elisabetta e girin girula e
fotografie tra la dune e mulini fino a sera…non proprio fino al tramonto però…
Arriva
infatti anche il mio momento, ed è il momento del Jolly!!!!!!!!!!!!!!!
Sono
le 18.00 e la marea si stà già abbassando, entro lo stesso al Jablito, una
baietta comoda comoda almeno per ora… un’ ora di pesca ci vuole!
Scivolo
in acqua e dopo i primi 10 metri di percorso la visibilità si azzera a 50 cm a
causa di un fittissimo branco di acciughette che è compatto al punto da non
farmi vedere né avanti e nè il fondale. Seguono i miei movimenti e si spostano
solo quel tanto che basta per non urtarmi. Il risultato luminoso coi raggi ormai
bassi sull’ orizzontale è un qualcosa di indescrivibile e che non avevo mai
visto così…. Continuo a pinneggiare alzando la testa fuori dall’ acqua di
tanto in tanto, perchè dopo pochi metri tutto stò lucicchio mi fa perdere
l’orientamento! Penso in quel momento che i miei pensieri devono essere quelli
di un tonno nel branco d’acciughe, e in fondo il mio istinto non è tanto
diverso….
Mentre
sono assorto nei miei pensieri torno a vedere… e sono sagome lunghe e
affusolate al limite della visibilità che scivolano sinuosamente… Sono
barracuda in branco! Saranno centinaia, tutti tra 1 e 3 kili. Era dalla
Martinica che non li vedevo, e ora sono lì a 10 metri.
Un
respiro a rallentare il cuore e sono sul fondo … inizia il carosello e i pesci
sfilano a 50 cm dalla freccia, è uno
spettacolo indimenticabile, poche volte nella vita accade per il tempo di
qualche secondo, ho un solo colpo una sola possibilità …scelto! Il branco
scarta e dopo lo strattone a fine corsa la mia asta cade vuota.. NOOOOOOO .. ho
fatto cilecca inspiegabilmente, forse i pesci erano troppo vicini .. o troppo
veloci… Comunque devo riprovare, anche perché quei pesci non si sono
scomposti di molto, quelle acciughette schiacciate, per loro, devono essere
veramente irresistibili!
Riprendo
il controllo e ci sono, Nettuno dai, ancora una volta perfavore! Rieccoli…
scivolano a destra e a sinistra si tengono un po’ più lontani e tornano
indietro, ce n’è uno però che rimane un po’ più alto degli altri alla mia
sx, è un po’ più grossino e mi scruta puntandomi diritto, per un attimo
incrocio il suo sguardo e si muove impercettibilmente, stà avanzando, è
vicino, è lui! SBRAAAANGHTT parte
il colpo e questa volta c’è in sagola un bel barra che nuota impazzito
prendendo filo verso il largo. Recupero con le mani il filo e gli sono a 5
metri. Inizia a girarmi intorno insalsicciandomi … A ogni spira diminuisce la
distanza, ma se continua così mi si schianterà addosso!! Noooo il BBT (Bollo
Barra Team) no! Inizio a girare su
me stesso per evitare il bollo e la mia manovra ha successo.
Riposto
il barra in boa provo ancora qualche aspetto.
I
Barra carosellano sempre ma uno basta e inoltre ho notato l’ avvicinarsi di
altri pesci strani… A un mio ennesimo aspetto uno di questi arriva veloce,
seguito da altri 3.
Sono
dei Carangidi zebrati sui 2 kili. Hanno un attimo di esitazione quando mi sono a
3 metri… troppo tardi.
Il
primo di quelli colpito leggermente sopra l’opercolo branchiale va a far
compagnia al barracuda.
E’
tardi sono soddisfatto e la mia fidata mogliettina mi aspetta impaziente con la
macchina fotografica pronta per il servizio… all’ uscita la sorpresa della
marea che si è ritirata e mi costringe a fare come una lontra tra una pozza e
l’altra per un centinaio di metri.
Porto
i 2 pesci ai ragazzi del NWT (No work Team) un negozio i cui gestori sono
gemelli Milanesi che abitano ormai da 10 anni a Fuerteventura e se la passano
mica male …tacci loro… sono
amici di Massimo Romito che mi chiedono gentilmente di salutare. Mi fanno un
sacco di complimenti e che cavolo mi sembra di essere a casa!

