La ricciola della vita

 


Mi chiamo massimiliano e

 pur abitando in un paesino montano  della Garfagnana  sono un grande amante del mare e della pesca sub che pratico da diversi anni in ogni stagione.

Il 21 giugno dopo un a nottata di lavoro decido di partire con mio padre per una pescata alle isole di Palmaria,Tino e Tinetto vicino La Spezia.

Alle 6.00 passo a prendere mio padre , mi fermo a casa per  l'attrezzatura e i documenti del gommone e ....quando stò per uscire si sveglia anche mio figlio Nicholas di 8 anni che insiste per venire con noi.

Accontentatolo partiamo per il mare e dopo circa un ora siamo al rimessaggio;carico  il tutto e nel giro di mezz'ora sono in mare aperto.

Subito all' uscita dal porto mi rendo conto che la giornata è buona, l'acqua è  limpidissima e c'è una discreta corrente soprattutto sulle punte degli  isolotti.

Decido di pescare su una secca con un fondale che da trenta metri circa risale fino a 4/5 mt dalla superficie.

Breve vestizione e sono in acqua con i miei due angeli custodi costretti a girovagarmi intorno per non incorrere nel mal di mare e segnalarmi alle altre barche.

Decido di tentare qualche aspetto ai diversi saraghi che girano nei paraggi ma purtroppo dopo diverse discese  non ho ancora preso niente e la corrente non facilita certo le cose in quanto mi costringe ad immergermi una ventina di metri  a monte dei punti precisi per gli aspetti,inoltre la stanchezza per la nottata comincia a farsi sentire.

Tento allora un tuffo sui dieci metri dove la risalita forma  un pianoro prima di inabissarsi a circa trenta metri.

Vengo subito circondato da saraghetti e castagnole ma di prede buone niente; quando ad un tratto da sinistra vedo schizzare un branco di cefali impazziti che fanno sparire anche tutti gli altri sparidi.

Punto subito il mio excalibur 90 nella loro direzione e dopo qualche istante ecco la ricciola.....è bellissima ed ormai vicina ,scarta verso destra velocissima,il fucile è allineato e parte il tiro.

La colpisco troppo dietro,la reazione è violentissima e mi trascina per qualche metro sotto finchè non libero la frizione del mulinello e riguadagno la superficie.

Dopo alcuni minuti di tiramolla vedo il suo bagliore stagliarsi nel blu a una quindicina di metri di profondità,chiamo a squarciagola mio padre per farmi passare il secondo fucile per doppiare il tiro in quanto temo che l'aletta non tenga il pesce.

Passatomi l'excalibur 75 inizio la discesa.....i 15/18 mt che mi separano da lei sembrano un abisso a causa della corrente e dell'emozione...ma eccola è proprio davanti a me ,scocco il tiro all'altezza delle branchie..è fatta! 

Risalgo con il pesce in superficie,mio padre è incredulo,mio figlio urla dalla gioia sbalordito.

Con il loro aiuto riesco a issarlo a bordo,è veramente bello!!Il mare continua a salire e a questo punto ,già appagato rientriamo nelle più tranquille acque del canale di Portovenere per le foto di rito.

A casa invece è la volta della pesatura: 20kg esatti!

Dedico questa cattura a mio figlio Nik,sperando che segua sempre le orme del papà!

                                             

                                                    saluti Massimiliano