A Santa Teresa in “Motorino”
Con Simone di 6 mesi e mia moglie Elisabetta ancora in maternità, quest’ anno finalmente si decide di partire a giugno, fuori dal casino e dalla calura estiva, verso uno degli angoli più belli della Sardegna : La Gallura.
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Ci
accoglie la perturbazione dei primi di giugno a ricordarci che ancora
non è estate , ma quando dopo un paio di giorni il sole fa capolino, lo
spettacolo è mozzafiato con la Sardegna verde e fiorita come non l’
avevamo mai vista. La sistemazione è spartana ma logisticamente ottima essendo in baia di Santa Reparata, e quindi al centro dell’ area di pesca che và da Mte Russu a Porto Pozzo. |
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Complici
i numerosi B.P. dei listaioli più fetenti chissà chi (non si può dire
perché la lista è pubblica …o non lo è… boh chi lo sà?) nei
primi 3 giorni l’aria condizionata della nave si trasforma in mal di
gola con interessamento dei turbinati nasali, tant’ è che la
compensazione mi risulta oltremodo difficile e rumorosa sia in discesa
che in salita. Riuscirò solo a prendere un paio di maggiori, rendendomi
conto però che qualche bella orata girava contro qualsiasi logica. In
effetti posso affermare che per ogni pescata vedevo almeno 3-4 orate
sopra il kilo scodare impaurite, mentre tutto il resto compresi cefali,
saraghi, salpe, erano praticamente inesistenti … figuriamoci i
dentici! Mahh……. |
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Comunque
cerco di resistere e scacciare i cattivi pensieri, anche con l’ aiuto
di Fausto a cui chiedo di intercedere per me in lista ottenendo in
effetti indubbio beneficio. E’
lui che impietosito dal mio sconforto e dalla mia apnea ridicola mi
indirizza in alcuni tra i più bei posti che ho mai visto. Il
tempo si sistema e martedì 6 dopo il riposo di una giornata si inizia
sul serio… |
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Con
il “Motorino” è tutta un’ altra storia, e finalmente anche per me
“pescatore povero” come il “Nasone” (lui però è anche vecchio e
stanco J…)
le distanze iniziano ad accorciarsi.
In
effetti anche se il coso ha 2 ore di autonomia in continuo che sembrerebbero
poche, mi accorgo invece che bastano alla grande. Il bello è che riesco a
metterlo sullo zatterino e a trainarlo quasi senza avvertirlo… la differenza
però è al ritorno, perché la pinneggiata se la fa lui. L’ andatura non è
veloce, però mettendo il busto sopra la tavoletta e tenendo il motorino sotto
di essa si percorrono grandi distanze in completo relax…. Pensate che ho
pescato alle isole di Monte Russu partendo da cala Pischina!!!!!
E
così ho potuto pescare anche alle isole della marmorata, sulle secche di
fuori, e proprio su una di queste inizia questo episodio curioso.
Il
relitto della marmorata è segnato sulle carte come “alberi affioranti” ed
io ero curioso di vedere questo vecchio mostro di cui mi avevano parlato.
La
visibilità diminuisce man mano che procedo verso il punto indicato e mentre
prima vedevo bene almeno per 12-13 metri ora all’ orizzonte vedo un torbido
giallognolo come una nuvola … ci siamo.
Non
ero mai sceso su un relitto , e quella diminuzione di visibilità crea in me
un senso di apprensione quasi timore. Ora la nuvola è sotto di me e non vedo
quasi nulla. Faccio la capovolta e la nuvola mi inghiotte. Ini zio a
intravedere come un fantasma le lamiere del castello di prua avvolte da
spezzoni di vecchie cime danzanti e ancora giù obliquo fino a vedere la prua
coricata su un lato, rallento
l’ andatura e mi appoggio sulla balaustra di prua portando il mio aspetto
verso il largo… l’ho sempre sognato! E’ uno spettacolo come immaginavo.
Peccato che quest’ oggi la mangianza completamente
immobile e sparpagliata mi faccia capire che non c’è proprio un bel niente
da aspettare. Opto allora per un po’ d’agguato, ci sono infatti delle
belle creste che da 20 metri risalgono fino a 5-10, e sembrano fatte proprio
per nascondersi e guardare dall’ altra parte.
Scendo su una di esse che presenta un taglio a V sul culmine, e mi
affaccio dalla parte opposta… 10 metri più sotto sulla sabbia scorgo un
movimento, e mi basta un’ occhiata veloce per capire che è un’ orata
enorme sarà lunga 65-70 cm. Mi schiaccio sulla roccia e avanzo sulla sua
verticale lentamente e allo scoperto come un camaleonte. La discesa è
perfetta e lentissima, e solo quando le sono a 3 metri lei alza appena il
testone dando segni di nervosismo con le pinne che vibrano. Non aspetto e
parte la bordata in verticale che trafigge completamente il filetto laterale
sinistro. Il pesce impazzito esplode in una reazione senza senso tanto che
preferisco risalire e filare la sagola, ma ho appena il tempo di arrivare in
superficie quando vedo il pesce strapparsi
e fuggire con un fianco completamente aperto! Mi appare in visione il volto
sorridente del Supremo e mi ci avvento contro impugnando il coltello … mi ci
vogliono 2 minuti per capire che è un miraggio e riprendere la calma
interiore che solitamente mi contraddistingue.