La
vacanza prosegue e ci spingiamo nel giorno seguente al profondo sud.
Visitiamo
tutta la penisola di Jandia con la bellissima spiaggia del Sotavento meta
prediletta di nudisti di tutto il mondo che qui possono passeggiare per
30 km circa nudi in riva al mare…le persone che vedete dietro a mia moglie
erano completamente nude!!
Naturalmente
l’ attrezzatura è sempre al seguito e non mi posso perdere l’occasione di
visitare l’ultima zona di pesca, quella a sud ovest. In tutta la zona sud
predominano gli spiaggioni e come al solito sono pochi i luoghi da dove si può
scendere al mare. Troviamo un paesotto di surfisti dentro la zona di pesca
(Unico punto accessibile trovato), è la Pared, ci accorgiamo presto però che
il luogo è bello solo per fare le foto.. per pescare è un tantino
pericoloso…

Và
beh per oggi mi rassegno all’idea di fare il Signore in vacanza, e non è poi
così male come vedrete.
Andiamo
ancora a sud e oltrepassiamo Il
Morro de Jable , il nostro obiettivo è vedere
la mitica Playa del Cofete, una spiaggia di sabbia enorme
raggiungibile solo con percorsi sterrati e almeno un’ ora di
percorrenza.
Ho
l’ occasione così di testare la nostra astrina blu, improvvisando un Rally
(sembra il WRC di Grecia) di una mezzoretta tra tornanti
dossi cunette e pozzangheroni, veramente divertente, e quando arriviamo
sul punto panoramico si apre a noi uno spettacolo mozzafiato… “El cofete”.

La
bella giornata volge al termine e anche i giorni che prima erano davanti, pian
piano stanno passando tutti dietro.
Il
giorno seguente infatti sarà sabato, e sarà l’ultimo giorno di affitto della
vettura, e quindi l’ultimo giorno di pesca ed escursione.
Proprio
per l’occasione accenno a mia moglie che per essere davvero brava dovrebbe
farmi pescare al mattino e alla sera di questo giorno…in effetti il giorno
precedente ho fatto il Santo e praticamente abbiamo visto tutto ciò che c’era
da vedere!!! Le confido poi che bisognerebbe
anche andare a Corraleyo per gli ultimi souvenir… e quale occasione migliore
se non la sera mentre io pesco (purtroppo sono allergico allo shopping…non è
colpa mia). Comunque con un po’ di tranelli di questo tipo riesco ad avere
l’approvazione del progetto e mi preparo per il grande giorno.
Alle
1000 dopo aver accompagnato mia moglie in spiaggia sono al Jablito.
Mi
stò cambiando, e a 500 m dalla spiaggia il mare presenta una chiazza ribollente
con decine di gabbiani che si tuffano in picchiata. Si odono i tonfi sordi
della mattanza, e cerco di accelerare le manovre di vestizione per andare
a vedere. Peccato che quando sono vestito e pronto tutto finisca…
Ci
sono sempre le acciughette a darmi il benvenuto, ma molto meno di 2 giorni fa.
Proseguo
la mia pinneggiata per raggiungere il posto dei barracuda, e durante il percorso
vedo le razze insabbiate che si riposano… ce ne sono molte e deduco che siano
in riproduzione, non si spiegherebbe altrimenti una così massiccia presenza nel
sottoriva. Proseguo e di nuovo appaiono dal nulla le ombre lunghe dei predatori
tra i più veloci del mondo sommerso, i Barracuda. Incredibilmente
sono ancora lì dove li avevo lasciati. Provo un aspetto e questa volta
il branco mi conosce. Sono molto più guardinghi nell’ avvicinamento, ma il
mio richiamo è perfetto e il rito si compie anche questa volta.
Ne
catturerò 2 alla stessa maniera, e all’ uscita fotina di rito prima di andare
a recuperare mia moglie in spiaggia.

