La regina d' Inverno
Come ogni domenica pomeriggio, partivo da Roma verso nord a cercare un po? di acqua limpida tra le coste di Santa Marinella e Civitavecchia.
Era il 23 febbraio 2002, giornata splendida di sole quasi primaverile, mare calmo e vento fresco da nord.
Come consigliatomi da un articolo su un giornale, parcheggio di fronte ad una serie di palafitte in riva al mare e scendo in acqua cercando di trovare la secca del Cavalluccio Marino.
Dopo parecchie centinaia di metri mi ci trovo di sopra, rimango sempre al di sotto dei 10 mt di profondità ed inizio a scrutare il fondo.
Cè grotto, quindi cambio il mio Apache 90 con mulinello con un fucile più corto da tana. Inizio a perlustrare ogni anfratto che mi sembra possa ospitare qualche preda interessante, ma niente di buono, solo qualche dotto e saraghi di piccole dimensioni.
| Dopo
più di due ore, con una fastidiosa corrente che spinge al largo, decido
di cominciare a tornare cambiando nuovamente fucile.
Intanto il sole era molto basso e così provo a fare qualche appostamento, ma nulla si cura di me. Fintanto che, durante una ventilazione scorgo sul fondo un gruppo di spigolette stimate sul chilo, che vagano rasenti il fondo. Vicino ad esse cè una macchia di posidonia mista a scogli e sabbia che mimetizza in perfetto modo un piscione che si muove lentamente. A questo punto respiro e scendo senza fare il minimo spruzzo e mi muovo rasente il fondo. Nessuno si accorge di me, solo una piccola spigola accelera l?andatura, ma il resto del gruppo non fa in tempo perché ormai ci sono vicino. E' girata di coda, non posso rischiare di sparare adesso, quindi mi sposto verso sinistra (sono mancino) per cercare la testa. E'un attimo, senza volerlo ho già sparato e quella macchia confusa tra la posidonia prende vita e comincia a scodare come una pazza. |
|
Apro il mulinello e risalgo, sento che tira e rimango concentrato, devo recuperarla al più presto.
L'aletta
si è aperta, quindi la tengo in trazione e recupero qualche metro. E? vicina,
afferro l'asta alle estremità e l'abbraccio urlando di gioia. Dopo ancora una
mezz'ora di nuoto torno a riva e mi godo un tramonto fantastico ringraziando il
mare per questa mia prima grossa emozione di 5,8 kg.
foto e testo di luciano s.