E così me ne torno a casa con un bel cappotto di pecora (Cappotto
sardo)… e pensare che dopo pochi giorni avrò un altro incontro analogo in
stesso luogo e stessa maniera, questa volta cernia in parete di 5-6 kili che
però scoda dopo un tiro al
limite che la colpisce in testa debolmente, e altro cappotto!
Il giorno seguente il forte vento di Levante mi obbliga a pescare a ridosso di capo Testa, ma con il motorino è bellissimo, perché mi faccio spingere dalla corrente e poi tornerò contro… tanto pinneggia lui! L’ acqua è scesa a 18° e le mie speranze venatorie sono ridotte a un lumicino. Inizio una discesa su una cresta interessante dietro la quale vedo sparire 2 barracuda e quando sono di là EUREKA una bella orata sparisce tra 2 scogli.
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Continuo l’ agguato e scapolato un sasso la trovo proprio davanti al mio fucile che questa volta non perdona! Sono contentissimo perché è la mia orata record e non stò nella pelle tanto che vorrei tornare indietro. Voglio fare però un altro tuffo, ed è 10 secondi che sono immobile sul fondo, quando un’ altra orata esce da un pertugio e si ferma a 6-7 metri da me …. pazzesco siamo uno davanti all’ altra senza ripari … inizio a muovermi impercettibilmente verso di lei allo scoperto, e lei sembra non sentirmi anzi si mette anche a sgranocchiare qualcosa. Quando gli sono a 1.5 metri smette di sgranocchiare…. e sgranocchieremo noi!
Incredibile
2 orate così in una sola giornata … è la mia festa con mia moglie e
il mio bimbo Simone che si congratulano. |
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Metà
dell’ orata più grande finirà la sera stessa sul Barbeque,
accompagnata da un bel Vermentino Sardo in una cena romanticissima
intitolata “Tramonto su Capo Testa”.
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Ne
vedrò qualcuno l’ ultimo giorno di vacanza e ne prenderò uno sui 6-7 hg
appena. L’ isola invece ha un lato formato tutto da canaloni che sprofondano
verso il mare aperto. Passando sopra uno di questi noto un animale strano
appoggiato su una roccia e riconosco una Magnosa enorme. Scendo con cautela e
stò per afferarla quando mi sento osservato,
e mi accorgo che dentro un
buco a sinistra c’è un cernione che mi osserva ( era anche lui interessato
alla Magnosa probabilmente) provo a infilare il fucile in tana ma non ho il
tempo per inquadrare a tiro certo il pesce che invece si defila.
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Prendo
con le mani la Magnosa e dopo aver controllato che sotto il telson non
custodisca le uova la metto in boa… proseguo in pesca e noto un’
altra Magnosa che sembra baciarsi con un’ altra incredibile, in tutta
la mia vita ne ho vista una e oggi già 3… ma non è finita perché
poi ne vedo ancora 3 e una
allora la prendo ancora in modo che si facciano compagnia in boa…e nel
pentolone… sono 2 bestioni che pesano 3 kg in tutto. Alla sera mega cena a base di Magnosa che difficilmente mi ricapiterà nella vita. Mi sa che ho beccato il raduno! Tornerò
ancora una volta su Mte Russu questa volta partendo appunto da Cala
Pischina alla ricerca del cernione che si guardava la Magnosa, |
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e
succederà una cosa curiosa. Difatti arrivato poco distante dalla sua tana
scenderò in agguato, e quando sarò proprio vicino all’ imboccatura ne vedrò
uscire una orata discreta … con l’ obiettivo però di catturare la cernia
la lascerò andare rimanendo a bocca asciutta…. altro cappotto… la cernia
non c’era!
Il
levante resterà una costante fino alla fine della vacanza portando poi l’
acqua a 16-17°.
L’
ultimo giorno giornata con acqua
cristallina immobile e gelata, tipica delle prime giornate assolate di aprile,
catturerò ancora 4 seppie e un pizzuto …
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Ancora
da menzionare la tonnara su Capo testa da me sorvolata per curiosità ma
purtroppo vuota quel giorno, e piena invece 2 giorni dopo da dove sono
uscite una leccia enorme di oltre 20 kili e una ricciola sui 15. E
sì i cappotti si sono sprecati ma sono sicuro di aver pescato in uno
dei posti più belli della Sardegna in cui tornerò sicuramente,
e magari la prossima volta ci sarà più pesce… In fondo il
bello di questa disciplina stà proprio nella sua incertezza non
credete? |
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Ringrazio
tutti i lettori che mi hanno seguito fin qui e in particolare “Flipper”
(Maurizio) e “Er Canappia”
(Fausto) che mi hanno fatto pescare nei “loro” posti con tanto di
fotografie fatte in loco e descrizione minuziosa di secche e fondali,
partecipando in questo modo attivamente alle catture….
“Er
Canappia” addirittura (avendo paura che gli facessi piazza pulita… lui
sarebbe arrivato 1 settimana dopo) mi telefonava tutti i giorni per
interessarsi, e tanto la telecom
gli ha fatto la
“canappia-card” che sia che parli 1 minuto o 1 giorno paga sempre
25 cent! E così i trattati biologici sul riscaldamento del mare
relativo alla riproduzione dei serranidi, e la carbocisteina anossica che mi
abbassa l’ ematocrito e via dicendo bla blaaa blaaa come alle cene
insomma………….scherzo naturalmente Fausto!
Non
dimentico “L’Orribile”
(Pier) e “Ritasublaura”(Gabriele) che mi hanno chiamato partecipando alla
mia gioia anche se per le poche catture.

Silver