La
sera arriva veloce e stò scalpitando… l’ultima a Fuerte di nuovo al Jablito.
Questa volta mi accompagna la moglie, mi molla e tornerà a riprendermi al
tramonto.
L’
entrata è di nuovo uno spettacolo, con le acciughe compattate come due giorni
prima.
Inizio
a capire le leggi di questo mare proprio adesso che me ne devo andare…
Le
razze non riposano più e volano a coppie. Sono gli ultimi attimi di frenesia
dell’oceano prima della quiete notturna.
Supero
lo sbarramento delle sardine e chi ti trovo oltre?? Di nuovo loro gli stessi
barracuda . Questa volta però ci sono anche molti cefali che sfrecciano veloci
e ben presto mi rendo conto del motivo, c’è un branchetto di palamite da 2-3
kili in caccia. Provo a insidiarle, ma la poca curiosità suscitata non basta
per portarle a tiro. Forse sono troppo scoperto.
Provo
un ennesimo aspetto arretrando il più possibile a terra e in puntamento verso
il largo.
In
questo modo sono immerso nelle acciughette in 5 metri d’acqua che mi coprono
interamente la visuale, e allo stesso modo mi nascondono alle palamite. Voglio
giocare infatti sull’elemento sorpresa, e voglio trovarmele davanti…so già
che quando arrivano le vedrò… mi diverto a spostare il fucile e vedere il
cono di pescetti che vi si sposta attorno, sembra una cosa magica! Ad un tratto
i pescetti non vogliono più giocare , e iniziano tutti piano piano a scorrere
alla mia destra, sempre più veloce, sempre più veloce, le loro sagome si
confondono è un fiume di occhi e argento. Sento 3 poi 4 ancora 5 scodate
secche, finiscono le acciughe e sono
in tensione massima, ancora niente ancora nien… bucano la sospensione un
fascio di una 50ina di ricciole in caccia. Tutti pesci tra 3 e 4 kg che si
abbattono sulla mangianza assediandola. Sono troppo veloci e devo aspettare che
qualcuna si accorga di me. Volteggiano scodando in tutta la colonna d’acqua
tra le piccole squamette argento che cadono sul fondo come neve.
6 0 7 esemplari ritardatari deviano verso di me procedendo in formazione
compatta. Sono abbastanza lenti ed è la mia possibilità. Sono al limite di
gittata, ancora un metro per sicurezza, 2 si girano e gli altri deviano un po’
a sx, ho già scelto l’esemplare più
grande, scarta ancora sinistra fuori portata ma fa un 180° e rientra sfilando
da sx verso dx è la mia possibilità…SBRANGHHHHTTT . La ricciola è colpita a
centro corpo e scappa strisciando sul fondo portandosi via diversi metri di
nylon, si incastra in tutto quella che trova, e prima di fermarla mi combina
un casino che impiego 15 minuti a sbrogliare… la metto in carniere e ringrazio
Nettuno che ancora una volta è stato generoso con me ,
una Ricciola e …. 2 barracuda, e sì mica potevo far finta di niente!!

Ringrazio
Massimo Romito per le preziose informazioni senza le quali non sarebbe stata la
stessa Vacanza. Nel caso qualcuno volesse andare in questi posti rivolgetevi
sicuramente a lui perché è un grande esperto di pesca che ha girato tutto il
mondo, saprà darvi le indicazioni giuste e oltretutto potrebbe offrirvi
l’opportunità di affittare la sua casa (Noi non l’abbiamo fatto perché per
una settimana non avevamo voglia neanche di rifare il letto!!! Siamo dei
pigroni.)

Ringrazio
La Totem sub, nelle persone di Fabrizio e Lello, che mi ha spedito gli elastici
in tutta fretta con posta priotaria e ha
permesso di equipaggiare al meglio il mio solito legnetto, è diventato una
bomba….
Ringrazio
Albino Devoto che mi ha fornito in tempo le aste con le pinnette rivelatesi una
vera manna…
Ringrazio
tutti coloro che mi hanno seguito fino a qui ai quali spero di avere regalato
1/100 delle emozioni che io ho provato, ne sarei già contento.
Se
è vero che ne sappiamo molto di più della superficie lunare che delle
profondità dei nostri Oceani (come si dice nei documentari) sono conscio che
siamo testimoni di avvenimenti poco comuni e per questo mi sforzo in questo
faticoso lavoro per descriverli.
Concluderei
con una poesia che ho scritto apposta:
IL
BRANCO DI BARRACUDA
L’ora
è giunta della vera conclusione,
e
nella mia memoria riposerà il sapore.
Un
sussulto ancor però mi prende,
quando
veloci volano nella mia mente.
Son
lampi furbi in quantità
e
ricordate : SONO ANCORA LA’!
Ps
Cosa dite??? Quanti kili avevamo al nostro rientro??
Bèh
in più dell’ andata : 5 kg di sassetti vulcanici per le piante grasse, 1
cactus da 3 kg preso in estremis, una pianta di aloe vera, 10 saponette all’
aloe, 2 felpe del NWT, 4 strofinacci….. ecc ecc ma soprattutto …
………….NIENTE
CONTROLLO PESO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ciao
a tutti!!