La rana pescatrice
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Era
una fredda giornata invernale, solo i veri appassionati sfidano il gelo di
febbraio per buttarsi nelle acque liguri alla ricerca di qualche pesce per
cena. Gli incontri invernali sono quasi sempre i medesimi: saraghi, cefali, magari un bel branzino. Ma oggi, a circa -15m, trovo dei calamari in amore che si inseguono con grazia tra i massoni del fondo. Ne seguo uno che vedo entrare sotto un lastrone, mi apposto alto sopra l'ingresso e l'aspetto all'uscita. Sorpresa; escono in due, e l'altro č ben pių grosso. SPLIT! e l'asta trafigge il collo del calamarone.
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Gli altri cefalopodi prendono il largo e per la seguente mezz' ora non vedo altro, poi scorgo qualcosa di strano sul fondo e mi avvicino strisciando tra i massi. Una rana pescatrice con la boccaccia aperta e immobile.
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Penso che sia morta e lamentando la mia sfortuna mi avvicino ulteriormente mantenendo comunque l'arbalete puntato. Lei si gira impercettibilmente verso di me e mi guarda. SPLIT! e la tahitiana la centra nell'occhio dx. La
risalita con quella specie di paracadute aperto non sarebbe molto agevole
se non avessi il mulinello sul fucile a facilitarmi ascensione e recupero
dei 7 kg di rana.
Ciao
"Skillo"
- Torino |