Come nasce l’elastico
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L’Hevea Brasiliensis è una pianta equatoriale conosciuta popolarmente con il nome di: albero della gomma. Incidendone la corteccia fuoriesce un’emulsione vischiosa e densa che al contatto dell’aria e del calore tende a solidificarsi: è il magico caucciù (dal caraibico “kahuchu”, lacrima).
Questa fantastica sostanza lattescente lavorata ha delle proprietà meccaniche eccezionali in quanto si allunga senza rompersi sino a valori di oltre il 700% rispetto alla misura originale ritornando poi spontaneamente allo stato primitivo in brevissimo tempo (ottimo ciclo di isteresi)!
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Il lattice è stato utilizzato dalle popolazioni indigene chissà per quanti secoli e per quali finalità pratiche poi l’evoluzione tecnologica avvenuta a fine ottocento, primi novecento scoprì che riscaldandolo e unendolo ad altre sostanze si riusciva a stabilizzare nel tempo e a migliorarne alcune caratteristiche fisico/meccaniche. La tecnica di lavorazione per produrre elastici per arbalete è molto semplice, quasi artigianale ma non sono molte le ditte mondiali che la attuano. Il lattice puro contenuto in fusti viene colato per gravità in un “imbuto” di vetro (l’unico materiale su cui non appiccica).
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| Nell’apparato
di trasformazione è miscelato, e in bassa percentuale, con gli elementi di
polimerizzazione, quali il talco, la silice, e varie cariche minerali;
successivamente la mescola ottenuta è riscaldata affinché si realizzi il
processo di vulcanizzazione (procedimento industriale che fa reagire gli
additivi e trasforma la mescola di lattice in gomma).
A questo punto il composto è pronto per la fase meccanica di trafilatura ed estrusione nella misura programmata (le sezioni esterne e il foro centrale corrispondono al diametro finale dell’elastico richiesto dal committente); infine la gomma cade, a spirale, in un contenitore pieno d’acqua che stabilizza definitivamente il processo chimico-fisico. Il prodotto finale che conterrà un altissima percentuale di lattice puro, oltre il 95%, è un tubo di gomma che ha conservato la proprietà straordinaria della materia prima, quella ad esempio di recuperare in brevissimo tempo la forma originale, ma sarà perfezionato per quanto riguarda la tenacità, la discreta resistenza agli agenti atmosferici, la stabilità nei confronti delle temperature. |
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| Naturalmente
occorre una precisazione: ogni lotto di produzione proprio per le metodologie
artigianali di trasformazione, la diversa percentuale di umidità
all’interno della gomma, i differenti tempi di estrusione, le modalità di
trasporto rivelerà delle caratteristiche singolari, ecc. non uniformi cioè
al 100% per tutte le partite d’importazione.
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Ci sono stati in passato e continuano a livello sperimentale i tentativi di sostituire il caucciù naturale con un prodotto sintetico quale la termogomma, la termoplastica, gli elastomeri di sintesi, eccetera ma tutti i tentativi fin ora messi in campo non sono mai riusciti a sostituire le qualità uniche e irraggiungibili, per il momento, del caucciù. L’elastico è commercializzato a metri e ogni produttore provvede a distribuirlo già confezionato sotto forma di coppia di elastici terminati con boccole filettate alle due estremità, con solo due boccole a un capo dell’elastico singolo o circolare, a metro. Le boccole sono fissate alla gomma tramite una semplice sfera metallica (un tempo era anche di nylon) introdotta a pressione all’interno dell’elastico
Testo di Emanuele Zara
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