Sorprese Mattutine

 


Anzitutto i ringraziamenti:

Un caloroso grazie a Guidone per non avermi fatto andare a pescare ieri.

Un caloroso grazie a Pier Carrera per non esserci andato oggi.

Tutto ha inizio sulla riva del mare quando notata l'ora tarda, ed essendo patito dell' albata, decido di entrare in acqua dal posto più comodo e vicino al mio fido quattroruote.

Nonostante le indicazioni fornitemi da un amico, il mare non è così limpido come avrei creduto e mi pento di aver messo sulla plancetta il 110, pazienza.

Dopo poche decine di metri da dove sono entrato, un' oratella si fa sorprendere dal mio agguato "istintivo" ( e culoso).

Molto meno fesso, un cefalo fila via facendosi appena pettinare dalla mia taitiana e lasciandomi rancoroso a guardare le grosse squame dondolare verso il fondo. 

Ricaricata la legno fionda mi sposto cautamente in superficie fino a quando non scopro un balenio di corpi oblunghi e coduti a qualche metro dal mio fucile.

Immediatamente sento dentro di me suonare la sirena della "rapida" e svuoto le casse scivolando sotto di un metro e mezzo, nascosto alla vista dei cefali che imperterriti si strofinano contro una bella cefalona gonfia di futura bottarga.

Il letale rito si compie un'altra volta e il tiro scocca deciso verso la branchia dell'animala, "sfortuna" volle che nella confusione del mucchio centrai pure due maschietti insagolandoli alla perfezione.

Sbrogliata la matassa, riparto per la mia battuta di caccia arrivando nella parte un po' più fonda, già col pensiero rivolto alla possibile presenza di palamite marziane come quelle dell'anno scorso.

Mi preparo per un aspetto a circa 8m di prof e mi poso sul fondo tra grossi massi che mi circondano riparandomi ai lati.

E' proprio da dietro uno di questi massi che vedo spuntare una corpulenta figura di similpadella color orata che se ne va per la sua strada senza accorgersi minimamente del sottoscritto.

Il tiro è lunghetto per il mio abete ma riesco a passare di mezz'asta la bestiola proprio sopra la pinna pettorale. Contento come un bambino chiappo l'animalo e torno in superficie a guardare i raggi del pallido sole riflettersi sul fianco dell' argenteo sparide: che bello.

 

Ciao  

"Skillo" - Torino

 

PS!   A momenti dimenticavo; le palamite c'erano.

         Ma adessso ce n'è una di meno. Hi! hi! hi! hi!