LA PUNTA A TRICUSPIDE
| SIGALSUB
è una moderna azienda artigiana, che unisce lavorazioni di precisione,
avvalendosi di macchinari d’avanguardia per le lavorazioni meccaniche, a
rifiniture e montaggi manuali che permettono il controllo qualitativo in
ogni minimo particolare di ogni prodotto.
Particolare cura viene prestata nella scelta dei materiali, nelle lavorazioni e nella cura dei particolari che possono permettere di ottimizzare la resa delle attrezzature utilizzate. Oltre alla lavorazione diretta di acciai e materie plastiche, viene posta grande attenzione alla ricerca di altri prodotti, quali neoprene, elastici di alta qualità e qualsiasi altro accessorio, avvalendosi della collaborazione di artigiani italiani o affidandosi alle migliori ditte produttrici di altre materie prime.
Ogni prodotto viene studiato e testato a lungo prima di essere commercializzato, introducendo sempre nuove soluzioni tecniche e migliorando ogni particolare. Il tutto per raggiungere il massimo della qualità e il servizio migliore possibile a chi si affida a noi. |
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Il mio garage è un po disordinato ma in un angolo serbo con grande cura un asta speciale, tutta svirgolata, con la doppia aletta scalzata dal perno, un cimelio di cui vado particolarmente fiero. E’ la tahitiana doppia aletta da 6.5 mm con cui ho catturato il tonno rosso da 124 chili, qualche anno fa. Era montata sul pneumatico da 110 centimetri, quindi ha una lunghezza e soprattutto una massa ridotta; in teoria dovrebbe risultare poco adatta a perforare da parte a parte un pescione di oltre un quintale peraltro sparato dal basso verso l’alto e a oltre tre metri di distanza dalla volata dell’arma. Gli amici che passano a trovarmi hanno rimirato in ogni piccolo dettaglio il tondino metallico e tutti si sono accorti che la punta di questa freccia ha qualcosa di diverso. Il segreto è presto svelato: si tratta di una punta a tricuspide di straordinaria capacità penetrativa in grado di perforare come burro ricciole e dentici, meglio se di grosse dimensioni. In questa rubrica vi mostrerò come realizzarla a patto di possedere un minimo di attrezzatura meccanica: una morsa; una serie di lime da ferro di qualità a taglio fine piatte, triangolari e tonde; della carta vetro per la lucidatura finale…e tanta pazienza. Un’altra precauzione che mi sento di segnalare riguarda la pericolosità dell’oggetto: sul pneumatico bisogna stare attentissimi durante l’azione di carica e usare un carichino rinforzato nel punto d’inserzione (io ho modificato l’accessorio in plastica introducendo nella sede in cui si colloca la punta dell’asta un cono d’alluminio forato sulla cima).
| Per l’arbalete si procederà con estrema cura nella movimentazione dell’arma, sia durante il trasporto sia nei punti di contatto eventuali all’interno del gommone. Ho fatto queste due premesse perché la tricuspide che ho creato taglia come un rasoio non appena sfiora un oggetto. Il trucco potrebbe essere racchiuso in questo breve aforisma: “l’asta non buca sfondando ma penetra perché taglia”. La genesi della punta è nata a metà degli anni 90 osservando con una lente d’ingrandimento l’ago di una siringa per iniezioni: ho notato che in realtà il presidio medico non fa troppo male quando penetra nel muscolo perché l’estremità ha dei microscopici taglienti laterali quindi prima taglia la cute, poi progredisce negli strati dermici sottostanti. | ![]() |
La modifica si può fare su qualsiasi asta di acciaio inossidabile, e punta originale oppure con un’asta tronca. Se si ha dimestichezza con mole ad acqua e mini trapani si può tentare l’operazione, avviene in tempi più rapidi, ma il rischio che si corre è quello di stemperare il metallo riscaldandolo eccessivamente. Il lavoro inizia proteggendo le ganasce della morsa con due lastrine di piombo poi si fissa la freccia in diagonale facendone sporgere solo qualche centimetro affinché non si fletta durante il lavoro.
| Si
incomincia a limare la punta con estrema cautela sino a formare una
faccetta piatta triangolare, cioè con la base larga qualche millimetro e
la cuspide aguzza; se l’attrezzo è buono, se morde il materiale
temperato, in qualche minuto si otterrà il primo lato piatto.
Si apre la morsa, si da una rotazione all’asta, si richiudono le ganasce e si procede a realizzare il secondo lato prestando attenzione che la faccia appena eseguita rispetti un angolo a spigolo vivo |
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(curatevi che si realizzi nel tratto del puntale per 4/5 millimetri) con quella che si sta per formare e, in successione, con la terza; si dovrà dare la forma di una piramide, per intenderci. Ci vorrà qualche tentativo per allineare perfettamente la simmetria a tricuspide ma ripassando le tre faccette si arriverà a costituire una perfetta punta acuminata. A questo punto inizia il secondo procedimento che consiste nel segnare l’interno di ogni faccia, al centro, prima con una limetta triangolare (io ne adopero una diamantata) poi si creerà la stondatura dell’unghia con una lima a coda di topo. Una scanalatura per ogni lato fa sì che la sezione della punta rastremata riduca l’ingombro dell’impronta frontale e risulti maggiormente penetrante.
| Come
penultimo processo si affilano solo tre o quattro millimetri della cuspide
(il punto che taglierà le squame e il primo strato di pelle) tramite una
limetta e una pietra da filo, il resto della tricuspide si arrotonda e si
smussa facendola ruotare attorno a della tela vetrata perché non deve
lacerare troppo le carni del pesce durante il transito all’interno del
corpo.
Per concludere si lucida tutto con carta vetro prima a grana fine poi finissima. Naturalmente calzate sempre guanti protettivi nelle fasi di limatura perché basta un nonnulla per tagliarsi profondamente. Ah!….Dimenticavo: questa non è un’asta da usare in tana…! Questo
è quello che si può fare con attrezzi e molto tempo e pazienza oppure
possiamo comprare aste già tricuspidi . |
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Certo
che avere un asta conica che spinge sulle squame del pesce perde parte
della sua forza per poi bucare e forse trapassare ,indubbiamente è meglio
una tricuspide ,per un tiro lungo un pesce molto grosso come abbiamo detto
prima. ma
allora la soluzione ottimale
non c'è ,e invece si la ditta SIGAL ha ormai dal 2009 in commercio aste
tricuspidi per i fucili ad elastico che ad aria . solo che la sua tricuspide non è appunto malamente costruita surriscaldandola , ma fatta a fresa !!! |
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In acciaio Sandvik trattato termicamente.
Ritorno elastico: fino al 30% più rapido.
Lavorazione
con punte speciali per lasciare smussati e lucidati a specchio tutti i
fori. Disponibili con: Tacche e due tipi di perni, uno ribassato e' piu idrodinamico, l'altro studiato appositamente per non tagliare il dyneema, adatto anche a agganciare due elastici sullo stesso perno. |
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| Fucili
ad aria compressa.
Differenziazione anche dei conetti uno per 6/6.25/6.5, uno per il 7 ed uno per il 7.5 in maniera da tenere sempre la tornitura per alloggiarlo ridotta al minimo, in modo da non indebolire la punta. Per la prossima stagione aste da 8.
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Testo
di Emanuele Zara e Willy the Kidd