IL
MIMETISMO SUI TUBI DÌ ALLUMINIO
O
CARBONIO VTR E
KEVLAR DELLA

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La
scomposizione d’immagine. Il
termine “scomposizione d’immagine” è una definizione che penso sia stata
studiata per prima in ambito militare. Ora
è una specie di filosofia produttiva adottata in varie mute subacquee sia
artigianali sia industriali. I
soldati hanno studiato a lungo il mimetismo e molte tute, e addirittura aerei,
navi, mezzi di terra quando devono agire in determinati ambiti usano finiture
che confondono gli avversari. Dipingendo
le fiancate di un carro armato a bande chiare e scure l’immagine che si
percepisce non è ben definita e mal valutata come distanza effettiva agli occhi
del nemico. Stessa
cosa per gli abiti tecnici degli assaltatori i quali per non far vedere la pelle
chiara quando compiono una missione usano spalmare una crema scura sul volto. |
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Noi
pescatori subacquei non siamo ancora arrivati a sottrarre il cerone marrone ai
figli nelle feste del Carnevale per mascherarci il viso in funzione “inganna
spigola” ma poco ci manca!
Le
prime mute, i primi accessori che sono apparsi sul mercato avevano per
l’appunto le identiche sembianze dei tessuti militari: alternanza di macchie
sotto forma di asole o lingue di diverso colore a matrice militare, verde
militare e sabbia.
Da
questo design piuttosto standardizzato e non ottimizzato sui fondali marini si
è passati ad una scomposizione d’immagine assai più sofisticata e adatta
alle nostre esigenze.
Ora
ci sono completi che simulano i chiaro scuri dei fondali, che alternano parti
mimetizzate finemente e aree di contrasto altrettanto colorate.
In
poca acqua funzionano bene ma è in profondità che la scomposizione
d’immagine rende sempre.
Completi
a grandi chiazze di colore che scompaiono tra i nascondigli del fondo.
Insomma,
dai sopra muta mimetici in tessuto super elastico agli ultimi transfer
fotografici applicati sulla fodera di una muta in neoprene, dai lisci colorati
artigianalmente alle scomposizione d’immagine studiata dalle grandi ditte ogni
pescatore in apnea può reperire il capo che preferisce.
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La
riflessione della luce. Chi
si immerge e pesca in pochissima acqua deve cercare un equipaggiamento mimetico
che sia il più possibile neutrale nei confronti della riflessione dei raggi
luminosi. Ci
sono costruttori molto attenti a questo problema, capi con fodere speciali
antiriflesso, altri meno curati. In 5/6 metri d’acqua la luce solare penetra
bene, riuscire a non riflettere i raggi con colori chiari è preferibile per
riuscire a non allarmare le prede. Al
contrario c’è qualche appassionato che caccia le palamite, i tonnetti, le
ricciole con capi che presentano delle porzioni di fodere molto chiare:
dall’alto riflettono la luce e ciò sembra essere un elemento che attira i
pelagici. Per
contro non sono il massimo dei tessuti mimetici applicati su basi bianche: se si
dilata il materiale si nota il chiaro sottostante. |
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Qualche
specialista, poi, rende riflettente o dipinge di chiaro la pala della pinna solo
nella parte superiore in modo che quando è in superficie le estremità danno
l’idea della schiuma presente e confondono i pesci che vivono nel bassofondo.
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L’importanza
di tutti i componenti mimetizzati. Trovo
che non abbia molto senso equipaggiarsi in modo mimetico di tutto punto senza
pensare a rendere simili tutti gli accessori. Nella
prima fascia batimetrica se si vuole “letteralmente scomparire” agli occhi
dei pesci è bene provvedere ad acquistare o a colorare in proprio il telaio
della maschera, il tubo aeratore, i guanti,e specialmente
il fusto del fucile,che è una propaggine che allunga di molto la nostra
figura spaventando molto il pesce ,specie se in fase i avvicinamento lo
muoviamo. Non
è sufficiente vestire una muta a scomposizione d’immagine di ultima
generazione e poi tuffarsi con il tubo fluorescente e i guanti verde fluo. Con
un po di pazienza si riesce a completare un quadro mimetico eccezionale, basta
un po di perizia con i colori per stoffa o per modellismo. |
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In
profondità il discorso calza con meno vigore ma è sempre valido: ci possono
essere guanti con dorso bianco che riflettono troppo la luce ma anche gomme per
arbalete troppo chiare e altamente visibili non appena si muove la punta
dell’arma. Per non parlare delle pale delle pinne che a volte “specchiano”
la luce in maniera troppo evidente.
Una
deroga si attua nei confronti dell’impugnatura che più è visibile meglio è
nel caso sia abbandoni il fucile sul
fondo: un calciolo bianco o giallo si nota dalla superficie anche a 25/30 metri.
Attenti
anche ai dettagli più minuti come ad esempio al coltellino, alla sua
sistemazione.
Il
mio è bianco, ho l’abitudine di tenerlo in cintura ma quella volta ho tolto
un piombo a sgancio rapido e ho spostato lo stiletto sulle reni.
Stavo
pescando dentici e il mio compagno Roberto mi osservava dalla superficie a una
certa distanza.
Alla
riemersione sono stato ripreso verbalmente con queste parole: “ Manu, ti ho
perso di vista in quella fenditura, mi sono sforzato di vedere come ti sei
sistemato ma non ti ho proprio notato lì per lì; per fortuna avevi il
coltellino sulla schiena, spiccava come una lampadina sotto il velo di
castagnole…”
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Per tutti gli amanti del
mimetico consiglio vivamente di particolareggiare il proprio fucile ,in quanto
ricordiamo il pesce lateralmente vede un tubo nero lungo ormai da anni e sa
distinguere le lunghezze del fucile .
Lo
scopo del mimetismo è quello di confondersi con l'ambiente che lo circonda o di
spezzettare l'immagine (vedere altro articolo
IL MIMETISMO ALLE VARIE PROFONDITÀ) .
Dopo anni di prova di scoch
mimetici di vario tipo ,provando anche quelli militari americani con dei costi
simili alla verniciatura della stc ,il risultato prima di sfilacciarsi
scolorirsi e rendere tutto appiccicoso con la sabbia è poco duraturo un paio di
anni se uno tratta bene le cose.
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Pertanto la scelta possibile
nei vari mimetismi offerti dalla stc fa
si che avremo il nostro personale fucile con il mimetico che vogliamo ma
duraturo e definitivo negli anni e opteremo per il colore mimetico che più si
compensa con il fondale in quale operiamo . |
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Il mimetismo che realizza
sui fucili deriva da un processo di trattamento articolato in 24/27 passaggi di
tinta che servono a realizzare l'effetto mimetico, non si tratta di un adesivo,
ma di un vero trattamento effettuato sul fucile con particolari materiali da un
laboratorio che svolge esclusivamente questa attività.
Il
"fissaggio finale" della colorazione, è effettuato con una sostanza
che lo rende particolarmente resistente anche ai graffi, gli utilizzatori si
stupiscono di come possa mantenersi in perfette condizioni pur utilizzando
normalmente tra gli scogli o comunque senza particolari attenzioni.
Molto interessante è anche
la possibilità di stampare scrivendoci sopra ciò che vuole: loghi ,nomi e
varie scritte personalizzate sul
fucile, è facile da realizzare ma
richiedono una spesa di impianto iniziale per il telaio.
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A tutto questo uniamo le particolari
mimetizzazioni, uniche nel loro genere, ottenute dopo svariati processi di
lavorazione.
Ore
di paziente studio sulle varianti cromatiche ci hanno consentito di ottenere
delle tonalità e delle combinazioni di colore che si sposano perfettamente con
le più disparate tipologie di fondale.
Dalla
sabbia al granito, dalla poseidonia al blu del mare più profondo.
Il
risultato finale è un prodotto dalle caratteristiche uniche nel proprio genere,
versatile, maneggevole e bello da vedere.
Possiamo scegliere oltre le quattro
mimetizzazioni le varianti :
Lucido / Opaco / Gradiente,con un trattamento
di resinatura e colorazione multiframe sulle canne da 55 cm a 130 cm per
le marche Cressi, Mares, Omer,
Tigullio, Seac.
Serbatoi
mimetici per fucili oleopneumatici
| mediterraneo | ![]() ![]() |
| abysso | ![]()
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| mimetic | ![]()
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| granito |
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Per il trattamento mimetico,
quale che sia il tipo di mimetismo che preferisci, il costo è di 25 euro per i
fucili tubolari, mentre di 30 euro per i fucili idroformati
(tipo
Seac HF o AirBalete Omer) (prezzi del 2010).
TESTO DI EMANUELE ZARA WILLY THE KIDD